FalceMartello
n° 170 * 9-10-2003
Riceviamo e volentieri
pubblichiamo…
da un nostro non più
giovanissimo e combattivo lettore
Nel 1944 il compagno Avv.
Corrado Graziadei (già Sindaco di Saramise, Caserta, uscito dal carcere nel
settembre 1943) andò a protestare al Comando di occupazione americano perchè
alla testa di vari Comuni, al posto degli uomini voluti dalle popolazioni
locali, gli americani avevano messo uomini di loro gradimento fra cui ex
podestà fascisti. L’alto ufficiale americano disse: “noi preferiamo quelli a
voi” cioè noi preferiamo i fascisti a voi comunisti.
Queste parole già allora
preannunciavano quello che fu poi il maccartismo negli Usa e la politica svolta
sottobanco dall’America a favore dei fascisti contro i comunisti.
Nel 1945 all’ingresso del
palazzo di via S. Maria la Nova in Napoli il giovane prelato Muller strappò
dall’occhiello della giacca del mio amico Attilio Inturrisi il distintivo della
stella rossa e pochi giorni dopo il mio amico mi confidò: “Sai, Salvatore, se
voglio la promozione mi devo mettere coi previti” (cioé i democristiani). Ed
infatti dopo un certo tempo venne nominato Provveditore agli Studi. Finita la
guerra vi fu una specie di antifascismo tutto di facciata.
Nel 1914 Benito Mussolini
aveva dato inizio alla sua campagna d’intervento in guerra contro l’Austria e
la Germania dopo aver ricevuto da un miliardario americano il denaro per la
creazione del quotidiano il “Popolo d’Italia” e da allora l’America divenne il
puparo dell’Europa.
Finita la guerra in Italia
l’alta burocrazia, l’alta Magistratura e tutti i poteri forti rimasero fascisti
e misero ai posti di comando i giovani secondo la loro “affinità elettiva” e
così mentre tutti parlavano di fine del fascismo questo era più vivo che mai.
Oggi sono un ipovedente di
novant’anni e mi preoccupa il forte aumento degli opportunisti che amano stare
sempre col vincitore e che sono pronti ad elargire gli appellativi di sognatori
e visionari a chi non la pensa come loro.
Costoro dicono ch’essi
sono concreti, realisti, pragmatici, coi piedi per terra, la testa sulle spalle
e che sanno far quadrare i bilanci, ma che avessero una forte “cupidigia di
servilismo” verso gli americani si sapeva già dal 1946 allorchè un deputato
siciliano rivolse tale accusa ai parlamentari democristiani seduti a
Montecitorio. Vogliono organizzare la giornata del ricordo delle vittime del
comunismo, come se nessun capitalista avesse voluto fare una guerra per il
petrolio.
Il capitalismo, che basa
tutto sul profitto privato, ha portato nella nostra società la legge della
giungla con tutte le sue sopraffazioni e perciò già qua e là nel mondo si
notano delle crisi, come ad esempio in Argentina e si può dire che ormai la
lotta di classe si svolge su scala mondiale e non più nazionale. Ormai io so che
sto per togliere il fastidio, ma posso dire che il capitalismo sarà superato,
come già le carrozzelle e le diligenze coi cavalli, vennero superate dai più
moderni mezzi di locomozione.
Salvatore Angelotti