FalceMartello
n° 171 * 12-11-2003
Ocme Parma
La lotta deve ripartire!
PARMA - Dopo più di 60 ore di scioperi e di lotta, a tratti anche molto aspra, la
mobilitazione dei lavoratori Ocme (azienda produttrice di macchine per il
confezionamento) per il precontratto dei metalmeccanici, si è impantanata in
una trattativa che va avanti oramai da diverse settimane, tra la Rsu e la
dirigenza e dei cui sviluppi i lavoratori vengono informati solo tramite il
passaparola.
Nei primi giorni di agosto
è stata depositata ufficialmente da parte dell’Rsu la richiesta della disponibilità
dell’azienda ad un incontro per discutere la piattaforma precontratuale Fiom,
ma dall’azienda non si è avuto il benché minimo accenno di risposta. A
settembre, al ritorno dei lavoratori dalle ferie estive, la situazione è
rimasta identica: l’azienda non ha dato il minimo segnale di apertura della
trattativa, ma a questo punto i lavoratori hanno deciso di mobilitarsi.
Per tre settimane
consecutive si sono fatti scioperi con intervalli di 10 minuti per due ore al
mattino e due ore al pomeriggio tutti i mercoledì e giovedì, che hanno avuto
l’effetto di rallentare significativamente la produzione.
Nonostante queste pesanti
forme di lotta i padroni si sono dimostrati sordi alle richieste dei lavoratori
non fornendo alcun tipo di disponibilità a qualsiasi incontro. Visti i
risultati i lavoratori hanno deciso di concentrare le ore di sciopero sulle due
ore iniziali, non per starsene a casa a dormire un po’ di più, ma facendo
picchetti davanti all’azienda in modo da bloccare il transito delle merci.
La risposta dell’azienda
non è cambiata: silenzio. L’arroganza dei padroni ha irritato non poco i
lavoratori che hanno deciso di inasprire la lotta proclamando lo sciopero ad
oltranza che ha visto l’adesione della totalità degli operai e dei 2/3 degli
impiegati. La dirigenza ha risposto con un comunicato con il quale ha chiarito
che l’azienda non si sente chiamata in causa dalla lotta dei lavoratori in
quanto lo scontro riguarda la Fiom ed il governo.
Solamente al terzo giorno
di sciopero i padroni hanno mostrato una qualche disponibilità, almeno verbale,
all’incontro con la Rsu, che dopo un rapido consiglio con la segreteria
provinciale della Fiom ha deciso di sospendere immediatamente lo sciopero per
sedersi al tavolo delle trattative durante il weekend!
Ebbene, sono ormai passate
parecchie settimane e ancora non si è trovato il minimo accordo su un singolo
punto della piattaforma. L’azienda prende tempo presentando proposte
inaccettabili, come l’una-tantum invece dell’aumento e l’attuazione della legge
30 a tutti gli effetti che, guarda caso, sono praticamente identiche a quelle
presentate da altre aziende in diversi tavoli, e questo vuol dire solo una
cosa: la Confindustria e Federmeccanica hanno, a differenza della Fiom-Cgil,
centralizzato la lotta coordinandosi e coordinando le aziende a loro affiliate
chiedendo per giunta (vedi Gazzetta di
Parma del 26 /10) alle massime cariche del governo di intervenire in loro
favore nello scontro. Nel frattempo l’azienda sta esternalizzando parte del
lavoro a piccole aziende artigiane, assicurandosi la continuazione della
produzione nell’eventualità di una ripresa del conflitto.
Dopo mesi di lotta, a
volte anche radicale, che non ha portato alcun risultato concreto, è necessario
che i lavoratori facciano un bilancio della strategia portata avanti finora.
È ormai evidente come la
strategia adottata dalla Fiom stia disarticolando ed aziendalizzando la lotta e
di fatto dividendo e quindi notevolmente indebolendo i lavoratori delle singole
imprese, sfiancandoli per giunta con decine di ore di sciopero programmati e
annunciati in modo tale da non ledere eccessivamente gli interessi padronali.
È necessario creare un
coordinamento cittadino di delegati delle varie fabbriche, in modo da far
uscire le mobilitazioni dall’isolamento della singola azienda così da
generalizzare la lotta e renderla più incisiva.
Dopo tante ore di sciopero
i lavoratori hanno il diritto di decidere democraticamente su come portare
avanti la vertenza, e di non essere lasciati in attesa che la decisione venga
presa dall’alto; l’iniziativa deve tornare ai lavoratori.
La lotta non è ancora
chiusa, esistono ancora tutte le possibilità per riprendere le mobilitazioni e
vincere lo scontro, questo deve essere l’obiettivo di tutti.
Ferdinando De Marco