Nessuna
chiusura! L’AST è dei lavoratori
La Thyssen Krupp-Electrical Steel vuole chiudere
il reparto Magnetico della Acciai Speciali Terni. Dopo lo scoppio della lotta, culminata il 6 febbraio
con lo sciopero generale, ha rimandato al 23 la comunicazione ufficiale. Con la
chiusura, oltre agli operai del reparto, verranno licenziati anche i 3.000
dell’indotto e i 500 giovani con Cfl non verranno confermati. In realtà tutta
la AST rischia la chiusura, con ricadute non solo sull’intera provincia, ma a
livello nazionale. Non si sforzano neanche di dare spiegazioni: vogliono
chiudere e basta.
Ma cosa c’è dietro questa
arroganza? Grazie alla privatizzazione, la Krupp ha comprato un gioiello della
siderurgia e subito dopo sono cominciati gli scorpori. La creazione della
Tk-Es, la produzione dei laminati piani speciali divisa in due, la separazione
del Magnetico. Poi, 140mila tonnellate di acciaio a grano non orientato sono
state spostate in Germania, sottraendo una parte importante del ciclo
produttivo e causando così un calo dell’efficienza di Terni. Da ciò si capisce
che i padroni o sono degli sprovveduti oppure si è scelto coscientemente da anni di indebolire la AST per arrivare
alla sua definitiva chiusura.
Gli operai di Terni sono
in lotta, ma non sono i soli. Alla Fiat e in molte fabbriche in Abruzzo e nel
Lazio i lavoratori vivono la stessa condizione. Oggi il capitalismo è in crisi!
Negli ultimi 10 anni sono aumentate le fusioni tra aziende nella chimica,
nell’auto, nell’acciaio. Vengono presentate come misure di “rilancio” ma, in
realtà acquisizioni e fusioni si fanno non per aumentare la produzione, ma per
chiudere fabbriche, eliminare concorrenti, conquistare quote di mercato. Così
la Krupp si è presa l’AST, si è fusa con la Thyssen e ora chiude: oggi il
Magnetico, domani Torino, poi… Non c’è alcuna giustificazione alla chiusura! La
realtà è che ai padroni non basta fare profitti (e a Terni ne hanno fatti
molti), ne vogliono sempre di più, a scapito di qualsiasi cosa. I sindacati,
purtroppo, hanno accettato a suo tempo le privatizzazioni, abbellite da
promesse su rilancio e assunzioni. Oggi ci ritroviamo col precariato, piani
sballati e chiusura di interi settori: chimica e informatica scomparse,
siderurgia e automobile a rischio. Proposte come quella di far vendere il
Magnetico a “imprenditori interessati” non garantiscono i posti di lavoro.
La forza di viale Brin è
proprio quella di essere un polo integrato e completo, dalla fusione alla
finitura. Qualsiasi “spezzatino” va nella direzione fin qui seguita: quella
della chiusura. Bisogna invertire la rotta! Se la siderurgia statale non andava bene, la causa non era la sua
proprietà pubblica ma il fatto che era diretta da burocrati che avevano altri
interessi. Di fronte allo smantellamento dobbiamo lottare per la
nazionalizzazione senza indenizzo! L’AST deve essere pubblica e controllata dai
lavoratori! Si potrebbe partire subito con il rilancio, con una domanda
nazionale di 250mila tonnellate per l’acciaio a grano non orientato e di
100mila per quello a grano orientato ed un sito che senza bisogno di
investimenti potrebbe già aumentare la produzione.
Non esistono vie di mezzo:
o lasciamo che i padroni difendano i loro profitti o difendiamo il lavoro di
migliaia di operai. Vincere non sarà facile, bisogna continuare con gli
scioperi, i blocchi, il coinvolgimento della città, ma anche fare un passo
avanti:
• Eleggere
Comitati di Lotta, basati sulle assemblee
• Collegarli a
tutte le forze che vogliono sostenere la lotta dell’AST (Rsu, studenti,
disoccupati)
• Creare un
coordinamento europeo dei lavoratori Thyssen Krupp
• Lanciare
casse di resistenza per sostenere lo sciopero fino alla vittoria
• Aprire un
dibattito per discutere della nazionalizzazione
E se continueranno a voler
chiudere, magari provando a portare via i macchinari, allora l’occupazione
della fabbrica sarebbe la risposta adeguata. Di sicuro non solo Terni, ma tutti
i lavoratori italiani saranno pronti ad aiutare questa lotta esemplare.
ULTIM’ORA
La Thyssen-Krupp ha ritirato la data del 23 febbraio quale scadenza per la comunicazione di chiusura del
reparto Magnetico. Inoltre sono stati ricofermati 150 contratti a termine. Può
ripartire la trattativa fra le parti: il passo indietro della direzione
aziendale è il frutto delle mobilitazioni di queste settimane. Ma solo non
abbassando la guardia e rilanciando ed estendendo le iniziative di lotta i
lavoratori potranno essere veramente sicuri del successo finale.