FalceMartello n°
162 * 10-01-2003
Contro la repressione
delle destre si radicalizza la lotta degli studenti friulani
Dopo le aspre
contestazioni dell’anno scorso alla riforma della scuola, il Csp di Udine ha
deciso di rilanciare le mobilitazioni studentesche all’insegna dell’unità con i
lavoratori, l’altro settore della società che sta pagando un prezzo alto per
queste politiche.
di Matteo Molinaro (Comitato in difesa della
Scuola Pubblica di Udine - Csp)
Lo sciopero generale indetto dalla Cgil il 18 ottobre è stato un
momento di lotta fondamentale per gli studenti che ha visto la partecipazione
di più di 1.500 ragazzi. Dopo un percorso di assemblee, quindi, si è deciso di
convocare una manifestazione studentesca per il 29 novembre che però, sotto una
pioggia battente, ha riunito poche centinaia di studenti; lo sconforto
successivo tra alcuni attivisti c’era ma, fondamentale, è stata la risolutezza
nel convocare un presidio per l’arrivo del ministro Moratti voluto
dall’assessore Guerra per gli Stati Generali dell’istruzione di quattro giorni
dopo.
Questi Stati Generali
dovevano essere l’occasione per presentare la proposta di riforma, nello
specifico la sua applicazione in Friuli, e per spiegare il ruolo della giunta
regionale di centro-destra nell’istruzione, in particolare riguardo alla
devolution, che produrrebbe una scuola regionalizzata e sempre più subordinata
ai profitti delle imprese locali.
Se la tanto amata ministra
pensava di ricevere un’accoglienza accondiscendente e arrendevole di fronte
alla sua proposta, ha dovuto subito ricredersi… infatti ci siamo ritrovati in
circa un migliaio decisi a contestarla duramente. Come Csp avevamo concordato
diversi autobus e corriere per raggiungere il convegno posto, guarda caso,
fuori Udine, ma l’azienda dei trasporti ha attuato un boicottaggio completo nei
nostri confronti. Gli autobus non sono arrivati. Abbiamo prontamente affrontato
la situazione, e pieni di entusiasmo, ci siamo messi in marcia per circa 7 km,
gridando slogan contro la ministra e il governo. Alcuni studenti, muniti di
regolare invito, sono entrati nella sala della conferenza e, come segno di
protesta, hanno esposto uno striscione con lo slogan: ”No a una scuola di
padroni, via la ministra, dimissioni”. Questa contestazione totalmente pacifica
ha avuto una risposta molto dura da parte delle forze dell’ordine; un dirigente
della questura, dopo aver detto ai ragazzi di uscire, li ha strattonati,
prendendoli per i capelli e, dietro un
angolo, al riparo da flash indiscreti, malmenandoli con spintoni, calci e
pugni. Nel frattempo, all’esterno i manifestanti facevano pressione per
entrare, e venivano allontanati dai questurini, con metodi molto discutibili
(un ragazzo ci ha rimesso la cartilagine nasale).
L’assessore Guerra si è in
seguito dissociata dall’“eccesso di zelo” avuto dalle forze dell’ordine, ma noi
sappiamo bene che la responsabilità di ciò che è accaduto ricade completamente
su chi ha voluto blindare l’incontro cercando di impedire qualsiasi forma di
dissenso. Certo, tale reazione manifesta la debolezza di questi governanti che
per difendere le loro politiche di tagli e sfruttamento non esitano a mostrare
il loro vero volto.
La reazione successiva degli studenti friulani è stata
incredibile: il giorno successivo noi del Csp siamo usciti con un volantino che
spiegava i fatti avvenuti, le ragioni della nostra lotta e invitando tutti gli
studenti alla mobilitazione; in pochissimi giorni abbiamo organizzato e
coordinato una serie di autogestioni che hanno sconvolto la routine scolastica
della maggior parte di scuole, mentre alle assemblee del Csp partecipava quasi
un centinaio di ragazzi.
Le autogestioni hanno
avuto un netto carattere politico: inizialmente il motivo principale è stato
contestare la repressione subita ma, nello sviluppo della lotta, le
rivendicazioni sono diventate molto più radicali chiedendo le dimissioni della
Moratti e dell’assessore Guerra, il ritiro totale della controriforma e della
devolution, la cacciata di Berlusconi e di tutto l’esecutivo…
In queste mobilitazioni
non si è discusso solo di problematiche scolastiche ma anche di questioni più
generali come l’emancipazione della donna, la recessione argentina e la lotta
di disoccupati e lavoratori, che hanno interessato un grande numero di
studenti. Siamo anche riusciti a raggiungere poli studenteschi minori dove i
nostri attivisti hanno tenuto assemblee spiegando le ragioni della nostra lotta
e il valore delle nostre rivendicazioni; questo ha permesso che il Csp fosse
conosciuto in tutta la regione e le mobilitazioni fossero estese: molte delle
scuole dove siamo stati sono subito entrate in autogestione o hanno occupato
solidarizzando con noi.
Imponente è stata la
manifestazione udinese di sabato 14 dicembre dove più di 2.500 studenti sono
scesi in piazza decisi più che mai e consapevoli che la cacciata del governo
doveva essere l’obiettivo della nostra lotta.
Un primo risultato è stato
raggiunto: a causa della manifestazione l’assessore Guerra ha deciso di rimandare
l’incontro per l’organizzazione dei nuovi Stati Generali coi quali si
riproponeva di ricomporre la spaccatura con gli studenti; noi, alla
manifestazione, avevamo proposto, sia nei comizi sia con un volantino il
boicottaggio dell’evento spiegando che non poteva essere di certo lei
l’interlocutrice delle nostre istanze date le sue politiche scolastiche in
totale contrapposizione con le nostre idee.
La settimana successiva
una nostra delegazione ha partecipato a una manifestazione a Trieste, portandovi
tutta la propria combattività e spiegando, ai movimentisti di turno, che non
eravamo lì per ascoltare musica assordante, bensì per lottare!!!
Abbiamo quindi deciso di
indire un’assemblea pubblica dove sono stati invitati assieme agli studenti,
insegnanti e lavoratori. La nostra volontà è quella di unire le istanze
studentesche con quelle di un movimento operaio sempre più forte; è proprio per
questo che abbiamo voluto come relatore Paolo Brini, delegato Fiom-Cgil di
ritorno da Termini Imerese, il quale, davanti a una settantina di studenti e alcuni insegnanti, ha spiegato le
ragioni della lotta Fiat generando grande entusiasmo nel richiamo finale a una
lotta per il rovesciamento del capitalismo e di tutte le sue barbarie, per una
società comunista!
Da questa assemblea gli
studenti hanno imparato molto ed è fondamentale che sia stato fatto il primo
passo verso una lotta unitaria con gli insegnanti.
Sta a noi dimostrare le
nostre volontà e idee proseguendo le mobilitazioni e lottando contro una scuola
sempre più classista, unendoci con i lavoratori per il sovvertimento totale dei
rapporti di forza nella società.
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