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| Grecia. Prima vittoria del movimento studentesco |
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| Internazionale | |||
| Scritto da La Redazione di Falce Martello | |||
| Giovedì 20 Luglio 2006 13:06 | |||
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Giovedì
29 giugno si è conclusa una settimana di mobilitazioni
importanti in Grecia contro la politica scolastica del governo. Il 22
giugno c’è stata una mobilitazione comune di studenti e
lavoratori con uno sciopero generale di tre ore nello stesso giorno.
Ci sono state assemblee di migliaia di studenti con la partecipazione
di qualche sindacalista. L’assemblea ad Atene è stata anche
questa volta molto grande con 25mila partecipanti, principalmente
studenti. Nonostante le università fossero occupate già
da tre settimane, l’ambiente si è mantenuto molto
combattivo.
GRECIA - Prima vittoria del movimento studentesco
Il 27, 28 e 29 luglio gli studenti hanno anche organizzato una grossa protesta di fronte al Parlamento mentre i deputati stavano discutendo i cambiamenti proposti alla Costituzione che permetterebbero ai privati di gestire le università. Hanno anche organizzato un’altra assemblea fuori dal summit dell’Oosa, il centro di strategia internazionale del capitale, che discuteva del sistema scolastico oggi “nell’era della libera economia”. Durante queste mobilitazioni ancora una volta gli studenti hanno avuto l’opportunità di comprendere la vera natura dello stato borghese, con attacchi brutali da parte della polizia contro i giovani manifestanti pacifici. Dopo queste manifestazioni le assemblee studentesche hanno deciso di fermare le mobilitazioni per ora e preparsi a lanciare una nuova lotta contro il governo a settembre. Gli studenti sentono di aver raggiunto una prima vittoria, con la decisione del governo di congelare il provvedimento sull’istruzione, ma come gli studenti della tendenza marxista hanno spiegato durante le assemblee, questa è solo la prima battaglia. Il governo sta cercando di prendere tempo chiedendo il “dialogo”. In realtà con l’aperto sostegno dei vertici del Pasok, che sono in disaccordo con il governo solo sul modo con il quale ha gestito la situazione, a settembre il governo tornerà all’attacco con la stessa legge reazionaria che è stata al centro delle mobilitazioni. Questa legge abolisce il concetto di asilo nelle università dando il permesso alla polizia di fare nei campus quello che vuole. Di fatto è una espulsione degli studenti provenienti dalla classe operaia dalle università e spalanca le porte alle università private. La cosa più è sorprendente è che la direzione del Pasok in Parlamento ha ancora una volta annunciato ufficialmente il suo sostegno alle università private e sembra non curarsi del fatto che i sondaggi lo diano in calo di uno o due punti percentuali rispetto ad un anno fa nonostante sia all’“opposizione” da due anni e mezzo.
Conclusioni politiche e prospettive
Dopo un mese e mezzo di occupazioni delle università e mobilitazioni di massa, si possono trarre quattro conclusioni politiche importanti. La prima è che i giovani, dopo qualche anno di passività, stanno passando rapidamente all’azione di massa e in questo processo si stanno spostando a sinistra. Gli sviluppi recenti indicano piuttosto chiaramente che la maggioranza della società, il proletariato greco e gli strati più poveri della società, si stanno preparando a sollevarsi e lottare contro gli attacchi della classe borghese parassitaria greca. La seconda cosa è che la gioventù comunista (Kne) sarà l’organizzazione che più di ogni altra beneficerà di questo spostamento a sinistra. Al momento la Kne è l’organizzazione giovanile più grande in Grecia, con un radicamento fra i giovani lavoratori. Sebbene nella prima fase della lotta i vertici della Kne avessero adottato una posizione crumira, la situazione è cambiata rapidamente. Nella misura in cui la base dell’organizzazione stava prendedo parte attiva al movimento, i vertici sono stati costretti a cambiare rapidamente posizione. Ora che la Kne sta sostenendo le mobilitazioni, i giovani si avvicinano ad essa in quanto la vedono come una organizzazione forte e credibile nella società greca. La gioventù del Synaspismos e gli altri gruppi di sinistra hanno giocato un certo ruolo, ma rimangono forze molto deboli ed essendo dominate da idee e metodi piccolo borghesi, non beneficeranno granchè di questo movimento. Dall’altra parte, la gioventù del Pasok è in crisi profonda. In realtà non esiste neppure formalemtnte dopo che Papandreu l’ha chiusa come formazione indipendente. Nelle università l’organizzazione studentesca del Pasok non ha una linea ufficiale ed è divisa sui temi centrali. La terza questione è che i dirigenti del Gsee (il sindacato confederale greco) avvertiranno molto rapidamente le pressioni dal basso della loro base affinché organizzino azioni di massa contro il governo di Karamanlis. Dobbiamo ricordare che solo l’aprile scorso questi dirigenti hanno firmato un accordo scandaloso con la Sev (la confindustria greca) che garantisce ben 0,77 euro di aumento salariale al giorno. Questo è stato il loro modo di porre fine a grande movimento che si era sviluppato lo scorso marzo contro il governo. Il nuovo presidente della Gsee, Yiammis Panagopoulos, un ex-trotskista burocrate del Paske (il fronte del Pasok nella Gsee) nell’immediato futuro sarà sottoposto a forti pressioni. Abbiamo potuto vedere questo quando la stessa vecchia direzione del Gsee è stata costretta a convocare uno sciopero generale in solidarietà con gli studenti, anche se solo di 3 ore. Ultima considerazione, ma non meno importante è che la mobilitazione degli studenti francesi nel maggio scorso non è stata una eccezione in Europa. Il movimento studentesco greco ci ha dato un’idea di quello che potrà essere il futuro in altri paesei europei. Sarà un futuro di movimenti di massa di giovani, insieme ai lavoratori contro le politiche del capitalismo. I sostenitori della tendenza marxista raccolti attorno alla rivista Marxistiki Foni dopo queste mobilitazioni hanno fatto molta esperienza e hanno guadagnato il sostegno e la simpatia di centinaia di giovani attivisti. Marxistiki Foni, a solo un anno e mezzo dalla sua nascita, è ora una rivista ben conosciuta, soprattutto fra settori della gioventù comunista e questo ci mette nella posizione migliore per lottare per la causa della rivoluzione socialista in Grecia. 1 luglio 2006
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