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Giovani in lotta
Bologna - Come ti blocco la città e difendo l'istruzione pubblica PDF Stampa E-mail
Giovani in lotta - Università
Scritto da Collettivo Autunno caldo   
Lunedì 20 Dicembre 2010 12:15

Il 30 novembre, giorno in cui veniva discusso il ddl Gelmini alla camera, ha visto una forte mobilitazione degli studenti in tutta Italia. 
A Bologna circa 7mila persone (universitari, medi, ricercatori) hanno invaso la A14, bloccandola in entrambe le carreggiate; lì camionisti e automobilisti hanno espresso la loro solidarietà.

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Studenti e lavoratori uniti nella lotta PDF Stampa E-mail
Giovani in lotta - Corrispondenze Studentesche
Scritto da Francesco Favalli e Gabriele Ara   
Lunedì 20 Dicembre 2010 12:12

Corrispondenze da Crema e Cagliari

 


CREMA

Durante queste ultime settimane di movimento studentesco un professore mi ha posto una domanda: “ma ha senso che gli studenti si mobilitino qui a Crema, provincia della provincia dell’impero?”
Il 17 novembre a Crema il movimento studentesco, il Csp, è ritornato in piazza e lo ha fatto come da una decina di anni non si vedeva, gli studenti in piazza erano oltre 500 e il corteo ha dimostrato la determinazione, la rabbia e la decisione di diversi studenti. Quello che è certo è che a Crema nel 2010 erano in piazza oltre il doppio degli studenti partecipanti nel pieno del movimento dell’Onda. Per quale ragione? Lo scoperchiamento di una palestra, il crollo di un contro-soffitto, la chiusura della succursale di una scuola, la chiusura temporanea di un piano, a cui aggiungere: le carenze di materiale, di docenti, di assistenti scolastici, di insegnanti di sostegno, l’aumento del contributo volontario annuale, il taglio di fondamentali materie, il finanziamento di 4,5 milioni di euro dalla regione attraverso il comune di Crema per costruire un istituto comprensivo gestito da Cl che sta prendendo forma, e potrei continuare nel drammatico elenco… tutto ciò ha senz’altro determinato un risveglio delle coscienze.
Ma un altro fondamentale elemento che ha portato gli studenti a scendere in piazza il 17 novembre e ad avere rapporti di forza tali da potere organizzare nella serata del 30 novembre per il giorno seguente, in risposta all’approvazione del ddl, l’occupazione dell’istituto tecnico-professionale Sraffa e il seguente corteo che è andato a bloccare i binari, è stata l’organizzazione, è stata la guida del movimento, è stata la capacità del Comitato in difesa della scuola pubblica di riuscire a penetrare in quattro scuole della città e di porsi come punto di riferimento per gli studenti, diffondendo informazione e permettendo quindi l’organizzazione della loro rabbia nel Csp.
Ma ritornando alla domanda “ha senso mobilitarsi nelle province dell’impero?” la risposta è: ha senso che anche a Crema gli studenti trovino uno spazio per esprimersi politicamente, ha senso se si porta avanti una lotta più generale per il diritto allo studio nella realtà che vada oltre i singoli attacchi dell’ultimo periodo, ha senso se “studenti lavoratori una sola piazza una sola lotta” sia uno slogan che viva anche nella pratica.

 


CAGLIARI

La lotta contro la legge Gelmini ha suscitato anche in Sardegna le proteste attese. A Cagliari venerdì 3 dicembre si è avuta una manifestazione, tra le cui parole d’ordine c’era “Studenti e operai uniti nella lotta”.
Questo slogan veniva scandito mentre circa 200 univeristari bloccavano i treni alla stazione, assieme ai lavoratori della Geas, un’impresa delle pulizie dei treni, che non ricevono lo stipendio da 4 mesi.
Il blocco dei treni si è protratto per un paio d’ore, dopodichè gli studenti si sono diretti alla vicina stazione dei pullman dove hanno bloccato anche qua i veicoli per un‘altra ora. Nonostante questa azione di per sé significativa, gli universitari hanno proseguito con la mobilitazione, unendosi, sempre lì nella via principale di Cagliari, alla protesta dei commercianti ambulanti, che contestavano al comune lo spostamento della tradizionale sede del mercatino di Natale dalla centralissima via Roma in una piazza meno accessibile, a quest’ulteriore manifestazione si sono riuniti anche i lavoratori Geas provenienti dalla stazione.
Gli studenti hanno poi proseguito bloccando altre due piazze vicine al Palazzo delle scienze occupato e al Magistero, anch’esso occupato. Questo episodio dimostra che contrariamente alle concezioni volgarmente democratiche e “autonome”, presenti in parecchie delle associazioni studentesche, la parola d’ordine dell’unità delle lotte degli studenti e dei lavoratori è spesso concretizzata nella lotta spontanea, perché vista come necessità, anche se in maniera inizialmente confusa e parziale, per potenziare il fuoco contro il governo.
Quel che viene considerato spesso romanticismo rivoluzionario, “ideologico” è in realtà l’unica direzione possibile per contrastare fino in fondo le scelte dei vari governi degli ultimi 20 anni, sulla scuola e l’univeristà, integrare lotta di lavoratori e studenti significa opporsi all’integrazione semplicistica dell’univeristà e della scuola alla produzione economica e mantenere e sviluppare la grande conquista del diritto universale all’istruzione e alla libertà di ricerca scientifica.

 
La lotta continua, conquistiamo un vero diritto allo studio! PDF Stampa E-mail
Giovani in lotta - Università
Scritto da Gemma Giusti   
Lunedì 13 Dicembre 2010 22:24

Domani saremo in prima fila nelle mobilitazioni contro il governo che percorreranno non solo Roma ma altre decine città d'Italia. Qualunque sia l'esito dela crisi parlamentare, per studenti e lavoratori non si prospetta nulla di buono. Solo la lotta potrà garantire che la riforma Gelmini e gli altri provvedimenti reazionari del governo Berlusconi siano sconfitti.

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Dopo il 17 novembre - Unire le lotte PDF Stampa E-mail
Giovani in lotta - Università
Scritto da Alessio Marconi   
Giovedì 25 Novembre 2010 13:09

Organizzare la resistenza alla Gelmini


Dopo i partecipati cortei dell’8 ottobre, gli studenti sono tornati in piazza in ordine sparso il 16 ottobre nel grande corteo convocato dalla Fiom. Il 17 ottobre si è riunita alla Sapienza l’assemblea dei movimenti convocata dall’appello “Uniti contro la crisi”. In quella discussione, alla presenza fra gli altri di Rinaldini, Landini e Pantaleo, si è discusso come dare continuità alle mobilitazioni studentesche e come unirle a quelle per i beni comuni, per l’acqua, per l’ambiente e soprattutto alla lotta dei lavoratori che ha al centro il conflitto fra gli operai della Fiat e l’azienda guidata da Marchionne.

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Lettere alla redazione - Quella merce che chiamiamo lavoro PDF Stampa E-mail
Giovani in lotta - Corrispondenze Studentesche
Scritto da Chiara Chioetto   
Giovedì 25 Novembre 2010 10:35


La mattina del 12 ottobre alla Facoltà di Economia di Modena non è stata come tutte le altre. Invitato dal prof. Tiraboschi (allievo prediletto di Marco Biagi), il dott. Valter Olivieri, direttore delle Risorse umane alla Ferrari, avrebbe insegnato agli studenti di economia come trattare coi lavoratori.

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