Sui lavori dell’ultimo Comitato centrale della Fiom
di Paolo Brini
Il 12 e 13 ottobre si è svolto il Comitato centrale della Fiom. Il dibattito si è concentrato sulla crisi economica, la finanziaria e il precipitare della situazione alla Fiat. Per questo il documento finale fa appello a tutta la confederazione perché si arrivi al più presto alla convocazione di uno sciopero generale contro la finanziaria, in sostegno del prossimo sciopero nazionale della Fiat, e convoca per novembre un attivo nazionale.
Se tutto ciò è condivisible, non lo è a mio avviso un punto del documento. Il punto tre che a un certo punto dice: ”la Fiom conferma la necessità, che viene dai fatti, di un forte recupero salariale dei metalmeccanici e conferma, altresì, la disponibilità offerta a Fim e Uilm che tale recupero si realizzi con parziali differenzazioni a favore dei lavoratori senza un’adeguata contrattazione integrativa.”
Ritengo questo passaggio un errore, è un’apertura a chi come Cisl e Uil tentano di rafforzare la contrattazione locale a scapito di quella nazionale. Se l’intenzione è quella di aumentare i salari a chi la contrattazione integrativa non la fa non è certo questa la via. Non è una proposta unificante ma il suo contrario. Propone un contratto diverso da realtà a realta. Non è con questo tipo di scorciatoie che otterremo il dovuto, così incoraggiamo solo chi il contratto lo vuole abolire.
Per questo ho votato insieme ad altri 4 compagni contro il punto tre e mi sono astenuto sul documento finale. Incomprensibile invece la decisione di compagni come Manganaro (dirigente di Progetto comunista) e Grondona (Lotta comunista) che in passato si sono riconosciuti nelle battaglie della sinistra sindacale, che hanno votato a favore di questo punto.
Allo scorso CC si era deciso che in questo si sarebbe trattata anche la questione del congresso della Fiom di Pisa, annullato la scorsa primavera perché non era stato riconosciuto ad alcuni delegati della Piaggio (poi espulsi dalla Fiom come abbiamo denunciato nell’ultimo numero del giornale) il diritto di presentare una lista separata. Essendosi svolto il nuovo congresso regolarmente, la segreteria nazionale non ha ritenuto che era il caso di discuterne. Il congresso si è concluso con il riconoscimento dei diritti democratici dei compagni e quattro delegati che erano espulsi sono stati eletti nel direttivo provinciale.
Tuttavia il contenzioso tra la maggioranza della Fiom di Pisa e i delegati della Piaggio non si è affatto concluso. Il direttivo di Pisa, che si è riunito subito dopo il congresso, ha votato a maggioranza un documento in cui ribadiscono le accuse mosse ai compagni.
Entro l’anno la Commisione di garanzia interregionale della Cgil dovrà esprimersi sul loro ricorso.
Consapevoli dell’importanza che possono giocare le pressioni dalla base dobbiamo proseguire con la campagna di solidarietà continuando a inviare messaggi e raccogliendo firme sull’appello (scaricabile dal nostro sito).
Il direttivo della Fiom di Modena, tre settimane fa, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno di sostegno ai compagni.
I messaggi di solidarietà possono essere inviati a:
e-mail: rossella.porticati@email.it e fmrbri@tin.it
fax della Cgil nazionale: 0685303079
e per visione al fax dei compagni di
Pontedera: 0587684452
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