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| Sugli scioperi nella raffineria in Gran Bretagna |
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| Internazionale | |||
| Scritto da FalceMartello | |||
| Mercoledì 04 Febbraio 2009 05:47 | |||
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I giornali e le televisioni sono pieni di immagini che ritraggono gruppi di lavoratori in sciopero in Gran Bretagna, davanti ad una raffineria. Diversi di loro espongono in bella vista un cartello dalla scritta “posti di lavoro britannici per lavoratori britannici”. La frase è stata usata per primo da Gordon Brown, Primo ministro laburista, nel 2007. È uno slogan razzista da combattere, che cerca di mettere i lavoratori l’uno contro l’altro e non chiarisce chi sono i veri nemici da combattere: i padroni, i rispettivi governi e l’Unione europea. Le legislazioni dell’Ue permettono infatti queste gare al ribasso e l’assunzione di lavoratori con salari più bassi rispetto a quelli dei lavoratori inglesi. C’è un offensiva padronale volta a peggiorare le condizioni lavorative in tutta Europa a cui la Commissione europea ha fornito le basi legali.
Ecco quindi che Total può permettersi di subappaltare alla ditta siciliana Irem una serie di lavorazioni nella raffineria di Lindsey. Il guadagno è enorme: un lavoratore britannico viene pagato in questo settore circa 2400 euro, l’italiano attorno ai 1540. Gli slogan razzisti sono patrimonio di una minoranza ed in diversi casi i tentativi di infiltrazione da parte dei fascisti del British National Party sono stati respinti dai lavoratori impegnati nei picchetti. La partita in gioco è ben altra: la difesa del contratto collettivo nazionale di lavoro. Nella giornata di ieri è stato diffuso un volantino in italiano da parte di alcuni attivisti sindacali, che rivolge un appello di classe ai lavoratori italiani dell’Irem impiegati nel Lincolnshire. Lo pubblichiamo integralmente. Clicca qui per leggere il volantino.
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