FalceMartello n° 157 * 30 Maggio 2002

Cosenza

Dalla proposta di sinistra plurale all’alleanza con la Margherita

Il Prc passa dalla proposta di sinistra plurale, modello largamente fallito in Europa e nel mondo (vedi Francia), all’alleanza nelle amministrative, con la Margherita e la lista Di Pietro: è il caso di Cosenza e di altri importanti centri della provincia.

di Geppino Aurelio Parrilla

Bisogna precisare che, queste scelte sono state imposte con metodi non sempre corretti e democratici; in tal senso, è doveroso ricordare il documento di dissenso, sottoscritto da quasi 20 compagni del circolo di Cosenza, per lo più Giovani Comunisti, in cui si criticava aspramente l’alleanza con il centro borghese e i metodi d’imposizione dall’"alto" delle strategie del Partito, vera e propria consuetudine nella Federazione di Cosenza.

Peraltro queste intese elettorali con il centro moderato, da alcuni compagni elevate a teoria, definita "alleanza dei piccoli partiti", vorrebbero, nelle loro finalità, isolare e ridurre il peso dei Ds al fine di ottenere posti di maggior rilievo (nel caso di Cosenza la poltrona di vicesindaco) nelle amministrazioni comunali. Vedremo se i risultati – in termini puramente elettorali – arriveranno; siamo invece sicuri che, i risultati in termini di programmazione, progettualità, gestione finanziaria ed amministrativa non potranno arrivare.

Rifondazione Comunista non dovrebbe avere nulla da spartire con certi signori coinvolti nella passata gestione Mancini; personaggi come Paolini e Perugini (candidato a sindaco per la Margherita, Rifondazione Comu-nista e Lista Di Pietro) si sono distinti soltanto per l’atteggiamento camaleontico, l’opportunismo e il clientelismo. Perugini, come altri candidati, è espressione dei poteri forti e delle oligarchie presenti sul territorio, distante anni luce dalle esigenze dei lavoratori, dei sempre più numerosi disoccupati, degli strati più poveri ed emarginati della città.

Nella città di Cosenza sarebbe necessario marcare le differenze sostanziali fra il Partito della Rifondazione Comunista e gli altri partiti del centro e della sinistra, coinvolti in note dinamiche clientelari, con nessuna volontà di rinnovarsi. È importante evidenziare queste differenze attraverso un programma avanzato per la guida della città, che preveda:

1) il massiccio attacco alla disoccupazione tramite la creazione di nuovi posti di lavoro alle dipendenze del Comune;

2) la stabilizzazione totale di tutti gli Lsu – Lpu;

3) la stabilizzazione e la garanzia dei diritti previsti dallo Statuto dei Lavoratori per gli oltre 500 lavoratori delle cooperative sociali;

4) la riqualificazione urbanistica delle periferie degradate;

5) la creazione di spazi di aggregazione sociale e culturale nelle aree periferiche;

6) l’annoso problema del traffico, dei parcheggi e del conseguente inquinamento che non si risolve certo, con la realizzazione di nuovi spazi destinati ai parcheggi a pagamento, ma attraverso il forte potenziamento dei trasporti pubblici urbani ed extraurbani, in particolare i collegamenti con l’Università della Calabria, con tariffe progressive al reddito e trasporti gratuiti per i numerosi lavoratori pendolari, gli anziani, gli studenti e i disoccupati.

Oggi, Rifondazione sceglie un accordo con il centro moderato; noi non boicotteremo la campagna elettorale (come alcuni compagni propongono), lavoreremo per la crescita, anche in termini elettorali, del Prc, ma allo stesso tempo non abbandoneremo la battaglia nella Federazione per ristabilire il dibattito democratico interno e mutare le posizioni politiche espresse dal Partito.

Un capitolo a parte spetta alle scelte ambigue espresse dai compagni di Progetto Comunista. Ciò che accade per le elezioni amministrative rasenta il ridicolo. Naturalmente nei dibattiti riguardanti l’atteggiamento che il Prc doveva assumere nell’appuntamento elettorale, i compagni di Progetto Comunista erano d’accordo con la nostra posizione, di ritenere impraticabile l’ipotesi di un’intesa elettorale con la Margherita; erano d’accordo nell’avversare la candidatura Perugini a Sindaco della città di Cosenza. Non si capisce però, quale strategia illuminata (che fine ha fatto la proposta del "Polo Autonomo di Classe"?) ha portato il compagno Salvatore Proven-zano – membro uscente della minoranza al Comitato politico nazionale, fra i massimi esponenti meridionali di Progetto Comunista – a candidarsi nelle elezioni amministrative. Non si può dichiarare e scrivere di non condividere le scelte dell’attuale gruppo dirigente di Cosenza e poi voler governare la città insieme alla Margherita e alla lista Di Pietro che, fra gli altri, annovera nelle sue fila l’ex missino Donnici. Ciò che caratterizza i rivoluzionari non sono i paroloni altisonanti, non è il cieco estremismo teorico, ma come diceva Gramsci la fusione tra Teoria e Praxis. È nell’agire quotidiano che si distingue e si costruisce una tendenza rivoluzionaria.

15 maggio 2002


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