Il Prc verso il sesto congresso

Per un’alternativa rivoluzionaria alle politiche di Bertinotti

 

Il prossimo congresso di Rifondazione Comunista avrà come nodo centrale del dibattito l’alleanza col centrosinistra e la svolta governista  effettuata dalla maggioranza del partito.

Bertinotti con la proposta delle primarie sul programma e il vincolo di maggioranza ha reso il PRC nei fatti organico al centrosinistra, riproponendo l’esperienza fallimentare del governo Prodi  con in più la presenza di ministri nell’esecutivo.

I lavori della grande alleanza democratica sono iniziati nel peggiore dei modi,  con il  rinvio della richiesta del  ritiro delle truppe dall’Iraq, la proposta di una conferenza internazionale di pace e la sostituzione delle truppe di occupazione con delle truppe che vengano percepite come truppe di pace, come se questo potesse cambiare la natura imperialista dell’occupazione irachena.

Ma non si tratta di contrastare solo la svolta governista, bensì la linea complessiva seguita dal partito in questi anni.

Con la  teoria della guerra di civiltà ,la non-violenza e la necessità di reinventare il comunismo  Bertinotti sta recidendo ogni legame col marxismo e le migliori tradizioni del movimento operaio.

Il risultato di tutto ciò è la perdita di radicamento tra la classe operaia e il disorientamento dei militanti del partito, testimoniato anche dal fallimento della manifestazione nazionale del partito.

La forte instabilità in cui si trova il capitalismo a livello mondiale sta spingendo e spingerà sempre di più milioni di persone a lottare contro questo sistema. Questo riguarda la resistenza irachena come le lotte dei lavoratori in Italia e in Europa contro il declino industriale.

Le lotte che abbiamo visti in questi mesi,da Melfi ad Acerra  passando per le vertenze operaie presenti nella nostra provincia sono chiari esempi di quello che vedremo in futuro.

Il Prc deve proporre un programma e dei metodi per vincere le lotte e soprattutto collegarle alla trasformazione complessiva della società. Si sceglie invece la linea dell’accordo organico di governo che compromette la possibilità di garantire una sponda politica alle lotte attuali e alle inevitabili mobilitazioni che sorgeranno di fronte agli attacchi del futuro governo Prodi a vocazione confindustriale.

Noi pensiamo che sia necessario contrastare la svolta governista del partito e proporre un’alternativa rivoluzionaria. Esiste un sentimento di insoddisfazione verso la linea di Bertinotti   che va al di là delle mozioni congressuali e per proporre un’ alternativa complessiva invitiamo tutti i compagni interessati  a partecipare al

Dibattito pubblico

Sabato 23 Ottobre ore 16.30 Federazione Prc Caserta Via Unità D’Italia 13

introduce Antonio Erpice

intervengono:

Jacopo Renda (coordinamento nazionale Giovani Comunisti)

Claudio Bellotti (Direzione Nazionale Prc)

 

A cura dei sostenitori di    

Mensile marxista per i lavoratori e i giovani

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