FalceMartello n° 168 * 3-07-2003
Immigrazione e sbarchi
Bossi, Fini e Berlusconi,
sono loro i criminali!
Una donna moldava a cui
è stata riscontrata una neoplasia, due operazioni fatte, badante di un anziano
quando è stata fatta la richiesta di regolarizzazione, in lacrime perché il suo
“datore di lavoro” ha deciso di non presentarsi in Prefettura per il rilascio
del contratto e del permesso di soggiorno, in quanto non può più lavorare.
Un uomo dello stesso
paese, anch’egli con la domanda di regolarizzazione fatta dall’azienda presso
cui lavora, dovrebbe tornare un paio di settimane nel suo paese perché la madre
sta per morire, ma non può farlo perché deve attendere che la Prefettura lo
convochi e senza permesso di soggiorno non potrebbe rientrare in Italia.
di Mario Iavazzi
Sono due storie vere tra
le centinaia di migliaia che potrebbero essere raccontate di immigrati, per i
quali è stata fatta la domanda di sanatoria da giugno a settembre del 2002. Di
solito, hanno pagato, di tasca propria centinaia o migliaia di euro, e oggi
sono in ansia perché rischiano di non ottenere il permesso di soggiorno. I
tempi sono biblici, dopo più di 7 mesi la stragrande maggioranza di loro
aspetta la convocazione e, intanto, molti sono stati licenziati, alcune aziende
hanno chiuso, altre ancora non sono mai esistite: il tempo di intascare i soldi
che gli stranieri mettevano a disposizione per la sanatoria e sono sparite.
Ciò fa il paio con la
strage quotidiana di disperati che muoiono tentando, invano, di sbarcare nel nostro
paese e invece toccano il fondo del Mediterraneo. Solo dal 16 al 20 giugno nelle acque di Lampedusa tra morti
e dispersi si contano 320 corpi finiti nei bassifondi, una vera strage!
Chi sono i veri
criminali?
I Governi, la borghesia e
i loro mass media non fanno altro che associare l’immigrazione alla
criminalità. E’ evidente che ciò fa parte di una campagna più generale per
dividere i lavoratori, i giovani, i poveri italiani dagli stranieri che, oltre
a rubare casa, lavoro e chi più ne ha più ne metta, sarebbero anche fonte di
insicurezza per gli italiani. Ovviamente, l’originalità scarseggia se
consideriamo che questi argomenti sono utilizzati ovunque in Europa e nel resto
dei paesi capitalisti avanzati e che sono stati usati contro gli italiani e
contro tutti i popoli che nella loro storia hanno conosciuto il fenomeno
dell’emigrazione.
Queste campagne servono al
padronato per nascondere la realtà e cioè che se mai c’è stato un aumento della
criminalità, questo si deve alla crescita dell’instabilità sociale, della
miseria, della precarietà del lavoro e della vita in generale e che non
casualmente coinvolge appieno i poveri provenienti dai paesi arretrati che
storicamente hanno subito la colonizzazione e sono stati le vittime dello
sviluppo diseguale del capitalismo.
Solo con la sanatoria,
sono stati 700mila gli immigrati che hanno fatto richiesta del permesso di
soggiorno ma molti altri non hanno potuto farla perché non avevano un lavoro o,
in ogni caso, non avevano cominciato a lavorare almeno dal 10 giugno come la
legge prevedeva.
I “clandestini” presenti
sul territorio sono costretti a fare lavori in nero sotto il ricatto continuo
del padrone e a volte hanno come unica scelta di vendersi alla piccola
criminalità. Questo vale anche per gli stranieri che fanno richiesta di asilo
politico (in Italia sono circa 22mila, contro i circa 1milione 700mila
nell’intera Ue, di cui 906mila nella sola Germania) che attendono anni prima
che sia valutata la loro domanda. Chi emigra dal suo paese e lascia la propria
famiglia, lo fa perché è disperato e solo le rimesse economiche spesso possono
salvare dalla fame e dall’estrema povertà i propri parenti nei paesi d’origine.
Quello che bisogna
assolutamente capire è che nulla fermerà le imbarcazioni, i camion, i treni di
uomini, donne e bambini che tentano l’ultima strada per migliorare la
situazione propria e dei propri cari, nemmeno le cannonate di Bossi, a
prescindere che abbiano o meno il permesso di soggiorno.
Il decreto
anti-sbarchi
I paroloni ridondanti di
Bossi sono condannati da tutti, al punto che imbarazzano persino questo governo
reazionario. La Lega ha dei problemi con la propria base razzista e, dopo aver
per anni fatto campagna contro i clandestini, non può di certo permettersi di
mostrarsi “permissiva”. Pertanto la questione immigrazione potrebbe diventare
un elemento di crisi all’interno del governo.
Tuttavia quello che lascia
perplessi, più che Bossi, sono le parole di stima di tutto il centrosinistra
nei confronti di Pisanu per il solo fatto che ha avuto il coraggio di fare un
decreto che non prevede le cannonate e che, secondo il ministro, “salvaguarda
la vita umana” (che sant’uomo!). Ovviamente, il fatto che il decreto del 19
giugno preveda una maggiore fermezza, una militarizzazione ulteriore delle
coste, e un piano per far rientrare nel paese d’origine gli stranieri
contestualmente al riconoscimento di imbarcazioni con l’utilizzo della Guardia
di Finanza, per Fassino e compagnia pare sia un dettaglio. Per il segretario
dei Ds “Pisanu dimostra di essere un uomo
che sa vedere il mondo e la società, l’ho chiamato al telefono per
complimentarmi con lui…” (la
Repubblica 23/06/03).
Le navi della Marina
militare potranno usare la forza in caso di attacco. E’ chiaro che, chi
potrebbe sparare a militari italiani in vigilanza sulle coste, sono uomini di
organizzazioni internazionali che, sul commercio di posti sugli scafi, fanno
affari d’oro, e tra l’altro, hanno forti collegamenti con la mafia e con
settori della borghesia italiana. Le vittime sarebbero ancora una volta gli
immigrati. Inoltre, mentre scriviamo, il governo è in trattative con la Libia
per far sorvegliare le coste libiche da militari italiani.
Contro i flussi,
contro il governo Berlusconi, libera circolazione di uomini!
In un decreto pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale del 24 giugno il governo anche quest’anno ha previsto
i flussi d’ingresso annuali. Dai 79.500 ingressi autorizzati nel 2002, al netto
della sanatoria (dati del Governo), si passa ai 19.500 quale quota massima per
il 2003 di cui 8.500 per lavoro stagionale.
Tutti gli altri? Cosa
faranno tutti i disperati che a causa delle politiche imperialistiche delle
potenze mondiali e del saccheggio delle multinazionali dei territori e delle
materie prime delle ex-colonie vanno in cerca di una soluzione immediata ai
loro problemi, alla miseria e alla fame? Quelli per Bossi devono essere
bombardati se tentano di entrare in Italia, per il resto del governo devono
rientrare nel loro paese o, se proprio va male, possono sperare che il mare
permetta che i loro corpi siano riconosciuti.
La politica dei flussi
d’ingresso, che lo stesso centrosinistra ha adottato quando governava, deve
essere combattuta da qualsiasi lavoratore, studente e militante di sinistra. I
veri criminali sono i governi che pensano che su questa base si possa risolvere
il “problema immigrazione”. Nessuna programmazione ferma chi lotta per
sopravvivere.
Il movimento operaio in
Italia e in tutta Europa, partendo dalla presenza sul territorio, e in
particolare nei luoghi di lavoro e in quelli di studio, di giovani proletari
immigrati, deve proporre l’unità di classe su ogni questione, dal diritto ad un
lavoro per tutti contro la precarietà al diritto di voto per gli immigrati, e
lanciare un’offensiva contro il padronato, il capitalismo e la sua barbarie.