Fermiamo gli esuberi 
alla ST Microelectronics

di Davide Lissoni (Rsu Fiom-Cgil ST Agrate Brianza)

 

St microelectronics ha annunciato 1200 esuberi in Italia. Mille di questi esuberi sono concentrati nel polo milanese, interessate sono le sedi di Cornaredo (Castelletto) e di Agrate brianza.

Questi esuberi sono dovuti alla riduzione costi che la situazione in borsa richiede, ma in questi mesi St ha continuato a fare utili su utili, basta guardare i bilanci trimestrali. Nell’ultimo trimestre, infatti, i ricavi netti sono pari a 2.247 milioni di dollari, circa il 4% in più del secondo trimestre anch’esso chiuso in positivo. Leggendo le dichiarazioni del CEO Bozzotti, secondo St c’è ancora molto lavoro da fare, soprattutto nei tagli ai costi di produzione il che significa: procediamo con gli esuberi nei paesi occidentali.

Certo St non perde tempo, ha già enunciato ai sindacati il suo piano industriale da qui al 2008, ha incentivato ad uscire dall’azienda lavoratori che hanno raggiunto il diritto alla pensione, e preme sui lavoratori delle cooperative (ad ottobre ne sono stati lasciati a casa 13).

Da parte dei sindacati non ci si è mai tolti dal tavolo delle trattative, anzi, si è allargato questo a nuovi ragionamenti e confronti, riguardo alla turnistica. Nonostante si sia ritenuto il piano industriale presentato dall’azienda ancora insufficiente, e si rifiuti la logica che sta dietro agli esuberi annunciati, il tavolo del confronto rimane oggi più che mai aperto.

A lasciare il polo milanese dell’azienda sono fin ora 300 lavoratori, tra pensionati e dimissionari. Questo all’azienda non basta, spetterebbe al sindacato sciogliere questo nodo e dire che oltre a questi esuberi non si va, anzi promuovere delle mobilitazioni che sostengano una linea ferma contro altri esuberi, questa linea certamente otterrebbe un grosso sostegno come si è visto per la mobilitazione contro il mancato rinnovo di 13 interinali ad ottobre, quando alle 5,30 del mattino c’erano già decine di lavoratori che presidiavano i cancelli.

L’azienda vuole un maggior sfruttamento dei macchinari, ovvero un maggior sfruttamento dei lavoratori. In quest’ottica vanno viste le proposte d’orario che contemplano per il periodo estivo anche giornate lavorative di 12 ore.

Uno sfruttamento del personale che toglierebbe dai costi dell’azienda i lavoratori estivi e gli operai a week-end, per lo più studenti, che coi soldi guadagnati si mantengono gli studi.

Mesi fa l’Rsu aveva già promosso un sondaggio in cui chiedeva un parere sull’attuale turnistica, sondaggio che aveva alle spalle la minaccia aziendale delle 12 ore estive, e a stragrande maggioranza la risposta è stata quella di rimanere con l’attuale turnazione. Ancora adesso, la trattativa per un eventuale cambio dei turni non otterrebbe nulla di buono per i lavoratori, se questa non è promossa e condotta dagli stessi, anche con dure lotte e parole d’ordine avanzate di cui la Fiom per prima si deve fare sostenitrice. Per questo è indispensabile abbandonare definitivamente qualunque tavolo di trattativa. Gli obbiettivi della lotta dovranno riguardare soprattutto la riduzione dell’orario lavorato, la maggior omogeneità dei turni e la riduzione del lavoro notturno.

Per far questo è necessario che il sindacato apra una discussione coi lavoratori nelle assemblee in cui si devono discutere obbiettivi e metodi per una ormai non più rinviabile mobilitazione, promuovendo comitati di sostegno alla lotta composti da lavoratori reparto per reparto che si affianchino ai delegati per aiutarli nell’organizzazione delle mobilitazioni.

La piattaforma di cui la Fiom si deve fare carico deve prevedere: il rifiuto degli esuberi, la conferma a tempo determinato di tutti i lavoratori “atipici” e il miglioramento della turnistica. Sappiamo tutti che sarà una lotta lunga e difficile, che chiederà molti sacrifici, ma se condivisa e promossa dagli stessi lavoratori potrà portare alla conquista di tutte le richieste.

La disponibilità alla lotta da parte dei lavoratori era già stata dimostrata ad ottobre, non lasciamo che quell’esempio vada perso, facciamolo diventare il punto di partenza per conquiste più ampie.

 


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