FalceMartello
n° 169 * 4-09-2003
Università statale di
Milano: aumento vergognoso delle tasse
Come ogni anno gli
studenti della Statale, tornati dalle vacanze, hanno trovato una piccola
sorpresa: le tasse sono aumentate. Il pagamento delle tasse universitarie è
diviso in due rate: la prima uguale per tutti gli studenti, la seconda, legata
al reddito. Negli ultimi 5 anni la prima rata è passata da 459 a 551 €, con un
aumento del 16% solo negli ultimi due anni. Quest’anno, il rincaro è stato
addirittura di 56 €. (vedi tabella A). Ovviamente, essendo la prima rata uguale
per tutti, questi aumenti pesano in particolar modo sui redditi più bassi.
Quest’anno però le
sorprese non finiscono qui. Il Consiglio d’amministrazione dell’ateneo ha
cambiato il criterio di calcolo della seconda rata, fino all’anno scorso basato
su “fasce di reddito”. Il nuovo sistema sostengono sia studiato per “ridistribuire l’onere dei contributi in
modo più equo tra gli studenti”, come osano scrivere sulla nota informativa
per il rinnovo dell’iscrizione.
Il risultato di questa
equità è stato un aumento generalizzato delle tasse ed esponenziale per i
redditi più bassi e per le famiglie più numerose. L’anno scorso uno studente di
Lettere e Filosofia che rientrava nella prima fascia di reddito, la più bassa,
era esentato dal pagamento della seconda rata. Quest’anno paga tra i 210 ed i
231 € (vedi tabella B).
In tutto l’ateneo il
rincaro medio della seconda rata è per la prima fascia del 406%, con un picco
del 608%; per la seconda fascia del 275%, con una punta del 497%; per la terza
fascia, infine, dell’89%, fino ad un massimo del 164%. Per i redditi più alti
gli aumenti sono di entità decisamente minore e in alcuni casi assistiamo
addirittura a delle diminuzioni.
Questi aumenti, che
gravano soprattutto sui redditi dei figli dei lavoratori, dimostrano una
precisa strategia politica: espellere dall’università chiunque non abbia TANTI
soldi da dedicarle. Questi rincari peseranno soprattutto sugli
studenti-lavoratori, che oltre ad essere penalizzati durante l’anno accademico
da obblighi di frequenza e concentrazioni delle sessioni d’esame, ora vengono
colpiti direttamente. Di fronte a questo attacco gli studenti non possono stare
in silenzio, ma devono passare al contrattacco. Come Collettivo Pantera non
potremo che sviluppare nell’immediato una campagna contro una simile vergogna.
Non sappiamo ancora -mentre scriviamo- se tra gli studenti prevarrà lo
sgomento, la rassegnazione o la voglia di lottare. Una cosa però è chiara: il
nostro ruolo dovrà essere quello di batterci fino in fondo perché prevalga
quest’ultimo stato d’animo.
di Francesco Papa del
Collettivo Pantera di Milano-Csu