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| Scritto da Valerio Boschi | |||
| Giovedì 16 Marzo 2006 08:04 | |||
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Un nuovo partito dei lavoratori? Alle prossime elezioni nello stato d’Israele ci sarà un nuovo partito. Si chiama "One People" ed è stato fondato da Amin Perez, il presidente della Histadrut, la centrale sindacale israeliana ed ex deputato laburista per dieci anni. Questa scelta condurrà a una rottura, forse estesa, tra il sindacato e il partito laburista. L’Histadrut storicamente stato un pilastro della stabilità laburista in Isarele. Con la sua presa sulla classe operaia (oltre il 90% dei lavoratori vi sono iscritti), il suo ruolo di fatto di stato sociale e di "imprenditore keynesiano", l’Histadrut ha fornito sin dal dopoguerra quella atmosfera di pace sociale, di egualitarismo (almeno ideale) grazie a cui la direzione laburista ha potuto costruire e rafforzare il suo dominio. Negli ultimi anni l’Histadrut, che una volta gestiva imprese, banche e le comuni rurali (i Kibbutz), producendo addirittura il 20% del Pil israeliano, ha guidato diverse lotte e violenti scioperi generali contro il governo di destra del Likud. Il 7 dicembre si è avuto il più grande sciopero generale nella storia di Israele, con 700.000 partecipanti. Lo sciopero, cominciato nel settore pubblico; dopo alcuni giorni aveva cominciato ad estendersi al settore privato, ed è terminato snza una chiara vittoria nè del governo, nè dei lavoratori. La cosa importante è che emerge la necessità di una politica indipendente negli interessi dei lavoratori israeliani. Quale che sia il suo sviluppo, "One people" è un chiaro sintomo di questa esigenza. Deficit record in Usa Gli Usa vanno accumulando deficit commerciali crescenti con le economie europee e soprattutto asiatiche, anche a causa al rafforzamento del dollaro. In gennaio il deficit ha raggiunto una cifra record di 23.4 miliardi di dollari (quasi 50.000 miliardi di lire). Nel ‘98 la cifra è stata di 254.4 miliardi di dollari (oltre 500.000 miliardi). A ciò si devono aggiungere le decine di migliaia di miliardi che la borsa americana ha attratto come "isola di felicità" in mezzo al tracollo finanziario mondiale. Secondo l’Economist il commercio Usa peggiora rispetto Cina; Giappone, Canada, Germania, Messico, Taiwan, Australia, Olanda, e migliora solo verso Gran Bretagna e Brasile. Queste cifre dimostranto il fallimento dei progetti di Clinton e Rubin , che puntavano a riportare in attivo la bilancia commerciale Usa. Dimostrano anche la fragilità e il carattere parassitario del boom economico americano.
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