FalceMartello
n° 167 * 4-06-2003
Austria:
200mila lavoratori in
corteo contro la riforma delle pensioni
A Vienna il 13 maggio
scorso c’era il temporale più forte che la popolazione ricordasse, in sole due
ore sono caduti 61 litri di pioggia per mq con chicchi di grandine grossi come
uova. Ciononostante la capitale austriaca è stata attraversata dalla
mobilitazione più grande dalla seconda guerra mondiale.
di Gernot Trausmuth
La ragione per tanta
combattività e determinazione è dovuta alla proposta di riforma delle pensioni
promossa dal governo conservatore guidato da Wolfgang Schussel.
Erano presenti lavoratori
di tutte le categorie con le loro bandiere sindacali, edili, ferrovieri,
metalmeccanici, infermieri, insegnanti, impiegati pubblici. L’ambiente era
straordinariamente festoso e combattivo soprattutto perché erano decenni che
non si vedevano lavoratori in cortei di simili dimensioni. Quando i
manifestanti sono entrati nella Heldenplatz (la piazza più grande del centro di
Vienna) c’era ancora gente che aspettava nelle stazioni ferroviarie perché il
corteo era così affollato che poteva procedere solo molto lentamente.
Gli insegnanti avevano
scioperato già la mattina per protestare anche contro i tagli alla scuola
pubblica. Nonostante vari tentativi per far fallire lo sciopero, il 90% dei
docenti ha aderito e ci sono state astensioni dal lavoro persino negli istituti
privati.
La reazione del governo
dopo la manifestazione è stata assolutamente arrogante. Addirittura hanno
proposto una riforma delle pensioni per i parlamentari che introdurrebbe il
diritto al pensionamento anticipato, quando contemporaneamente la riforma delle
pensioni per tutti gli altri lavoratori prevederebbe proprio l’abolizione di
questo diritto. Questa vera e propria provocazione dimostra come il governo non
è assolutamente intenzionato a fare alcuna concessione. La cosiddetta “tavola
rotonda” promossa dal Presidente Thomas Klestil che avrebbe l’obiettivo di
aprire un confronto con le parti sociali e il governo, non è altro che una
farsa. Wolfgang Schussel ha apertamente dichiarato che questa “tavola rotonda”
non cambierà i fondamentali della riforma pensionistica. Su queste basi l’unica
strada che può percorrere la Ogb (il sindacato austriaco) è quella della lotta.
Il segretario della Ogb, Fritz Verzetnitsch, è già sotto pressione: ha dovuto
rispondere se era pronto a convocare uno sciopero generale seguendo l’esempio
dei sindacati in Francia. La sua risposta è stata che bisogna stare molto
attenti con simili slogan e che la sua speranza è che il governo giunga alla conclusione
di non poter governare contro la popolazione.
Ma qualsiasi siano i
desideri dei vertici sindacali, altre azioni di lotta e altri scioperi saranno
necessari. La cosa importante da capire è che i lavoratori sono pronti a continuare
la lotta. La manifestazione del 13 maggio ha rappresentato un passo in avanti
importante nel rafforzare la combattività dei lavoratori austriaci. La classe
dominante sta rispondendo con i suoi strumenti per fermare gli scioperi: un
gruppo di lavoratori che bloccavano un importante incrocio stradale a
Salisburgo è stato pesantemente attaccato da un ufficiale di polizia
(appartenente alla destra della Ogb); successivamente il sindacato Ogb è stato
condannato a pagare multe salate per aver convocato manifestazioni “illegali”.
Questo è solo un assaggio di ciò che si prepara in futuro.
In questa situazione
l’unica strada per fermare il governo e la sua riforma pensionistica è
attraverso azioni di lotta ancora più combattive. Il compito degli attivisti e
dei delegati sindacali è rivendicare lo slogan dello sciopero generale contro
la riforma delle pensioni e promuovere la mobilitazione e la partecipazione dal
basso.
(L’edizione integrale
dell’articolo in inglese è consultabile sul sito internet www.marxism.com)