FalceMartello n° 165 * 4-04-2003
Il risveglio in scuole ed
università
I rapporti che
pubblichiamo in questo numero del giornale dimostrano le enormi potenzialità
del movimento contro la guerra all’interno di scuole ed università. Il giorno
dello scoppio della guerra si sono registrate manifestazioni studentesche di
una certa consistenza in quasi tutte le città italiane.
(Coordinamento nazionale del Comitato in difesa
della Scuola Pubblica - Csp)
A Milano, ad esempio, sono
scesi in piazza sicuramente più di 20.000 studenti. Come Csp abbiamo fatto la
nostra parte partecipando o promuovendo questi cortei. Oltre ad Aversa, di cui
diciamo nell’articolo sotto, a Parma il Csp, intervenendo nel comitato contro
la guerra, ha contribuito alla manifestazione studentesca di 1200 persone. A
Crema 500 persone sono scese in piazza dietro nostro invito. Un’attivista del
Csp cremasco in una scuola è stata addirittura espulsa dall’aula perché entrata
a scuola con una bandiera della pace. A Udine l’inizio della guerra è coinciso
con la convocazione dei contro-stati generali dell’istruzione da parte del Csp.
All’assemblea udinese hanno partecipato 500 studenti.
Sia a Crema che ad Udine
il Csp convoca altri cortei studenteschi per il 2 aprile, in coincidenza con lo
sciopero generale dei sindacati extraconfederali.
Questo fermento coincide
con la comparsa del sito nazionale del Csp: www.cspitalia.tk. Un ringraziamento
va al compagno Alessandro di Caserta che l’ha costruito e ne segue
l’aggiornamento con attenzione. Ci riproponiamo di moltiplicare i rapporti ed i
documenti politici su questo sito, considerando anche che gli eventi
inevitabilmente supereranno i rapporti che pubblichiamo in questo numero di
FalceMartello. Sul sito metteremo anche il materiale che ci è arrivato ma non
abbiamo potuto pubblicare per ragioni di spazio. Ci riferiamo, ad esempio,
all’articolo del compagno Giulio di Napoli sull’aumento della repressione nelle
scuole come conseguenza della privatizzazione dell’istruzione.
Un risveglio c’è,
compagni. Non solo nella voglia di partecipare ma anche nella sete di idee e di
prospettive chiare da parte degli studenti. Sappiamo quanto le ricette offerte
dalla maggioranza delle strutture studentesche si limiteranno a sfiancare
questi studenti in un’iniziativa dopo l’altra. Noi non ci tiriamo e non ci
tireremo indietro rispetto alla lotta, ma sapremo farlo offrendo idee, metodi e
prospettive. Questa è una guerra imperialista e come tale deve essere chiamata!
Uniamoci ai lavoratori e costruiamo attorno a loro un appoggio per arrivare
allo sciopero generale internazionale! Capitalismo significa guerra, lottare
contro la guerra significa lottare contro il capitalismo!