FalceMartello n° 163 * 19-02-2003
Sulla scuola e sulla
guerra mettiamo a tacere questo Governo!
Di fronte a tanta
arroganza espressa dall’attuale governo e in particolare dalla sua ministra Moratti,
il Comitato in difesa della Scuola Pubblica (Csp) di Udine ha promosso i
“Contro Stati Generali dell’istruzione pubblica”, ovvero una grande assemblea
che punta a riunire gli studenti di tutta la regione, con un importante
coinvolgimento anche fra il personale docente e Ata, così come fra i comitati
dei genitori, di tutti coloro che si manifestano contrari alle politiche di
privatizzazione e asservimento alle imprese dell’istruzione pubblica.
di Elisabetta Rossi
L’iniziativa si basa su
una bozza di piattaforma che verrà posta al centro del dibattito e che si
concentrerà su alcune tematiche fondamentali: la critica alla riforma Moratti,
all’autonomia scolastica, ma anche all’ultima finanziaria e alla devolution, leggi che avranno pesanti
risvolti nella gestione del personale e delle strutture. Tale contestazione è
tanto più appropriata in un momento in cui il governo si appresta ad approvare
la legge delega della Moratti senza una minima copertura finanziaria. Mentre,
infatti, vengono tagliati posti di lavoro per insegnanti e personale Ata, per
l’applicazione della legge sarebbero necessarie almeno 2550 nuove cattedre e
circa 1700 nuove classi. Ciò significa che la riforma, già pessima sulla carta,
genererà mostri ancora peggiori nella sua applicazione concreta. L’assoluta
carenza di fondi in compenso, non costituirà ostacolo alcuno all’approvazione
dei due decreti più auspicati dal mondo delle imprese: quello sulla separazione
fra formazione professionale e istruzione e quello sulla riduzione dei curricola
nazionali a 25 ore. In tal modo in un sol colpo si affossa la scuola pubblica
senza intaccare le casse dello Stato, dalle quali si potrà tranquillamente
continuare ad attingere per finanziare a fondo perduto aziende, scuole private
o spese militari.
E’ ovvio che non c’è alcun
margine di dialogo con chi persegue tali progetti politici. Il fine dei “Contro
Stati Generali”, infatti, non è assolutamente quello di creare un soggetto
disposto a concertare con il governo possibili accordi legislativi, ma è quello
di favorire l’unione di tutti i soggetti della scuola nella lotta contro un
modello di scuola e società basato sulle esigenze del mercato. Il nostro scopo
è di favorire una maggiore strutturazione di tutti coloro che nella scuola oggi
provano disagio nei confronti delle suddette politiche.
A Udine il movimento
studentesco non si è mai assopito, anzi è continuamente avanzato nelle sue
rivendicazioni spiegando la necessità non solo di mobilitare il mondo della
scuola su queste tematiche, ma di allargare il confronto anche ai lavoratori
che oggi vedono le proprie condizioni di lavoro e retribuzione peggiorare
ulteriormente. Per questo saremo in piazza anche il 21 febbraio con i
lavoratori metalmeccanici e per questo non mancheremo il 15 a Roma contro il
vile e meschino attacco militare che le forze imperialiste occidentali vogliono
sferrare alla popolazione irachena.
Il tema della guerra
inevitabilmente sarà al centro dei “Contro-Stati” e non solo per la volontà del
Csp, che coerentemente si è sempre mobilitato anche su tale fronte, ma per
l’esplicita richiesta da parte degli studenti che hanno manifestato grande
interesse e coinvolgimento. Coscienti che tale stato d’animo sia diffuso in
tutta Italia, dobbiamo impegnarci perché esso risulti in una mobilitazione
ampia e forte che non dia più tregua a questo governo, che lo sommerga con le
proprie rivendicazioni, che lo zittisca con il proprio frastuono!
La piattaforma
presentata dal Comitato in difesa della Scuola Pubblica per i Contro Stati
Generali è reperibile sul sito www.cspitalia.tk
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