FalceMartello
n° 170 * 9-10-2003
Milano: un Csu anche in
Accademia
Anche in questa sorta
di liceo-università che è l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano c’è stato
un notevole aumento delle tasse d’iscrizione: 250 euro come prima rata ed
altrettanti per la seconda. Per di più le matricole devono versare altri 102,93
euro quali tasse d’immatricolazione oltre ai quasi 50 euro da sborsare per l’iscrizione agli esami
d’ammissione.
di Sandra Zimbardi (Csu
Accademia di belle arti di Brera)
Gli studenti che sono
iscritti dal secondo anno in poi, oltre ai 500 euro devono pagare 74 euro se
non danno un esame di un corso fondamentale: un’ulteriore tassa neppure
segnalata nella domanda d’iscrizione. Lo scorso anno accademico la tassa
d’iscrizione ammontava a circa 200 euro e l’anno prima ancora si poteva accedere
in Accademia con circa 200mila
lire! Le tasse di quest’anno non vedono nemmeno la differenziazione per fasce
legate al reddito. Tali fasce verranno introdotte probabilmente dal prossimo
anno ma con ulteriore aumento delle tasse che così andranno da un minimo di 600
euro ad un massimo di 4.000 euro!!! Per non parlare del materiale che ci
occorre e che l’Accademia non fornisce in quantità adeguata. In più si aggiunge
la spesa dei libri. Tutto ciò ha provocato un crescente disagio: tanti studenti
si sono ritirati ed altri non sanno più come venir fuori da questo problema. Si
rabbrividisce solo al pensiero che uno studente con un reddito medio debba
sborsare 2.000 euro!
La mancanza d’informazione
è all’ordine del giorno. Sembriamo le cavie di un piano prestabilito ma che non
è stato ancora messo in atto, neppure per iscritto! Fino allo scorso anno dopo
4 anni di accademia avevamo un diploma, da quest’anno ci hanno detto che avremo
il 3+2 e la laurea. Peccato che il ministero dell’istruzione non abbia approvato
lo statuto che regola l’ordinamento autonomo dell’accademia e che, fino a
qualche giorno fa, come titolo di studio finale prevedeva una laurea.
Quest’anno accademico è
iniziato nella confusione più totale. Di conseguenza abbiamo sentito il bisogno
immediato di organizzarci in un collettivo sulle basi del documento del Csu
(Coordinamento Studentesco Universitario) e troviamo che la cosa più giusta sia la sua diffusione nelle altre
scuole, università, accademie e conservatori d’Italia dando così lo stimolo
alla creazione di altri collettivi che abbiano lo stesso punto di partenza e
che portino avanti gli stessi contenuti senza limitarsi solo ai problemi
inerenti alla scuola in sè ma che ampli il problema ad una visione politica più
generale.
Per quanto ci riguarda in
un Accademia di belle arti dove l’arte purtroppo tende ad isolare piuttosto che
ad unire non possiamo che appoggiare un’organizzazione studentesca che ci dà la
possibilità di aprirci alla società con un programma chiaro!
Questo è il percorso che
stiamo cominciando a tracciare con un appena nato Csu su di un terreno
piuttosto particolare ma non di certo arido.
L’arte e l’accesso alle
relative accademie non possono essere un privilegio riservato a pochi. Per
dirla con uno slogan: il movimento operaio non vuole solo il pane, saprà
lottare anche per le rose.