FalceMartello n° 171 * 12-11-2003


 “La rivoluzione araba: ieri, oggi, domani”

Sta per uscire il numero 7 della rivista teorica In difesa del marxismo

 

Il Medio oriente continua a rimanere al centro dell’attenzione internazionale come una delle zone più instabili del pianeta. L’occupazione americana in Iraq incontra una resistenza sempre più ostinata, che è già costata alle truppe occupanti oltre 400 morti; il conflitto israelo-palestinese si incancrenisce sempre più mentre il governo Sharon procede imperterrito alla costruzione del “muro della vergogna”, 500 chilometri di cemento, filo spinato e pattuglie militari che trasformeranno la cosiddetta Autorità nazionale palestinese in un gigantesco carcere a cielo aperto, e contemporaneamente aggredisce la Siria, accerchiata e indebolita dall’occupazione militare americana in Iraq.

Tutti i regimi della regione, dall’Algeria alla Turchia, dall’Iran all’Arabia saudita, dall’Egitto al Marocco, vivono in una situazione di crescente instabilità. La stessa Israele vive una tensione sotterranea, che si manifesta sia nell’indebolimento del governo Sharon, sia negli scioperi che negli ultimi due anni hanno contestato la sua politica economica, sia in episodi altamente sintomatici quale quello dei refusniks, i militari israeliani che hanno dichiarato di non voler più essere partecipi della repressione quotidiana nei Territori occupati.

Le condizioni economiche in rapido deterioramento, l’arroganza dell’imperialismo, la corruzione e l’impopolarità delle oligarchie locali sono gli ingredienti di una miscela esplosiva.

I cosiddetti mezzi d’informazione ci dipingono un quadro del tutto ingannevole, il quadro del cosiddetto “scontro di civiltà” fra le democrazie occidentali e un integralismo islamico barbaro e medievale. Ma la realtà è ben diversa, è la realtà di un popolo, la nazione araba, che da quasi un secolo viene sistematicamente ingannato e tradito da tutte le grandi potenze, che hanno fatto della divisione della nazione araba l’arma fondamentale per controllare, con l’aiuto di regimi corrotti e reazionari, questa regione del mondo per loro di importanza cruciale.

Negli ultimi sessant’anni più e più volte i lavoratori e i contadini arabi hanno tentato di liberarsi del giogo dell’imperialismo. Movimenti di massa come la rivoluzione irachena del 1958, la lunga lotta di liberazione algerina, la rivoluzione iraniana del 1979, la prima Intifada del 1987 hanno scosso l’equilibrio in Medio oriente. Tuttavia questi movimenti si scontrarono contro due barriere che ne determinarono la sconfitta finale. Il primo ostacolo furono i dirigenti dei movimenti nazionalisti borghesi, che tentarono di dare una risposta ai problemi delle masse arabe, ma senza spingersi fino a mettere in discussione i limiti del sistema capitalista. Fu questo limite di classe a determinare la crisi o l’involuzione di partiti come il Baath iracheno, l’Fln algerino, ecc.

L’altro gigantesco ostacolo fu posto dal ruolo dei partiti comunisti controllati dalla diplomazia sovietica. La burocrazia di Mosca non credette mai alla prospettiva dell’unificazione rivoluzionaria della nazione araba e intervenne più e più volte spingendo i partiti comunisti del Medio oriente alla collaborazione non solo con i partiti borghesi, ma anche con le forze del fondamentalismo religioso come accadde in Iran dopo la rivoluzione del 1979. Questa politica ebbe effetti disastrosi e privò le masse di un punto di riferimento alternativo, casuando infine una serie di drammatiche sconfitte dei movimenti rivoluzionari e degli stessi partiti comunisti, che vennero duramente repressi da quelle stesse forze nelle quali avevano riposto la loro fiducia.

Furono queste sconfitte a creare lo spazio per la crescita del fondamentalismo islamico, sostenuto e foraggiato dagli stessi Usa in particolare lungo gli anni ’80, che usarono personaggi come Osama bin Laden come loro agenti nella lotta contro l’influenza dell’Urss in Medio oriente e in Asia centrale.

Siamo convinti tuttavia che queste sconfitte drammatiche non significhino che è stata detta l’ultima parola. Presto o tardi le masse arabe torneranno a sollevarsi e la questione della rivoluzione nazionale e sociale, della cacciata dell’imperialismo e del capitalismo dal Medio oriente tornerà a porsi prepotentemente. La parola d’ordine della federazione socialista del Medio oriente è l’unica risposta progressiva di fronte alla crisi marcia del capitalismo in questa area del mondo.

In questi anni abbiamo seguito gli sviluppi in Medio oriente con decine di articoli pubblicati su FalceMartello e sul nostro sito (www.marxismo.net). Abbiamo tuttavia ritenuto indispensabile un approfondimento maggiore, per contribuire a conoscere le radici dell’attuale situazione in Medio oriente e le tradizioni dei movimenti rivoluzionari che in passato lo hanno attraversato. Per questo motivo abbiamo dedicato il numero 7 della nostra rivista al tema La rivoluzione araba: ieri, oggi, domani.

La rivista conterrà quattro articoli. Il primo, di Claudio Bellotti, tratta la situazione attuale in Iraq e le prospettive della resistenza irachena, il ruolo dei partiti comunisti, dei nazionalisti e dei partiti religiosi. Il secondo articolo, di Andrea Davolo, si intitola Nazionalismo, movimento pan-arabo e ruolo dei partiti comunisti e traccia un bilancio storico dei movimenti nazionali nel dopoguerra, soffermandosi in particolare sulla rivoluzione irachena, sul movimento nasseriano in Egitto, sul ruolo del Baath in Siria e in Iraq. Il terzo articolo La rivoluzione algerina di Francesco Giliani, approfondisce il tema del precedente con un’analisi storica della lotta del popolo algerino contro il colonialismo francese e i successivi sviluppi negli anni ’60. Infine un ampio articolo di Francesco Merli ripercorre la storia del movimento di liberazione palestinese dalle origini ai giorni nostri.

La rivista sarà in vendita al prezzo di 3 euro e sarà disponibile a partire da metà novembre.

Cogliamo l’occasione per ricordare gli argomenti dei precedenti numeri di In difesa del marxismo:

 

n°1 -    Il movimento operaio e la questione delle nazionalità oppresse

n°2 -    1968-69, un biennio rivoluzionario

n°3 -    Il nuovo disordine mondiale. Imperiasmo, globalizzazione, lotta di classe

n°4 -    Crisi economica e lotta di classe

n°5 -    La liberazione della donna, una prospettiva comunista

n°6 -    America latina, un continente in rivolta

 

I numeri di In difesa del marxismo si possono ordinare contattandoci ai recapiti indicati in ultima pagina.


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