FalceMartello n° 162 * 10-01-2003
La lotta contro
l’Autonomia Scolastica deve continuare!
Finalmente è nato anche
a Reggio Emilia un Comitato in difesa della Scuola Pubblica (Csp). Il Csp è
l’alternativa che molti studenti cercano. Un programma completo per opporsi al
processo di privatizzazione della scuola pubblica, idee ed analisi chiare e
decise!
Pietro Tosi (coordinatore Csp Reggio Emilia)
Da anni gli studenti
reggiani sono guidati da burocrati che seguono il loro personale interesse
politico senza voler cambiare realmente le condizioni degli studenti. Ai tempi
della riforma Berlinguer i dirigenti delle maggiori organizzazioni studentesche
di “sinistra” non hanno lottato ritenendo che l’autonomia scolastica in fondo
non fosse malaccio, ma ora urlano e fanno baccano per una riforma di legge che
si basa proprio su di essa. Stesso discorso per l’assenza di opposizione alla
legge regionale emiliana Bastico, figlia della Rivola, che elargisce lauti
finanziamenti alle scuole private.
Ad ottobre alcuni studenti
si sono chiesti come poter contrastare questo governo ma soprattutto come
iniziare una lotta con un senso, per non finire come gli altri anni in piazza
senza slogan e senza idee. Così, dopo una serie di discussioni, è nato il Csp. La
crescita del gruppo ci ha posto davanti alla necessità di dividerci le
responsabilità. Tutte le decisioni importanti vengono prese in un’assemblea
democratica.
Propagandando il proprio
programma nelle scuole, il Csp ha incontrato l’associazione più conosciuta tra
gli studenti di Reggio: Sx - studenti in
movimento, parte attiva della Sinistra giovanile, studenti Ds. Siamo stati
fortemente snobbati da quei quattro capetti abituati a dirigere a loro piacere
gli studenti: li abbiamo invitati alle nostre riunioni e per un mese non si
sono fatti vedere evitando ogni tipo di confronto politico. In una riunione
ristretta ai rappresentanti di istituto, quasi tutti di Sx, ed ai
rappresentanti delle associazioni studentesche, un compagno del Csp è
intervenuto per proporre un percorso di lotta che, a partire da assemblee nelle
scuole, portasse ad una manifestazione studentesca cittadina.
Il Csp era contrario
all’inizio delle autogestioni imposto dall’alto come sostenuto da Sx. Infatti,
il clima non era ancora abbastanza caldo e gli studenti troppo poco informati. Però,
il giorno dopo, su un giornale locale era già annunciata la data di inizio
della protesta ed i presidi erano d’accordo con i ‘leader studenteschi’
addirittura sulle eventuali occupazioni.
In questo modo si toglie
valore alla lotta e la protesta non può portare i suoi frutti ma solo sfiancare
gli studenti!
Dopo una settimana di
autogestioni, dove il Csp era comunque presente, è scoccato il momento delle
occupazioni. Da venerdì 5 dicembre a domenica 7, sette scuole erano occupate. Con
l’eccezione del liceo Ariosto, il clima tra gli studenti non era di lotta. Un
esempio di come un’autogestione, di per sé, non crei combattività tra gli
studenti.
Una manifestazione
conclusiva è stata rimandata più volte col pretesto di una scuola dove il
sabato, ultimo giorno di protesta, doveva addirittura intervenire la senatrice
Albertina Soliani (ex-DC, ex consulente del ministro Berlinguer). Sabato 14
dicembre 1.000 studenti circa hanno manifestato. Purtroppo, anche questa volta,
si è corso il rischio che essa si trasformasse in una carnevalata. Inizialmente,
Sx ed il gruppo scuola del Social Forum hanno cercato di vietare di portare in
piazza bandiere politiche e di partito. La ferma opposizione del Csp ha fermato
questa manovra, figlia del peggior apoliticismo burocratico. Sx offriva canti e
danze contro la Moratti dietro al potentissimo sound system. Invece, il Csp ha
cercato di portare nella manifestazione contenuti politici, presentandosi con
un proprio spezzone e con propri slogan sia contro la privatizzazione della scuola
pubblica che in favore dell’unità fra studenti e lavoratori.
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