FalceMartello n° 173 * 12-02-2004


Parma: la lotta non si arresta

 

Venerdì 12 dicembre si è tenuta a Parma la fiaccolata della Lega Nord contro il voto e le case per gli immigrati, guidata dal Senatur in persona. Il Csp ha partecipato ad un presidio antirazzista convocato dallo Spazio sociale Mario Lupo, a cui hanno aderito Rifondazione e varie realtà di movimento (con una presenza complessiva di circa 200 persone).

 

di  Pietro Previtera (Csp Parma)

 

Sicuramente in molti manifestanti c’era l’illusione di poter portare avanti la lotta antifascista in modo autonomo, con il generoso impegno militante, ma senza l’appoggio del movimento operaio. È mancata nella preparazione della contro-iniziativa il coinvolgimento dei sindacati, ed un lavoro di propaganda davanti alle fabbriche, in grado di spiegare ai lavoratori di Parma come ogni attacco contro gli immigrati sia un colpo inferto a tutta la popolazione lavoratrice.

I rapporti di forza per fermare la marcia delle camice verdi non erano assolutamente favorevoli, e gli apparati repressivi dello stato ne hanno approfittato in modo brutale.

La polizia, schierata da subito in tenuta anti sommossa, non ha neppure aspettato un pretesto per caricare i manifestanti, disperdendoli e inseguendoli per le vie del centro, e accanendosi con manganellate e calci su chi rimaneva isolato. La mancanza di un servizio d’ordine, e di responsabili di piazza all’interno del corteo, si è fatta sentire.

Successivamente, per permettere il passaggio indisturbato ai leghisti, una seconda carica è avvenuta a freddo nella piazza centrale della città, dove si erano riorganizzati i manifestanti con cori e striscioni.

Uno scenario simile ai fatti di Genova 2001, con pestaggi, arresti, sangue, vetrine spaccate, si è consumato a pochi metri da chi era intento nello shopping di fine anno!

Due persone sono finite all’ospedale, e ci sono stati pesanti strascichi giudiziari.

Anche nei giorni successivi il clima intimidatorio nei confronti dei militanti di sinistra non è scemato. Un livello di repressione simile non si vedeva da decenni a Parma. Forse le alte sfere della città sede del più colossale scandalo finanziario della storia Italiana, vogliono imbrigliare preventivamente ogni forma di dissenso.

Ma le manifestazioni da quel 12 dicembre non sono mancate, con una presenza giovanile studentesca in aumento. Come è stato scritto in uno striscione: la lotta non si arresta!


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