FalceMartello
n° 167 * 4-06-2003
Cacciamo via
l’oscurantismo!
Negli ultimi mesi, diverse
organizzazioni di destra (più o meno camuffate) stanno portando avanti una
campagna contro Darwin e l’evoluzionismo. In alcune università (Milano, Roma,
…) hanno organizzato conferenze, volantinaggi e presentazioni di libri,
invitando professori di “indubbio prestigio”, per cercare di dimostrare come il
darwinismo non abbia fondamenti, sia di sinistra (anzi “marxista”) e chiunque
lo critichi venga isolato.
Diverse sono le accuse che
vengono mosse al darwinismo (ovviamente a seconda dell’occasione). La prima è
che questa non è una teoria, in quanto gli evoluzionisti hanno diverse teorie
spesso in contrasto fra di loro. Poi che non vi sono abbastanza prove; che il
Dna di un uomo è troppo simile a quello di una mosca; che l’evoluzionismo è
identificabile col darwinismo sociale, quindi col mito del progresso, il
colonialismo, il liberismo. E, infine, che l’establishment scientifico non vuole che questo si dica, per non far
venire alla luce i “limiti della scienza” e quindi per non perdere i propri
privilegi.
Come si vede, queste
critiche, più che su di un piano strettamente scientifico, sono su un piano
filosofico. E vanno facilmente a segno. E’ vero infatti che esiste un establishment scientifico e questo oggi
si trova in un vicolo cieco. La maggior parte degli scienziati non si
interessano di filosofia, pensano che questa non serva a loro e si ritengono
liberi da ogni ideologia. In realtà ogni essere umano, che egli stesso lo
sappia oppure no, condivide una certa filosofia, cioè un certo modo di
interpretare il mondo che ci circonda. Quello che in realtà è un facile
bersaglio per la destra, non è Darwin, ma una filosofia che si è sviluppata
dopo di lui: il Positivismo. Questo, riassumendo molto, afferma che la natura e
la società evolvono sempre verso il meglio.
Quale alternativa?
Il Marxismo ha sempre
attaccato l’idea della “neutralità della scienza”. Questa non può essere
separata da ciò che avviene nella società. La crisi che oggi vediamo nella
scienza riflette la crisi di questa società. La visione gradualistica
dell’evoluzione naturale è chiaramente in crisi. Allo stesso modo il
gradualismo sociale (che comprende il riformismo) è in crisi: guerre,
disoccupazione, peggioramento delle condizioni di vita sono degli argomenti che
lasciano poco spazio alle “magnifiche sorti progressive” dell’umanità. Quei
professori che vogliono difendere il darwinismo difendendo lo status quo,
quindi, si ritrovano con argomentazioni povere. In realtà da questa impasse si
può uscire in direzioni opposte: o in modo reazionario, tornando al
creazionismo, all’oscurantismo (insomma al medio evo), o dotandosi di una nuova
filosofia: il materialismo dialettico. La scienza contemporanea offre numerosi
esempi di scienziati che sono arrivati a conclusioni sorprendentemente
anticipate già da Marx e Engels. Questo non perché i due padri del socialismo
scientifico fossero dei geni, bensì perché avevano un metodo corretto per
interpretare la natura. Proprio nel campo dell’evoluzione, il grande
paleontologo e divulgatore scientifico Stephen Jay Gould elaborò la “teoria
degli equilibri punteggiati”. Questa, andando contro la visione gradualistica
dell’evoluzione, fatta di cambiamenti lenti e costanti (e che fra l’altro porta
i paleontologi a cercare sempre un introvabile “anello mancante”), propone una
storia della vita fatta di lunghe ere in cui tutto sembra statico e poi brevi
periodi di cambiamenti repentini e rivoluzionari. Non c’è qui lo spazio per
approfondimenti, ma per chi fosse interessato a comprendere meglio questi
argomenti consigliamo di richiedere alla redazione il libro “La Rivolta della
Ragione: filosofia marxista e scienza moderna”.
Ciò che accade nel mondo
scientifico lo vediamo anche nella società. Quelli che sembravano punti di
riferimento oggi sono in piena crisi: la democrazia parlamentare, lo stato
sociale, la famiglia borghese. La reazione ha una sua ricetta per uscire da
queste crisi: autoritarismo, sacrifici, patriarcato e – per la scienza –
oscurantismo. Sta a noi invertire la rotta con le mobilitazioni! Nessuno
spazio, nessun finanziamento alla propaganda oscurantista all’interno degli
atenei! Apriamo spazi di discussione e di critica su ciò che studiamo! Per
un’università pubblica gratuita, laica e di qualità!
Ion Udroiu (Collettivo
di scienze – Roma)