FalceMartello n° 162 * 10-01-2003
Crema: cariche della
polizia contro un presidio antifascista
Qualcuno avrà letto
nello scorso numero di FM dei fatti che hanno coinvolto la polizia cremasca e
alcuni attivisti dei Giovani Comunisti e del Csp. In quell’articolo appariva
chiaro il ruolo di questo Stato e dei suoi lacchè: non un corpo neutrale in
difesa della “Costituzione Repubblicana” ma un corpo di uomini armati in difesa
della proprietà privata.
Francesco Gastoldi (Giovani comunisti, Crema)
Se a qualcuno erano rimasti dei dubbi, i nostri cari “amici” si
sono prodigati in tutti i modi per chiarirceli. L’ormai chiaro intento di
questo governo di riscrivere la storia secondo le teorie revisioniste per le
quali le vittime di qualsiasi episodio storico sarebbero tutte uguali viene
portato avanti a Crema da An sfruttando la figura di Sergio Ramelli, fascista
degli anni ’70 ucciso da estremisti di sinistra. An ha voluto provocare
palesemente la sinistra cremasca indicendo una raccolta di firme per intitolare
una via al loro “martire per l’occasione”. Queste due iniziative hanno
provocato la reazione degli autonomi prima e di Rifondazione poi. In entrambi i
casi Azione Giovani è stata scortata e protetta da quei “corpi di uomini
armati” sopra citati che per due volte ci hanno provocato facendoli sfilare a
pochi metri di distanza. Sabato 4 gennaio per accoglierci nel modo più
simpatico possibile hanno militarizzato Piazza del Duomo di Crema con 100
agenti tra poliziotti e carabinieri. Il risultato: Azione Giovani con non più
di 30 militanti è stata libera di fare ciò che ha voluto tra cui scavalcare il
cordone dei carabinieri per cercare di caricarci e al termine della
manifestazione risalire le vie laterali del centro per tenderci un’imboscata
alle spalle mentre noi, che al culmine della presenza saremo stati circa 70 tra
Prc, Gc, alcuni attivisti e simpatizzanti del Csp e autonomi, siamo stati
caricati indiscriminatamente per ben 3 volte dalla celere riportando in tutto 4
feriti.
La stampa borghese ha come
al solito stravolto i fatti! Questo numero del giornale esce troppo a ridosso
dei fatti per dedicare lo spazio necessario alla questione, ma una cosa va
detta: se la stampa locale ha chiamato noi neocomunisti perché ha chiamato loro
ramelliani? Avrebbero dovuto chiamarli neofascisti! Chiamino le cose con il
loro nome, noi siamo e saremo sempre, non l’abbiamo mai negato e mai lo
negheremo, COMUNISTI e loro sono e saranno sempre, sono i fatti a dimostrarlo,
i soliti FASCISTI!
Come combattere i fascisti
in passato come oggi? Non tanto con l’azione diretta di qualche avanguardia
che, sostituendosi alle masse, prende su di sé il ruolo di eliminare i
fascisti, ricorrendo al semplice scontro fisico. I fascisti vanno sconfitti con
una battaglia politica che miri a smascherarli e spieghi il loro ruolo storico
nelle scuole, sui posti di lavoro e tra la gente. Quando le masse, e non delle
avanguardie isolate, capiranno, saranno loro stesse a rispondere anche
fisicamente non solo ai fascisti ma anche ai loro “cani da guardia” poliziotti
e carabinieri.
Come Comitato in difesa
della Scuola Pubblica abbiamo ritenuto indispensabile rispondere immediatamente
a simili episodi. Da 30 anni a Crema la polizia non caricava indiscriminatamente
un presidio tenuto da attivisti di sinistra. Il loro obiettivo è incutere paura
a tutti coloro che vogliano scendere in piazza per protestare contro questo
sistema. Hanno colpito noi per spaventare qualsiasi studente o lavoratore. Per
questo abbiamo indetto immediatamente uno sciopero studentesco con presidio nel
centro città che dia una riposta compatta alla repressione della polizia.
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