FalceMartello n° 163 * 19-02-2003
Nidil-Cgil Come non si costruisce la sinistra sindacale
Nelle ultime settimane si sono
svolti i congressi fondativi del Nidil, la categoria che dovrebbe organizzare i
lavoratori atipici. E’ evidente l’importanza strategica di avvicinare al
sindacato questa fascia di lavoratori, sempre più ampia.
Ancor più importante è, a
nostro giudizio, costruire una sinistra sindacale nel Nidil che parta dalla
organizzazione di vertenze e di esperienze di lotta per sconfiggere le
posizioni moderate che continua ad avere la Cgil sulla questione della
flessibilità.
Ciò vuol dire costruire le
basi per cambiare questo sindacato e dar voce alle richieste dei lavoratori,
che sulla propria pelle hanno capito cosa vuol dire essere interinali,
“collaboratori”, flessibili. L’opposizione alla linea di maggioranza, che
ritiene che al lavoro atipico vadano semplicemente dati “più diritti”, va fatta
in ogni sede, costruendo piattaforme, intervenendo in assemblee e congressi,
per mostrare ai lavoratori la nostra alternativa. Non la pensa così una parte
della attuale minoranza “Cambiare Rotta” a Bologna, (tra cui Domenico Conte, ex
delegato interinale della Tim) che hanno pensato bene di votare il documento
della maggioranza che sotto riportiamo.
La motivazione è la
solita, “se non abbiamo un approccio unitario ci chiudono gli spazi” (o non vi
danno i “posti” cari compagni?), e si sono accontentati che la maggioranza
abbia assunto (senza nemmeno farli votare, così che quasi nessuno li ha
letti!!!) due ordini del giorno di cui uno chiedeva la costituzione di un
“laboratorio sociale sull’inchiesta” e l’altro sulla vertenza della Tim che,
mentre da un lato esaltava, giustamente, i metodi e le parole d’ordine con cui
è stata costruita questa vertenza, dall’altro non diceva una parola sulle
responsabilità della maggioranza della Cgil per come la vertenza si è, almeno
in questa fase, chiusa negativamente.
Chissà cosa dicono i
compagni agli ex interinali della Tim che da più di 200 che erano fino a 8 mesi
fa, sono ora solo 50 di cui una piccolissima parte di essi assunti!
Vi presentiamo i due documenti
emersi al Congresso del Nidil di Bologna facendo appello ai compagni dirigenti
di Cambiare Rotta (nonchè nostri compagni di Rifondazione Comunista) di
cambiare davvero rotta e se proprio non ci riescono di essere almeno chiari
mettendosi da parte.
di Mario Iavazzi (Cgil
Bologna)
1° Congresso Territoriale
Nidil Cgil Bologna
- Dispositivo finale -
L’assemblea congressuale
di Nidil Bologna, riunita a Bologna (23/01/2003) considera questo suo atto
costitutivo una tappa importante per rafforzare la scelta della Cgil di dare
rappresentanza e voce a tutte le forme del lavoro, e dare nuovo impulso alla
iniziativa per l’estensione dei diritti sindacali e le tutele sociali a tutto
il mondo del lavoro. Il Congresso approva gli orientamenti generali definiti
dal 1° Congresso nazionale di Nidil del giugno 2002 e impegna il futuro
organismo dirigente a sviluppare e a tradurre questi orientamenti nella futura
iniziativa sindacale di Nidil (enfasi nostra – NdR), una iniziativa che sappia
coinvolgere attivamente e più di prima tutti gli iscritti e tutti i lavoratori.
• Il Congresso assume la
relazione introduttiva e i due documenti allegati al dispositivo finale, come
base di discussione da sviluppare con gli iscritti nei prossimi mesi.
• Il Congresso considera
la proposta di legge della Cgil sulla riforma degli ammortizzatori sociali un
atto concreto nella direzione della universalità del welfare e dei diritti di
cittadinanza.
• Il Congresso costitutivo
di Nidil Bologna sottolinea con forza la scelta congiunta e convinta di tutto
il gruppo dirigente della Camera del lavoro di Bologna di costruire e far
vivere questa nuova struttura della Cgil come motore per estendere la capacità
di rappresentanza e tutela della Cgil verso tutte le forme di lavoro, per
unificare rappresentanza e diritti dell’intero mondo del lavoro.
Bologna, 23 gennaio
2003
Approvato a maggioranza
con 5 voti contrari e 1 astenuto
Ordine del giorno della
minoranza
Questi anni di lavoro
hanno dimostrato le potenzialità dell’intervento del Nidil in una situazione
generale che ha visto dilagare ovunque le forme di lavoro precario. Purtroppo
l’impostazione data al Nidil alla sua formazione dalla direzione della Cgil è
stata quella di intervenire, sulla base dell’accettazione della flessibilità e
quindi della precarizzazione come processi inevitabili, per mitigarne gli
effetti macroscopicamente negativi. Proprio l’esperienza degli ultimi anni ha
dimostrato perdente la strategia di “limitare i danni” di fronte all’offensiva
padronale regolamentando l’introduzione della cosiddetta flessibilità invece di
combatterla. Ogni “paletto” posto a tutela dei diritti dei lavoratori, una
volta passato il principio della flessibilità, è stato successivamente rimosso
e i pochi diritti contrattuali restano spesso sulla carta quando all’interno
dei posti di lavoro non vi sia una forte presenza sindacale capace di imporne
il rispetto.
Per questi motivi
riteniamo che, a fianco dell’attività di tutela individuale, consulenza e
assistenza rivolta ai lavoratori precari (che il Nidil svolge con successo nei
suoi sportelli), debba essere potenziato l’impulso all’organizzazione dei
lavoratori e la promozione di vertenze che, a partire da piattaforme
rivendicative discusse ed elaborate dai lavoratori stessi, si pongano l’obiettivo
non solo di combattere gli abusi delle aziende nel ricorso al lavoro precario o
di riconoscere i diritti contrattuali esistenti, ma di conquistarne di nuovi,
ponendo ovunque sia possibile e con l’accordo dei lavoratori, così come si è
fatto con gli interinali della Tim, l’obiettivo dell’abolizione del lavoro
precario secondo il principio per cui a pari mansione debba corrispondere pari
salario e stessi diritti per ogni lavoratore. A questo proposito il congresso
dà mandato al nuovo direttivo di discutere e avviare una campagna di promozione
e organizzazione del Nidil all’interno dei posti di lavoro, a partire da un
rilancio della vertenza Tim e di una campagna d’informazione sul lavoro
precario rivolta agli studenti delle scuole medie superiori e dell’università,
che rappresentano il bacino di reclutamento principale dei lavoratori precari
nella nostra città.
Sara Signoretti
(direttivo Cgil-Nidil BO),
Annamaria Quadrelli (ex
delegata interinaliTim),
Francesco Merli, Piero
Zandomeneghi
Respinto con 6 voti a
favore, 5 astenuti e 17 contrari
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