Con i ballottaggi di domenica 22 e lunedì 23 maggio che riguardavano la provincia della Gallura e i comuni di Iglesias, Porto Torres e Sestu, Berlusconi perde anche in quella che impropriamente considera la sua seconda casa.
Nelle elezioni del 2000, quando le province erano quattro, il centrodestra ne aveva conquistato tre (tutte tranne Nuoro) e nelle comunali aveva vinto a Sassari e Iglesias e perso a Nuoro. Al primo turno di questa tornata l’Unione (con i sardisti del PSd’Az) aveva conquistato sei province (Cagliari, Sassari, Nuoro, Sulcis, Medio Campidano e Ogliastra) e alcuni grossi comuni come Sassari e Nuoro. Persa la roccaforte Gallura ora al centrodestra rimane solo la provincia di Oristano. Questo è un risultato che pesa e che manifesta palesemente la crisi del berlusconismo, nonostante sia all’opposizione in consiglio regionale (con tutti i vantaggi che comporta in vista di scadenze elettorali intermedie).
Il Prc ha abbracciato l’Unione quasi dappertutto. A Nuoro siamo andati da soli ma non per una precisa scelta di indipendenza di classe, bensì per il fatto che l’Unione non ha candidato il presidente uscente Licheri della Margherita, che, disposto a fare lista a sé col nostro appoggio, si è tirato indietro solo dopo l’intervento della coppia Soro (segretario regionale della Margherita) e Soru (presidente della regione Sardegna). Comunque sia lì il Prc ottiene un buon risultato in provincia con il 6,4% mentre a Nuoro città superiamo addirittura i Ds.
Sassari e provincia, il dibattito nel Prc
Il VI congresso da poco conclusosi ha sancito la vittoria della mozione 2 “essere comunisti”, con un risultato schiacciante.
I paletti che venivano illustrati nei circoli sono crollati come tanti castelli di sabbia. Si diceva infatti che “noi dobbiamo governare”, “il centro-sinistra ha bisogno di noi ” e che comunque “il congresso è finito e bisogna smetterla con le mozioni ”. Il dibattito si è consumato nei CPF, con pochissimi accenni a quei programmi senza i quali Rifondazione non cede di un millimetro (!!!), e, di conseguenza, con maggiore concentrazione sulle candidature.
Risposte semplici, ma efficaci e che ci fanno capire apertamente che, almeno qui a Sassari, una buona percentuale di chi sceglie una mozione (tra i dirigenti) lo fa in base a dei calcoli precisi e non in base a delle idee, da abbracciare e da difendere.
Si è fatto un gran chiasso sui famosi transfughi della CdL e si sono fatte delle vere e proprie crociate anti-Udeur da parte di Progetto Comunista, ma queste manifestazioni di disapprovazione hanno mostrato tutta la loro inconsistenza dal momento che gli stessi non hanno ritenuto scandaloso (usando le parole dell’esponente della mozione 3 in segreteria) candidare nel nostro partito, per il collegio di Santa Maria Coghinas, uno che alle regionali del 2004 era candidato addirittura con l’Udc!
I risultati
Al momento non ci sono ancora dei dati certi e si sa solamente la composizione del consiglio comunale a Sassari dove abbiamo guadagnato un seggio e forse l’assessorato (la scorsa legislatura eravamo assenti da Palazzo Ducale). Il partito tiene bene in provincia, grazie anche ai risultati di alcuni centri (Banari col 15 % e Mores col 52% tra gli altri) ma va in frantumi a Sassari città dove siamo, in termini percentuali, l’ultima forza dell’Unione…“il centro-sinistra ha bisogno di noi ”(!!!)
Ho paura che neanche la questione sarda porti acqua al nostro mulino. Tra l’indipendentismo tout court di IRS (Indipendentzia-Repubbrica de Sardigna) che ottiene il 6% del voto, (quasi del tutto giovanile) e l’autonomismo del PSd’Az. (Partito Sardo d’Azione) noi non godiamo affatto, dando piuttosto l’impressione di parlare di sardidade solo per opportunismo, quando invece abbiamo una tradizione gloriosa da difendere.
La strada è tutta in salita e l’appello ai militanti del Prc nella provincia è di non mollare se non vogliamo che il risultato di Sassari si ripeta altrove.
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