logo

Sostienici

Opuscolo No debito

Richiedilo, scrivendo a redazione@marxismo.net (prezzo: 2,00 euro)

Prossime iniziative

I nostri libri

 

Libreria Marxista

Mailing list

Iscriviti alla nostra mailing list

Sassuolo PDF Stampa E-mail
Immigrazione
Scritto da Simona Bolelli   
Mercoledì 05 Aprile 2006 11:51

Contrastare l’offensiva razzista e xenofoba


Domenica 19 febbraio a Sassuolo (Mo) viene arrestato un immigrato marocchino, nel corso dell’arresto il giovane viene pestato dai carabinieri. Il tutto viene filmato con un telefonino da un amico dell’immigrato: le immagini mostrano un carabiniere che salta ripetutamente sopra l’immigrato spogliato e sdraiato sull’asfalto.

Queste immagini appaiono su internet e su tutti i quotidiani nazionali si parla della vicenda suscitando un’ovvia riprovazione generale. A Sassuolo, la reazione è diversa. I carabinieri in questione restano impuniti, vengono solo trasferiti, a livello locale “i cittadini” si costituiscono in comitati di solidarietà con i carabinieri e promuovono una raccolta di firme per far rientrare i tutori dell’ordine a Sassuolo.

Sabato 4 marzo Borghezio si presenta in città, benedice i sassolesi e li aizza alla guerra santa contro gli invasori arabi. Questa iniziativa, nonostante avesse ricevuto molto spazio sui media, risulta un flop, 200 persone in prevalenza provenienti da fuori e molti giornalisti.

Ma il malessere resta forte, tanto che i comitati dicono di voler promuovere un presidio o una manifestazione per la legalità.

Le ragioni di questa esasperazione vengono dall’incapacità della sinistra di offrire risposte concrete ai problemi posti dallo sviluppo della realtà sassolese e dalle contraddizioni che questo sviluppo ha portato. Il settore della ceramica e l’indotto metalmeccanico, molto forte a Sassuolo, vede l’impiego in misura sempre maggiore di forza lavoro immigrata. Gli immigrati sono più sfruttabili, essendo in condizione di inferiorità, possono essere costretti ad accettare salari più bassi, ritmi di lavoro più alti, insomma sono utili a far crescere i profitti.

L’insediamento dei lavoratori arabi non è recente, molti hanno acquisito diritti, si sono iscritti al sindacato e giustamente, nella misura in cui contribuiscono alla ricchezza dalla società, esigono anche diritti: sul posto di lavoro e fuori.

I padroni, a Sassuolo come ovunque, vorrebbero gli immigrati solo come strumento di sfruttamento sul posto di lavoro, dopodichè vorrebbero che sparissero dalla circolazione, per poi ripresentarsi all’apertura dei cancelli della fabbrica il giorno dopo.

Ma questo è ovviamente impossibile.

L’estate scorsa Sassuolo è stata teatro di una lotta per la dignità dei lavoratori contro lo sgombero del Palazzo Verde di via S. Pietro. Si trattava di un condominio di 58 famiglie prevalentemente maghrebine e prevalentemente proprietarie delle loro case, le quali hanno promosso un comitato di lotta, che insieme ad alcuni settori del Prc, al social forum di Modena e a tante associazioni di sinistra ha sostenuto la lotta per il diritto alla casa (in questo caso peraltro di proprietà), promuovendo a Sassuolo due manifestazioni con oltre un migliaio di persone.

Ma in quel quartiere di Sassuolo c’è una operazione speculativa in corso: la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena (Unicredit), nella quale non dubitiamo abbiano legami molti industriali e ceramisti che impiegano immigrati nel modenese, ha stanziato 540mila euro per un progetto di “riqualificazione” del quartiere dove, vicino a ricche villette e bei palazzi, sorgono condomini popolari che a quanto pare rovinano il panorama.

La strategia applicata dalla giunta di centrosinistra è che per riqualificare è necessario sgomberare ed è disposta a mettere altri 195mila euro per le operazioni necessarie. Soldi puntualmente spesi per lo sgombero del Palazzo Verde portato avanti da 150 poliziotti in tenuta antisommossa, elicotteri e quant’altro. Il comitato di via S. Pietro aveva dimostrato che era possibile ristrutturare lo stabile, ma questa soluzione si sarebbe scontrata con gli interessi dei costruttori, degli speculatori e delle banche.

Pertanto la giunta di centrosinistra e in particolare il sindaco Pattuzzi (Margherita) si è schierata contro i lavoratori e ha permesso che la campagna ideologica contro gli immigrati, dichiarati responsabili del degrado, della criminalità e dello spaccio, dilagasse e portasse alla esasperazione attuale. Più volte gli immigrati hanno chiesto l’aiuto dell’amminstrazione contro gli spacciatori, ma la risposta è stata la polizia che ha tolto loro la casa e gli spacciatori si sono solo spostati davanti al condominio a fianco. Oggi di fronte al crescente malessere circolano voci di nuovi sgomberi, voci non smentite dall’amministrazione.

La sinistra e le amministrazioni di centrosinistra non possono rivendicare nei convegni il multiculturalismo, l’integrazione e la tolleranza, se poi non sono in grado di scontrarsi con quegli interessi economici che sono nemici dell’integrazione e dei lavoratori.

È importante che Rifondazione sia uscita dalla giunta di Sassuolo denunciando il carattere antidemocratico della sua politica. Così come è di grande importanza che il congresso nazionale della Cgil abbia accolto un ordine del giorno di solidarietà con gli immigrati in cui si chiarisce che il sindacato si opporrà a ogni nuovo sgombero.

È necessario fermare il clima di paura promuovendo una campagna di sensibilizzazione su chi sono i veri responsabili dell’attuale situazione. Lavoreremo per questo e per costruire un percorso unitario delle forze di sinistra per una manifestazione contro il razzismo a Sassuolo.

Ancora una volta: lavoratori immigrati e italiani, uniti nella lotta!

9 marzo 2005.

 
Joomla SEO powered by JoomSEF

PRC

Internazionale

Economia

Storia e Memoria


FalceMartello
Licenza Creative Commons