FalceMartello n°
162 * 10-01-2003
Morti sull’altare del
profitto
Mercoledì 18 dicembre 2002
a Milano due operai hanno perso la vita nell’ennesimo e agghiacciante incidente
sul lavoro. Sono morti schiacciati mentre svolgevano il loro lavoro di
manutenzione all’interno di una gigantesca pressa adibita al riciclaggio di rifiuti
urbani. Ex-operai della Falck di Sesto San Giovanni, ricollocati in una ditta
di compostaggio dei rifiuti urbani dopo che nel 1995 ha chiuso l’acciaieria. Ricollocati
dove? In via Rubattino, a Lambrate, dove nel 1993 chiudeva l’Innocenti e altri
lavoratori subivano la stessa sorte: cassa integrazione, mobilità,
licenziamento e per i più fortunati prepensionamento.
I dati dei morti sul
lavoro sono una realtà devastante, solo nella provincia di Milano sono morti
centosette lavoratori nel 2001, trentanove l’anno precedente. Un’indagine
dell’Inail dichiara che dal 1997 al 2001 gli incidenti mortali nella provincia
milanese sono aumentati del 101%, tendenza che si conferma su tutto il
territorio nazionale. Sono infatti in media quasi 1.400 all’anno “le morti
bianche” in Italia. E circa 1 milione all’anno gli infortuni. Senza contare che
alle statistiche sfuggono le vittime e gli infortuni del lavoro sommerso, che
sempre secondo l’Inail sono oltre 4 milioni. Una mattanza continua che solo i
lavoratori possono fermare.
Non possono fermarla i
vertici sindacali che davanti a queste tragedie si limitano a dichiarazioni che
dimostrano solo la loro incapacità. Come quella di Epifani, il segretario
nazionale della Cgil: “Si continua a morire troppo: l’Italia, pochi lo sanno,
ha la maglia nera nella classifica europea. Siamo il paese che ha più morti per
incidenti sul lavoro all’anno. Vorrei che qualcuno ci pensasse e che il governo
facesse qualcosa.” (Il Manifesto 19 dicembre 2002)
L’aumento forsennato di
contratti flessibili, le innumerevoli deroghe concesse ai padroni per allargare
sempre di più la fascia di lavoratori ricattabili, l’accettazione di aumenti
dei ritmi sempre più assurdi, sono alla base di questi incidenti nelle
fabbriche e nei cantieri. Questi sono i frutti della concertazione e dunque il
fallimento della politica sindacale di questi anni.
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