FalceMartello
n° 169 * 4-09-2003
Giovani Comunisti di
Avellino
Ad un anno dalla conferenza
un bilancio critico
La crisi dei Giovani
Comunisti (Gc) di Avellino sembra essere giunta ad un punto cruciale: nel
prossimo mese di Ottobre una conferenza straordinaria dovrà dare
all`organizzazione giovanile irpina il coordinamento che finora è mancato. Da
oltre un anno infatti, i Gc sono privi dell`organismo dirigente e
conseguentemente sono senza un valido e condiviso indirizzo politico.
di Ernesto Sasso
(Giovani comunisti di Avellino)
Nonostante il panorama
mondiale abbia subito negli ultimi 15 mesi notevoli sconvolgimenti, i Gc
avellinesi hanno dato prova di capacità di intervento molto scarsa: nessun
dibattito è stato indetto per raffontarsi con la vertenza dei lavoratori della
Fiat o gli scioperi generali e mai si è intrapresa una iniziativa per quanto
riguarda la tragedia della guerra imperialista in Iraq. Si sono limitati,
talvolta, a prendere parte a manifestazioni promosse da altri partiti o
associazioni ed anche in questi casi la presenza si è ridotta a pochi compagni.
Nemmeno durante la
delicata fase della campagna referendaria i Gc sono stati capaci di costruire
iniziativa politica capace di parlare ai giovani e soprattutto ai giovani
lavoratori, lasciando che le sporadiche iniziative fossero appannaggio di
singoli circoli organizzatisi a livello locale.
Viene ora da chiedersi
perché nulla è stato fatto per risolvere questa situazione non solo paradossale
ma al contempo destabilizzante (non a caso il numero degli iscritti tra i Gc è
crollato). Per cercare una risposta occorre fare un piccolo passo indietro: già
la Conferenza provinciale del giugno 2002 si svolse in un atmosfera surreale,
dato che la presentazione dei documenti vide la partecipazione di pochissimi
iscritti che si moltiplicarono, quasi magicamente, al momento della votazione.
La nomina del
coordinamento venne inoltre posticipata a data da destinarsi (malgrado una
maggioranza larghissima per il documento bertinottiano), dando luogo a quella “precarietà” protrattasi fino ad oggi.
Proprio su questa precarietà bisogna fare una ulteriore precisazione: dato che
essa e` preesistente alla conferenza ed e` persistita dopo, sorge il dubbio che
lo “stato confusionale” dei Gc avellinesi sia stato partorito ad arte in ambiti
superiori, ad avvalorare questa ipotesi vi e` il fatto che, quando sono state
ventilate soluzioni, le diverse componenti dell’area bertinottiana con l`avallo
di Progetto Comunista non hanno mai raggiunto un accordo di base su cui
iniziare la discussione.
Nell`attivo del 3 gennaio
scorso, inspiegabilmente presenziato dal segretario del Partito Maraia, e che
ha visto accese dispute verbali, e` stata indicata come unica soluzione
adottabile quella di eleggere un coordinamento che fosse espressione dei
circoli dell’intera provincia, quindi a 18 membri, ignorando completamente le
quote percentuali della conferenza, e come se non bastasse il segretario Maraia
proponeva che temporaneamente la responsabilità dei Gc fosse assunta dal
compagno di Progetto Comunista Della Pia che peraltro avendo più di 30 anni non
è nemmeno iscritto ai GC!!! La proposta da noi presentata, come compagni del
quarto documento, di una conferenza straordinaria è caduta nell`indifferenza
generale. La maggioranza ha preferito intraprendere una via di servilismo,
compromesso e sfrenata corsa alle poltroncine che di fatto hanno minato la
credibilità dell`intera struttura.
Dopo vari tentennamenti il
coordinamento nazionale posto dinanzi a forti pressioni è intervenuto
convocando una conferenza straordinaria. Questa conferenza dovrebbe
rappresentare il punto di svolta e il rilancio dell`iniziativa politica dando
vita a un coordinamento in grado di sciogliere i molti nodi che sono ancora al
pettine. Occorre un organismo capace di costruire un progetto politico discusso
democraticamente capace di orientarsi alle fabbriche e alle scuole, costruendo
i Giovani Comunisti sulla base di un programma di classe, dotandosi di una
maggiore indipendenza politica dalla segreteria del partito che spesso vede i
giovani non come una risorsa politica ma come pura manovalanza.
Da parte nostra ci
auguriamo che la conferenza rappresenti un’inversione di tendenza stabilendo un
nuovo corso nella rifondazione dei Giovani Comunisti di Avellino. Ci auguriamo
che si sviluppi un dibattito franco in cui le diverse posizioni si possano confrontare
liberamente e in cui si entri nel merito di come costruire l`organizzazione
nella nostra provincia.
A questo dibattito siamo
molto interessati, non abbiamo bisogno invece di un atto formale in cui
concretizzare accordi raggiunti dietro le quinte tra le varie aree che
proseguano nella scia del “consociativismo”
che ha rappresentato la quotidianità degli ultimi mesi.