Dopo il successo della raccolta di oltre 700 firme ti invitiamo alla presentazione della mozione al sesto congresso nazionale del Prc

Rompere con Prodi
Preparare l’alternativa operaia

 


Il VI congresso del Prc assume un carattere di straordinarietà. Siamo chiamati a scelte che avranno profonde conseguenze sul futuro del nostro partito e della sinistra italiana. Il precipitoso abbraccio con Prodi e con la “Grande Alleanza Democratica” coincide con un rapido scivolamento moderato nelle nostre parole d’ordine, nell’azione del partito e nella sua linea complessiva.

 

Questo mentre siamo entrati in una nuova fase storica, caratterizzata da una crisi organica del sistema e dallo sviluppo di importanti mobilitazioni su scala mondiale.

 

Seppure in condizioni e con ritmi molto diversi, assistiamo anche a un vero e proprio risveglio del movimento operaio europeo. Italia, Francia, Spagna, Grecia, Germania, Olanda, Austria, Gran Bretagna… in un paese dopo l’altro abbiamo assistito al ritorno dei lavoratori sulla scena con gigantesche manifestazioni, scioperi, scioperi generali. Queste mobilitazioni ci dicono che è in campo una nuova generazione, che comincia a lasciarsi alle spalle gli anni delle sconfitte e della concertazione.

 

Il partito non può accontentarsi del ruolo di spettatore passivo, seppure entusiasta, delle mobilitazioni operaie che troppe volte ci ha contraddistinto. Dobbiamo avviare una campagna sistematica per il radicamento del partito nei luoghi di lavoro.

 

Il V Congresso del partito (2002) si era svolto all’insegna della svolta verso i movimenti, della “contaminazione”, della immersione e anzi dell’identificazione completa del Prc con i “movimenti” e in particolare con il movimento “noglobal”.

 

Tale svolta è stata accompagnata da un vasto processo di revisione ideologica che avrebbe dovuto, nelle intenzioni dichiarate, rimuovere gli ostacoli che si frapponevano fra i protagonisti dei movimenti e la struttura organizzata del partito stesso.

 

Tuttavia, con il movimento contro la guerra la posizione assunta dalla Gad e sottoscritta dal partito di ancorare il ritiro delle truppe ad un fantomatico processo di pace apre una divaricazione potenzialmente pericolosa. Nel movimento “noglobal”, il maldestro tentativo di matrimonio con i “disobbedienti” è finito in cocci senza procurarci alcun vantaggio politico e anzi con l’uscita dal partito di alcuni settori dei Giovani comunisti.

 

Soprattutto, la presenza organizzata del partito nei luoghi di lavoro e nelle organizzazioni sindacali ha toccato in questi anni un punto minimo. È necessario un intervento sistematico che orienti i nostri circoli e i nostri militanti su questo terreno.

 

L’obiettivo della nostra mozione è di tracciare una strada credibile e percorribile attraverso la quale il Prc possa diventare forza egemonica nel movimento operaio italiano, e quindi rovesciare i rapporti di forza a sinistra.


 

 

 

 

 

 

 

 

 


Cip 18/11/2004