FalceMartello n° 157 * 30 Maggio 2002

Solidarietà internazionale ai lavoratori pakistani

Pubblichiamo questo appello mentre la situazione di tensione fra India e Pakistan rischia di precipitare dopo gli scontri di artiglieria in Kashmir e gli ultimi test nucleari voluti dal generale Musharraf. Si tratta di un’avventura disperata di un regime traballante, che con la repressione interna e alimentando l’isteria nazionalista tenta di prolungare la propria agonia. Nei prossimi giorni seguiremo l’evolversi della situazione, che indubbiamente rischia di avere serie conseguenze per i nostri compagni arrestati e per tutti i lavoratori pakistani, attraverso il nostro sito.

Abbiamo ricevuto la notizia dal Pakistan che Hameed Khan, il dirigente dello sciopero vittorioso dello scorso novembre dei dipendenti pubblici di Quetta, è stato nuovamente arrestato il 22 aprile insieme ad altri dirigenti sindacali e lavoratori in mobilitazione.

Le mobilitazioni vittoriose del novembre scorso hanno dato fiducia a tutti i lavoratori sulla possibilità di ottenere risultati dalla lotta. Così al sindacato dei dipendenti governativi, di cui è dirigente Hameed Kahn, altri sindacati, sotto la pressione dei lavoratori, si sono uniti nella richiesta di aumenti salariali.

È stato formato un comitato d’azione sotto la direzione del Ptudc (Pakistan Trade Union Defence Campaign) al quale hanno aderito la Federazione del Lavoro del Baluchistan, il Sindacato degli impiegati pakistani, la Federazione dei paramedici pakistani e il Sindacato dei dipendenti governativi. Questo comitato ha l’obiettivo di ottenere un aumento del 40% dell’indennità per i dipendenti pubblici. Anche gli insegnanti con il loro sindacato hanno sostenuto l’iniziativa.

Dopo mesi di agitazione per la prima volta lo sciopero dei lavoratori del 22 aprile ha visto una manifestazione di piazza che ha riscosso un grande successo portando nelle strade di Quetta oltre 2mila lavoratori.

Proprio questo successo non poteva essere tollerato dalle autorità governative che sono passate alla violenza e agli arresti indiscriminati. Alla trentina di arresti di quella giornata si sono uniti altri 300 arresti eseguiti nel corso delle proteste delle settimane successive.

Il Primo maggio scorso ha visto iniziative partecipate in tutto lo Stato pakistano in cui i lavoratori hanno chiesto il rilascio immediato dei lavoratori e dei sindacalisti ingiustamente arrestati.

Il governo ha risposto annunciando 1.125 licenziamenti fra i dipendenti pubblici nei vari dipartimenti di Quetta.

I lavoratori del Baluchistan hanno alzato la testa e mostrano la loro forza e il loro coraggio nello sfidare il marciume del capitalismo pakistano.

Rispondiamo al loro appello contro l’arroganza della dittatura militare di Musharraf con la solidarietà internazionale dei lavoratori: un attacco a uno di noi è un attacco a tutti noi!

Potete inviare messaggi di protesta ai seguenti recapiti:

Presidente del Pakistan: ce@pak.gov.pk

Ministero dell’interno: minister@interior.gov.pk

Federal Interior Minister

Ministry of Interior

‘R’ Block

Federal Secretariat,

Islamabad - Pakistan

The Governor of Baluchistan

Mr. Justice (Retired) Amir Ul Mulk Mengal

Governor House

Quetta - Pakistan

Ambasciata Pakistana in Italia

via della Camilluccia - Roma

Fax: 06-36 30 19 36

Copie dei messaggi di protesta dovrebbero essere inviate a:

Pakistan Trade Union Defence Campaign: ptudc@nexlinx.net.pk

e a nostravoce@yahoo.it

Offerte di sostegno possono essere versate sul CCP 11295201 intestato ad AC Editoriale, Milano, specificando chiaramente nella causale "sostegno al Ptudc", oppure attraverso il sito www.ptudc.org


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