FalceMartello n° 166 * 2-05-2003
Lettere:
riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Replica
all’articolo di aprile di Santoro F.
La
Rsu Terim è a rispondere all’articolo uscito su Falcemartello di Aprile
riguardante la situazione Terim, in quanto non corrispondente alla veridicità
dei fatti, tesi solo a mettere in cattiva luce il lavoro svolto dalla Rsu.
L’operazione
avvenuta a settembre 2002, e cioè l’assorbimento del più importante gruppo
terzista da parte dell’azienda Terim e il contemporaneo acquisto dello
stabilimento di Rubiera ha permesso, attraverso un accordo sindacale a
differenza di quanto cita l’articolo, di collocare i lavoratori che lavoravano
presso questo gruppo a tempo indeterminato nel nuovo stabilimento e la
contemporanea assunzione di 50/60 persone con contratti cosiddetti atipici.
Questi
contratti nel tempo si sono consolidati, anche in un periodo non favorevole del
settore, con la trasformazione ed il rinnovo del 90% di suddetti contratti.
Sui
lavoratori interinali non confermati a scadenza di contratto nel periodo di
dicembre, pur nella precarietà dello strumento, l’Rsu ha richiesto la
disponibilità da parte dell’azienda che nel momento in cui avessero fatto
assunzioni, di contattare questi lavoratori: disponibilità poi praticata.
Sul
premio di produzione differenziato in base ai risultati dei due stabilimenti,
scelta presa dai lavoratori dell’ex terzista ora collocati a Rubiera, ci
sentiamo di sottolineare una cosa importante ma non contemplata nell’articolo;
la presa di posizione dei lavoratori di Baggiovara di unificare il premio di
risultato, obbiettivo raggiunto con la sigla del nuovo integrativo aziendale.
Sulla
questione della situazione non favorevole del momento e del settore, la Rsu da
sempre si è approcciata alla discussione non escludendo nulla ma con l’intento
di trovare soluzioni che tengano conto soprattutto delle condizioni dei
lavoratori, approccio che sino ad oggi ha permesso di superare le fasi calanti
del mercato senza mai utilizzare strumenti difensivi (cassa integrazione,
mobilità, contratti di solidarietà), cosa invece fatta in altre aziende
considerate più a “sinistra” di noi.
Vogliamo
oltremodo rimarcare che questa Rsu ha ben presente ch l’obbiettivo primario
rimane quello di salvaguardare i posti i lavoro delle persone che noi
rappresentiamo anche attraverso accordi con l’Azienda.
Questi
sono i fatti ma soprattutto questo è il lavoro svolto dalla Rsu, nella vicenda
e quindi, forti dell’appoggio della maggioranza dei lavoratori, ci sentiamo di
respingere al mittente le accuse e le illazioni argomentate con elementi di
incompletezza e superficialità dall’articolo.
In
conclusione volevamo anche puntualizzare che siamo stati definiti opportunisti;
bene, se opportunisti vuole dire cercarenell’ambito delle leggi e delle norme
esistenti riuscire a garantire i lavoratori, siamo ben contenti di essere
definiti opportunisti.
Chiediamo
pertanto ci sia dato diritto di replica nella stessa rubrica, in modo tale che
i lettori sappiano la versione dell’Rsu citata nell’articolo.
Rsu Terim (Modena)
La
redazione risponde
Data
l’arroganza (fischi, insulti) con cui durante le ultime assemblee sindacali la
Rsu Terim ha accolto gli interventi dei lavoratori che in quella fabbrica
sostengono la nostra rivista (fino a costringerli ad interrompere gli
interventi stessi), nel garantire il loro diritto di replica vogliamo ricordare
che la democrazia ed il rispetto delle posizioni altrui non possono essere una
cosa cui appellarsi solo quando fa comodo.
Confermiamo
e ribadiamo la completa condivisione ed esattezza dell’articolo di Francesco
Santoro come potrà verificare ogni lavoratore della Terim che sa cosa vuol dire
avere una Rsu concertativa.
Teniamo
solo a precisare che: i dati citati nell’articolo di Santoro sono stati forniti
dalla Rsu medesima (ed infatti non contraddicono quelli qui citati), le
condizioni di lavoro dello stabilimento di Rubiera sono stati descritti da operai che ivi lavorano ed infine,
che la parificazione dei contratti degli stabilimenti è inequivocabilmente
sottolineata nell’articolo di Santoro, assieme al modo in cui ciò si è
ottenuto! E cioè dopo la forte pressione dei lavoratori che ha indotto la
Rsu a cambiare la propria posizione iniziale.
E’
da notare inoltre che nella lettera dei compagni si fa confusione quando si
parla in generale di contratti atipici che sarebbero stati assunti. Perché se è
vero che i contratti a termine sono stati confermati in maggioranza (almeno per
ora e comunque restano tutte le perplessità sul futuro), è un fatto che alcuni
interinali ci hanno rimesso il posto. E per loro resta solo la “disponibilità
dell’azienda” che di per sé non vuol dire proprio nulla anche se la Rsu afferma
che questa disponibilità sarebbe stata “praticata” perché qualche singolo è
stato poi richiamato.
Invitiamo
pertanto ad evitare di addurre argomentazioni sterili e strumentali e
soprattutto a rendere, come avviene costantemente nelle assemblee, questa
discussione una polemica personale: cari compagni la questione non è personale
ma strettamente politica, ovvero se le condizioni di vita e di lavoro si
migliorano con la concertazione o, come crediamo, con la lotta.