Sostienici
Ultimi articoli
Prossime iniziative
-
-
Per il partito di classe
-
Che succede in Fiat?
-
Assemblea della seconda mozione
-
Assemblea della seconda mozione
Mailing list
| Congresso del Partito comunista francese |
|
|
|
| Internazionale | |||
| Scritto da Francesco Giliani | |||
| Lunedì 17 Novembre 2008 06:37 | |||
|
Successo senza precedenti della piattaforma marxista!
Una direzione fallimentare
Elencando in modo superficiale Internet, la biogenetica e le nanotecnologie, il testo della segretaria uscente Marie-George Buffet ipotizza l’ingresso della civiltà in una nuova fase che, implicitamente, chiuderebbe col capitalismo del “vecchio mondo” ed imporrebbe ai comunisti “profonde mutazioni” o addirittura una “metamorfosi”, anche se non viene detto quale. Il mondo è cambiato, dice la mozione, suggerendo di non “correre più dietro alla coscienza di classe”. Certo, tutte le persone con sale in zucca capiscono che il mondo cambia un po’ tutti i giorni, come diceva il filosofo greco Eraclito “tutto scorre”. Ma tutto è relativo. Malgrado i cambiamenti, il capitalismo continua ad esistere ed il suo funzionamento è sempre legato alla ricerca del massimo profitto nell’interesse di una minoranza sempre più ristretta della società; più che mai il capitalismo, lungi dal portarci in un mondo nuovo, ci scaraventa indietro nel “vecchio mondo” della povertà di massa in mezzo all’abbondanza sfrenata di pochi. Il capitalismo continua ad essere fondato sulla proprietà privata dei mezzi di produzione e scomparirà soltanto con l’abolizione della proprietà privata capitalista. Su questo punto nulla è cambiato e dunque il comunismo del “vecchio mondo” non ha perso la sua attualità: le banche, la grande industria e la grande distribuzione devono essere poste sotto il controllo dei lavoratori perché le risorse che produciamo siano utilizzate per il benessere della società. Ma l’attuale direzione del Pcf non ha la minima intenzione di rimettere in causa il sistema e la sacralità della proprietà privata. Inoltre, la retorica nuovista è anche una concessione al settore apertamente liquidazionista della direzione che da anni sostiene la necessità di “superare il Pcf”, ma che in questo congresso non ha presentato una propria mozione per paura di ricevere un appoggio ridicolo tra la base. Quando si misura nella definizione del programma, il riformismo di Buffet e compagni emerge con maggior chiarezza: l’idea principale è infatti sostenere con soldi pubblici l’abbassamento o l’eliminazione dei tassi di interesse bancari per le imprese che fanno investimenti o assumono, per una cifra di 27 miliardi di euro all’anno. In pratica, se un operaio va in banca per un mutuo paga gli interessi, se ci va un padrone per finanziare l’acquisto di un capannone i soldi ce li mette lo Stato! L’idea, non tanto “nuova”, è di finanziare con soldi pubblici i profitti dei capitalisti. Ecco i miseri frutti di anni di riformismo.
Infine, l’internazionalismo. La Francia è caratterizzata come paese oppresso nel quadro dell’Europa capitalista e una rottura della Francia capitalista con l’Unione Europea è presentata come un passo in avanti. Se è giusto criticare l’Ue e il trattato di Maastricht come dispositivi capitalisti per attaccare meglio le conquiste dei lavoratori, un approccio centrato sulla “sovranità nazionale” si colloca rovinosamente sul terreno nazionalista proprio dell’estrema destra anti-europeista. Sul filo del nazionalismo “repubblicano” francese, è preoccupante che uno dei dirigenti dell’opposizione stalinista, André Gerin, deputato di una città della periferia di Lione, sostenga le idee di un politico di destra, Eric Raoult, fautore del pugno di ferro (militarizzazione, coprifuoco) contro la popolazione povera ed immigrata delle periferie come mezzo per ristabilire l’autorità della “repubblica”, nome poetico dello Stato borghese.
La discussione sulle idee difese nei tre testi continuerà oltre il congresso. La crisi attuale del capitalismo avrà ripercussioni importanti sull’evoluzione del Pcf. Dalla caduta dei paesi cosiddetti “socialisti” la borghesia ha lanciato un’offensiva ideologica senza precedenti contro il comunismo. Quest’offensiva ha avuto conseguenze profonde sul morale e sulla combattività del movimento operaio. Sembrava il trionfo del capitalismo. Ma il disorientamento dei militanti è stato aggravato dall’adattamento al sistema dei dirigenti dei partiti comunisti. Oggi vediamo dove ci porta il capitalismo. La base del Pcf inizia a riacquistare la consapevolezza che le idee del comunismo sono le più attuali. L’interesse e l’appoggio ottenuto dai compagni de La Riposte, fanno parte di questo processo. Non è che l’inizio!
|








