- Abbonati a FalceMartello -
Una campagna
per lanciare il nostro
giornale sul territorio nazionale
I nostri lettori più
attenti conoscono l’impegno profuso dai sostenitori della nostra rivista per
allargarne il più possibile la diffusione. In questi ultimi anni abbiamo
aumentato in modo significativo il numero di copie vendute attraverso la
diffusione militante. Dalla corrispondenza che riceviamo, siamo consapevoli che
la circolazione della nostra rivista va ben oltre le realtà dove c’è una
presenza di nostri sostenitori, perché nelle manifestazioni nazionali chi lo
acquista lo legge, lo fa leggere, visita il nostro sito internet e così, in
modo più o meno occasionale, si allarga la rete dei nostri lettori.
di Sonia Previato
Questo non può che darci
grande soddisfazione, ma pensiamo anche di doverci attrezzare per garantire a
questi lettori occasionali la possibilità di seguirci in modo più regolare. Per
questa ragione la redazione lancia una campagna abbonamenti straordinaria con
l’obiettivo di garantire una diffusione sul territorio nazionale del nostro
giornale e su basi regolari. Non possiamo permetterci di abbassare i prezzi
degli abbonamenti o offrire gadget straordinari come fanno i quotidiani
borghesi. Quello che offriamo sono le nostre idee, le nostre analisi e una
prospettiva rivoluzionaria; pensiamo che sia quanto di più necessario oggi.
In questi anni in Italia e
a livello internazionale abbiamo assistito a mobilitazioni di dimensioni senza
precedenti: il movimento contro la guerra che ha portato in piazza milioni di
persone, le mobilitazioni e gli scioperi in Italia, in Francia, in Spagna
contro le misure antioperaie dei rispettivi governi, i movimenti rivoluzionari
in America Latina. È in atto un processo che trascina milioni di persone
nell’arena politica alla ricerca di un’alternativa a questo sistema. Infatti,
aldilà delle rivendicazioni contingenti è evidente il malessere generale e la
crescente convinzione che qualcosa di profondo deve cambiare per garantire un
futuro alle giovani generazioni. Allo stesso modo è evidente che le consuete
dinamiche proprie delle organizzazioni sindacali e dei partiti della sinistra
negli ultimi decenni non sono più sufficienti ad arginare la sfrontatezza
padronale e della destra.
Il nostro giornale si
sforza di mostrare i processi reali che attraversano la società e, di fronte ai
limiti del riformismo, si propone l’obiettivo di recuperare agli occhi degli
attivisti, dei giovani e dei lavoratori le migliori tradizioni rivoluzionarie
del movimento operaio e del marxismo.
Per questo motivo il
nostro giornale deve dire la verità sempre, deve mostrare le difficoltà nello
sviluppo delle nostre lotte e ha il dovere di individuare dove sono i limiti,
le responsabilità e dare delle risposte convincenti. Questi ragionamenti ci
hanno spinto e ci spingono ad intervenire con grande accuratezza su tutte le
questioni politiche fondamentali. Nell’ultimo anno abbiamo dedicato tanto
spazio ai temi della guerra, non solo svelando la natura imperialista della
guerra, ma anche polemizzando con il pacifismo, proponendo approfondimenti
teorici e storici su questo tema. Abbiamo scritto su tutte le principali lotte
operaie, non semplicemente dandone notizia, ma anche sforzandoci di proporre il
nostro punto di vista sulle parole d’ordine e i metodi necessari per vincere e
gettando un pò di luce sul vero ruolo delle diverse forze in campo, anche
urtando le “sensibilità” di qualche dirigente della sinistra più preoccupato
del proprio prestigio che degli interessi reali dei lavoratori.
Dedichiamo regolarmente
uno spazio ai temi della scuola e dell’università perché il movimento
studentesco deve tornare a impegnarsi in prima fila nella lotta contro questo
sistema. Nelle pagine internazionali ci siamo impegnati a delineare il contesto
in cui si inserisce la rivoluzione italiana, a partire dagli avvenimenti in
America Latina, nel resto dell’Europa, in Medio Oriente. Oltre a questi temi
abbiamo riportato nelle nostre pagine il dibattito interno a Rifondazione Comunista
nella quale siamo parte attiva a sinistra. Tutto questo insieme fa del nostro
giornale uno strumento per capire e orientarsi nei grandi conflitti sociali e
politici di questa epoca e l’utilità di questo strumento è dettata dai compiti
ambiziosi che si pone.
Sergio Romano sul Corriere della Sera del 3 febbraio
scorso ha scritto un incredibile fondo, a proposito delle ormai numerose
commissioni di inchiesta sulla guerra in Iraq, spiegando e dimostrando perché i
governi mentono. Candidamente afferma “Le
bugie sono tanto più numerose quanto più i governi dipendono dal consenso della
pubblica opinione. I Re dell’Antico Regime non avevano bisogno di mentire;
(...) i governi democratici dei nostri giorni mentono con particolare
raffinatezza e perizia”. A parte la questione della raffinatezza, sulla
quale nutriamo qualche dubbio, è certo che loro hanno il potere e devono
mentire per mantenerlo. Noi non abbiamo il potere, ma se vogliamo conquistarlo
dobbiamo dire la verità, dire la nostra forza e la nostra debolezza per
superare i nostri limiti ed essere sicuri di raggiungere i nostri obiettivi.
Quindi cari lettori,
abbonatevi al nostro giornale per capire e avere uno strumento per difendere
fino in fondo gli interessi del movimento operaio.
Un ultimo appello ai nostri
lettori “elettronici” che sono davvero numerosi. Su una media di circa
1.400-1.500 copie vendute nell’ultimo anno abbiamo visto una crescita
esponenziale dei visitatori del nostro sito internet www.marxismo.net. La
redazione ha fatto la scelta coraggiosa di mettere in rete tutto il materiale
che pubblichiamo, il giornale mensile, le riviste teoriche (sia l’edizione in
corso che i numeri arretrati), articoli e volantini vari, perché pensiamo che
diffondere le idee sia la priorità. Ora, perché le idee possano andare avanti
hanno bisogno di gambe e quindi esortiamo chi ci legge più o meno regolarmente
sul sito a permetterci di continuare a fare questo lavoro con il sostegno
economico, che é possibile con l’abbonamento all’edizione cartacea o con l’acquisto
di materiale o semplici offerte di sostegno.
Siamo certi che il nostro
appello verrà raccolto con serietà dai nostri lettori, e non mancheremo di
darvene conto sulle pagine del giornale.