| Terim |
| Scritto da Francesco Santoro* | |
| venerd́ 06 marzo 2009 | |
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La cassa integrazione non ferma la lotta
Come era intuibile l’ultimo incontro in Confindustria non ha sortito le vere intenzioni del padrone. Nascondendosi dietro una serie di finte motivazioni tecniche, l’azienda ha rinviato l’incontro definitivo sul piano industriale al 18 di marzo.
In questa data dovrà esplicitare le sue intenzioni sul futuro produttivo del sito di Baggiovara. Ad ogni modo, che pensi di poter chiudere la fabbrica o ridimensionare fortemente i due stabilimenti (Modena e Reggio) troverà la più totale opposizione dei lavoratori. Noi siamo pronti ad ogni forma di lotta, nessuna esclusa! Come lavoratori e delegati sindacali siamo ben consapevoli che la difesa del posto di lavoro in un contesto di profonda crisi come questo non può essere disgiunta dalla difesa del patrimonio produttivo. Se durante la vertenza contro i 300 licenziamenti la mobilità volontaria incentivata aveva ragion d’essere una buona conquista, ottenuta con la lotta, oggi non sarebbe la stessa cosa. Fuori dalla fabbrica, che tu vada via di tua volontà o meno, non c’è niente ad aspettarti pertanto, ad eccezione dei lavoratori che possono essere accompagnati alla pensione, attraverso la mobilità, noi non indietreggeremo di un centimetro difendendo ogni posto di lavoro nel senso letterale del termine. La nostra determinazione in tal senso, è stata ulteriormente confermata dalle proposte discusse ed approvate alla scorsa assemblea di fabbrica. La crisi non esclude neanche la Terim e la conseguente contrazione degli ordinativi ci ha imposto la cassa integrazione ordinaria per l’intero mese di marzo. Questo fatto compiuto ci impedisce di scioperare ma, non di continuare ad estendere ed inasprire la lotta. Difatti, da qui alla data dell’incontro pur essendo in cassa integrazione, abbiamo deciso di organizzare volantinaggi attraverso dei banchetti nei principali centri cittadini del comprensorio e davanti le mense aziendali più frequentate, tutto ciò per rendere pubbliche le ragioni della nostra lotta, raccogliendo nel contempo fondi economici per la nostra cassa di resistenza. Questo manderà un ulteriore messaggio molto chiaro al padrone, sollevando nello stesso tempo, l’attenzione dell’opinione pubblica e la solidarietà che sempre abbiamo avuto dalla popolazione locale. Inoltre, queste iniziative ci permetteranno di restare in contatto come operai, consolidando il fronte di lotta anziché sfaldarlo, cosa che spesso è una normale conseguenza nei lunghi periodi di cassa. Per di più, abbiamo intenzione di organizzare un presidio sotto la sede confindustriale il giorno del “rendez – vous” e se portasse cattive notizie, come ci attendiamo, inizieranno immediatamente i picchetti davanti lo stabilimento di Rubiera, organizzeremo cortei in centro a Modena, blocchi stradali con volantinaggi, incontri con le istituzioni e chi più ne ha più ne metta. Questa è lotta di classe! Questa è la Terim!
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