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dal sito In defence of Marxism Quaranta persone ferite e due civili e un poliziotto, il Maggiore Ali Makkawi, sono stati uccisi domenica 2 ottobre negli scontri più feroci mai visti nella striscia di Gaza tra i combattenti di Hamas e la polizia dell’Autorità Palestinese (Anp). Sembrerebbe proprio che Sharon sia vicino a realizzare il suo sogno di una guerra civile aperta tra l’Anp e il movimento di resistenza nei territori da essa amministrati.
Questo scontro è il diretto risultato della campagna del Presidente Palestinese Mahmoud Abbas, appoggiata dal governo Sharon, per il controllo di Gaza. Israele vuole un esercito sotto il suo diretto o indiretto controllo all’interno della comunità palestinese, e la sua scelta per adesso è caduta sull’Anp. Israele si è ritirato da Gaza recentemente, ma ovviamente vuole che l’Anp attui al suo posto un controllo di tipo poliziesco sul territorio. Mentre la polizia dell’Anp stava cercando di evitare che i militanti della resistenza girassero per strada armati, Sharon stava bombardando Gaza conl'aviazione e portava a termine l’assassinio dei capi e di attivisti di Hamas e della Jihad.
Secondo Al-Jazeera, il combattimento è scoppiato quando la polizia è arrivata a Gaza ad arrestare Muhammad Abd al-Aziz al-Rantissi, il figlio dell’ultimo leader di Hamas Abd al-Aziz al-Rantissi, assassinato da Israele nel 2004. Secondo le fonti, la polizia ha picchiato duramente Al-Rantissi. Vedendo ciò, la gente del quartiere è accorsa per proteggerlo, e la polizia aprì il fuoco in maniera indiscriminata per disperdere la folla.
Il combattimento si è esteso al vicino campo profughi Shati, dove membri di Hamas hanno sparato quattro granate su una stazione di polizia palestinese, uccidendo un poliziotto, e un’altra alla polizia a Shaikh Radwan, roccaforte di Hamas nella città di Gaza.
Mentre scrivo, l’esercito israeliano ha arrestato altri 40 membri di Hamas e della Jihad. Quasi 500 dei loro membri sono stati arrestati dal 25 Settembre quando il governo Sharon è intervenuto poco prima delle elezioni arrestando centinaia di attivisti di Hamas, compresi alcuni candidati alle elezioni.
I governanti israeliani non nascondono il fatto che vogliono evitare che Hamas si presenti alle prossime elezioni. Il Generale dell’armata israeliana, Generale Dan Halutz, ripetendo la linea di Sharon, ha detto che Israele non permetterà che Hamas, che era dietro la maggioranza degli attacchi anti-israeliani durante i cinque anni della rivolta palestinese, concorra nelle elezioni legislative di Gennaio.
Comunque, sembra che la posizione di Israele abbia avuto l’effetto opposto di quanto Sharon e i suoi consiglieri sperassero.
“Questa campagna ha fatto crescere la convinzione tra la popolazione palestinese che Israele stia cercando di screditare Hamas, in modo così da aiutare Abbas e la sua organizzazione Fatah a sconfiggerla alle prossime elezioni al Concilio Legislativo Palestinese”, ha scritto Danny Rubenstein su Haarets il 2 Ottobre.
Questa è esattamente la ragione per cui il PLC ( Concilio Legislativo Palestinese) si è fatto avanti e ha cercato di evitare una tale guerra aperta. Secondo Al -Jazeera, “il vice presidente del Consiglio Legislativo Palestinese, Hasan Khreisha, ha detto ad Al Jazeera che gli scontri sono inaccettabili e ha proposto di aprire un’indagine, chiarendo la necessità di porre fine a questi scontri che stanno portando la società palestinese verso uno stato di autodistruzione, come se ci stessimo distruggendo con le nostre mani.”
Gli è stato chiesto che cosa ci fosse dietro a questi episodi e la sua risposta è stata “Il governo israeliano e le forze di occupazione”.
Ora, all’improvviso, il governo israeliano ha deciso di porre fine all’attacco su Gaza. “Abbiamo deciso di sospendere le operazioni che abbiamo lanciato la scorsa settimana….la decisione significa la sospensione “per il momento” dei raid israeliani nella striscia di Gaza, del fuoco di artiglieria contro il nord del Paese e delle operazioni tese ad eliminare i gruppi di resistenza a Gaza e nella West Bank”.
“Questa dichiarazione fa parte della campagna di propaganda per ricattare la nostra gente e per fare pressione sull’Autorità Palestinese per combattere contro le fazioni e i gruppi di resistenza”, ha detto un portavoce di Hamas a Gaza.
Il governo non spiega le sue ragioni ma chiaramente comprende che le sue azioni aiutano soltanto Hamas. Secondo dati ufficiali, nel terzo turno delle elezioni municipali dei territori palestinesi tenuti giovedì 29 Settembre, Fatah si è aggiudicata il 53% dei seggi nei Consigli locali, mentre Hamas soltanto il 26%. Questi dati tuttavia sono quanto mai ingannevoli. Hamas in realtà ha ricevuto più voti in termini assoluti. Fatah ha vinto in 55 delle 104 circoscrizioni, mentre Hamas in 25. Comunque i dati sono distorti, perché Hamas ha vinto con un grande distacco in 15 delle 32 circoscrizioni più grandi, e in almeno 22 delle piccole circoscrizioni tra 1000 e 3000 abitanti.
Siccome molti dei nostri lettori potrebbero non comprendere la reale natura di Hamas e le sue contraddizioni interne, credo che valga la pena spendere qualche parola in più su questa questione.
Hamas è chiaramente un movimento in crescita tra i Palestinesi. E’ un movimento populista con radici molto profonde nella società palestinese. Questo non è soltanto a causa dell’oppressione di Israele, della mancanza di un’opposizione significativa all’interno della società ebraica Israeliana all’occupazione, e della povertà sempre più diffusa, ma anche della corruzione dell’AP, supportato da Israele, il quale a sua volta ha aiutato a rendere Hamas un movimento popolare.
Come ogni movimento populista di massa la sua testa è conservatrice e capitalista mentre le sue gambe- la sua base- è costituita da gente povera, che oggi è spinta in questa direzione ma che potrebbe venire riconquistata da un vero e autentico movimento rivoluzionario.
L’andamento di questo movimento può essere spiegato solo dalle contraddizioni tra la testa e le gambe, tra l’ala di destra conservatrice- la testa - e la sua base sociale che vuole combattere contro l’oppressione. Un portavoce di Hamas spiegò la scorsa settimana che “i nostri nemici stanno cercando di dipingere di noi un’immagine di fanatici terroristi tipo Al-Qaeda, ma la verità è che siamo un legittimo movimento di resistenza nazionale ”.
E’ risaputo che molti dei detenuti di Hamas questi giorni, sono attivisti politici e non sono legati all’attività terroristica. Molti di questi detenuti in realtà appartengono all’area moderata di Hamas. Un detenuto, Mohammed Ghazal di Nablus, annunciò qualche tempo fa che Hamas potrebbe considerare di modificare la sua posizione che oggi nega a Israele il diritto di esistere. (Comunque, sotto pressione, successivamente negò di aver fatto quest’affermazione, ma Reuters annunciò che erano in possesso di una registrazione audio di quello che aveva detto).
Hamas in italiano significa “zelo” o “coraggio”. E’ un acronimo per Harakat-al Muqawima- al-Islamiyya, che significa “Movimento di Resistenza Islamico”. Venne formato come l’ala armata della branca palestinese della Fratellanza Musulmana (Ikhwan al-Muslimin) a Gaza, nel 1987-88. Prima di questo era stato una piccola branca della Fratellanza Musulmana, stabilitasi a Gaza nel 1946.
Dopo il 1967, la principale organizzazione di punta della Fratellanza era la Mujamma di Ahmad Yassin, che è stata fondata nel 1973 . Mujamma era principalmente un’organizzazione di beneficenza e carità che contribuiva alla costruzione di cliniche, asili e scuole a Gaza. Un sito internet riporta che “dopo il 1967 una grande parte del successo di Hamas/Fratellanza Musulmana fu dovuto alle loro attività fra i rifugiati nella striscia di Gaza. La pietra miliare del successo del movimento islamico fu una impressionante struttura organizzativa di tipo sociale, religioso, educativo e culturale, chiamata Da’wah, che ha operato per facilitare le difficoltà di un gran numero di rifugiati palestinesi, confinati nei campi e sull’orlo dell’emarginazione”.
Questa attività fu incoraggiata da Israele. Infatti lo stato Israeliano e Ariel Sharon in particolare incoraggiarono Mujamma a richiedere lo status di organizzazione di beneficenza nel 1978. Questo permise all’organizzazione di allargare la propria base attraverso il proprio lavoro religioso e sociale.
Mujamma fu indirettamente e direttamente fondato da Israele come un mezzo per combattere l’Olp, che Israele a quel tempo considerava essere un movimento ancor più pericoloso.
Secondo Tony Cordersman, esperto di questioni Mediorientali per il Centre for Strategic Studies, “Israele aiutò direttamente Hamas - gli Israeliani vollero volutamente utilizzarlo come contrappeso rispetto all’Olp )” .
Un ex alto ufficiale della C.I.A. ha aggiunto che l’appoggio di Israele per Hamas “fu un tentativo diretto per frammentare e diminuire l’appoggio nei confronti di un’Olp forte e laico. usando un’alternativa religiosa che potesse competerne l’influenza. “
I fondi di Mujamma generalmente provenivano dagli Stati produttori di petrolio e dallo stesso Israele.
Durante gli anni ’80, quando l’influenza di Mujamma iniziava a crescere nell’Università islamica di Gaza, l’organizzazione lanciò una serie di iniziative sempre più violente contro cinema, spacci in cui si vendeva o serviva alcool, casinò e altri di questi posti che condannava come non-Islamici. Comunque, dato che la sua base sociale stava crescendo e molti poveri si erano uniti al Movimento, l’organizzazione diventava sempre più politica, specialmente a Khan Yunis, sotto la leadership di Abd al-Aziz Rantissi. Questo condusse a frequenti conflitti con Israele.
Nel 1984, tredici membri dell’organizzazione, compreso Yassin, furono arrestati da Israele. Il braccio armato dell’organizzazione fu passato al setaccio. Alla fine dell’ 1985, l’Organizzazione aveva a malapena duemila membri, che erano principalmente impiegati nei settori religiosi, dei servizi alle comunità e nel commercio.
Hamas fu formata nel febbraio del 1988 sotto la pressione della sua base sociale che stava chiedendo con forza di partecipare alla prima Intifada.
Una dichiarazione programmatica dell’agosto 1988 dichiarava che tutta la Palestina era una terra di fede islamica che non si sarebbe mai potuta arrendere ai non-Musulmani. Tale dichiarazione affermava che la Palestina era una parte integrante del Mondo Musulmano. Hamas inoltre affermava pubblicamente che era un’organizzazione anti-Comunista, che dava la colpa ai sionisti per la rivoluzione francese e per quella russa.
Quando Hamas fu creato aveva tre ali separate. C’era l’ala politica, composta dagli alleati più vicini a Yassin, che producevano volantini, raccoglievano fondi, reclutavano membri e inglobavano nel movimento le moschee. L’ala deputata alla sicurezza, conosciuta come al-Majd (Gloria), sotto Yihyah Sanwar e Ruhi Mushtaha, era stata creata per un controllo di polizia interna, specialmente a Gaza. Quest’ala successivamente si è unificò con l’ala militare, le brigate di Izz-al-Din al-Qassam, che a quel tempo erano l’ala più piccola . Hamas operava attraverso un sistema di cellule, e perciò era difficile per gli agenti israeliani penetrarvi.
All’inizio tuttavia, Israele non interferì con le attività di Hamas. Veniva vista come un’organizzazione con finalità sociali riformista che poteva essere usata per marginalizzare l’Olp e per evitare uno sviluppo rivoluzionario. A quel tempo c’erano frequenti incontri tra i dirigenti di Hamas (incluso Yassin) e funzionari del governo Israeliano. Questa cooperazione si è conclusa soltanto dopo il “massacro di Al-Aqsa” , nell’Ottobre 1990. Fu dopo questo questo massacro che Hamas ha mutato la sua posizione iniziale contro Israele, dichiarando che ogni soldato e abitante Israeliano era un possibile obiettivo. Le azioni militari sottoforma di attacchi terroristici contro civili israeliani ha sostituito la loro precedente collaborazione con i governanti di Israele.
Hamas, diversamente da Arafat, non ha appoggiato Saddam Hussein nella prima Guerra del Golfo contro gli USA. Ha sostenuto invece il ritiro di entrambe le truppe irachene e statunitensi dal Kuwait. Di conseguenza, gli stati del Golfo spostarono i loro fondi dall’Olp ad Hamas e potrebbero anche aver donato fino a 28 milioni di dollari al mese ( principalmente dall’Arabia Saudita). Così Hamas ha sostituito l’Olp come fornitore di tutta una serie di servizi sociale, garantendosi così un appoggio considerevole.
Nel Dicembre 1992, Rabin ha espulso i capi di Hamas, conducendo a un patto di non-aggressione con l’Olp. Hamas si oppose all’accordo di Oslo e partecipò ad un’alleanza più ampia che li rigettava, riscuotendo un successo considerevole (fino al venti per cento dei Palestinesi sostennero Hamas e la Jihad islamica nonostante la pressione del Anp). Il primo attacco suicida di Hamas in opposizione all’accordo di Oslo risale al 1993.
Nel 1994 ci sono stati scontri tra Hamas e la polizia dell’Anp a Gaza. Arafat in quell’occasione ha cooptato nel governo la direzione di Hamas a Gaza, che conseguentemente ha scelto forme di protesta non armate. Questo ha causato una divisione nella leadership di Hamas in tutti i territori occupati. Nello stesso tempo, Abu Marzuq, il capo della leadership politica di Hamas in Giordania, ha appoggiato de facto la presenza di Israele “entro i confini del 1948”, dichiarando una hudna (cessate il fuoco) se Israele si fosse ritirato dai territori occupati. Ciò è stato anche ripetuto da Shekh Yassin in una lettera che ha scritto nella primavera del 1994 in cui offriva un cessate il fuoco se le forze israeliane si fossero ritirate dai territori occupati, e se gli insediamenti dei coloni fossero stati smantellati e i prigionieri rilasciati.
La stessa cosa sta succedendo in questo periodo e l’ala politica di Hamas sta cercando adesso di partecipare alla “Pax Americana” e ha incominciato a partecipare alle elezioni. Hamas ha adesso persino dichiarato che gli USA e la Gran Bretagna, a differenza di Israele, non sono poteri di occupazione. Sebbene Bush abbia ufficialmente dichiarato che Hamas è un’organizzazione terroristica, sta anche considerando di usare Hamas come seconda opzione. Il governo di Israele tuttavia si oppone e sta tentando di bloccare una tale possibilità attraverso ogni mezzo possibile. I governanti di Tel Aviv sono ben consapevoli che se Hamas dovesse diventare un partner degli USA, verrebbe meno l’utilità di Israele come principale alleato strategico per gli USA nella regione.
Come possiamo vedere, la contraddizione tra la base popolare di Hamas e la sua direzione conservatrice è estremamente reale. Questa è la tragedia storica della popolo palestinese.
11 ottobre 2005.
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