Modena - Vittoria alla Smalti
Molto più di un rinnovo contrattuale
I
lavoratori della Smalti Modena hanno concluso la battaglia riguardante il rinnovo del contratto aziendale. Il risultato della vertenza è stato non solo un importante passo in avanti in termini di diritti e salario, ma è stato soprattutto l’apertura, in un’azienda associata a Federmecca-nica, di un principio importante che va a colpire al cuore e scardinare uno degli assi portanti della politica della concertazione: il salario legato alla produttività.All’inizio dell’anno la Rsu, ha presentato, dopo averla discussa e stilata assieme ai lavoratori, una piattaforma che tra le altre cose chiedeva un aumento annuale fisso di 2milioni 400mila lire al terzo livello e la riduzione dell’orario di lavoro per i turnisti, un aumento delle pause per i part-time e una maggior agibilità della Rsu medesima.
Dopo una riflessione di oltre un mese e mezzo (sic!) l’azienda ci convoca per il primo incontro all’inizio di marzo e quello che ci comunica è perentorio quanto sintetico: "non accettiamo le vostre richieste perché… non è il momento!" adducendo motivi quali il mercato in crisi, ecc.
La provocazione ci è parsa subito evidente ed inaccettabile dato che avevamo i magazzini pieni di materiali e ordinativi. Ma se anche così non fosse stato non avremmo comunque accettato di far pagare un calo delle commesse ai lavoratori visto che non è il padrone che da a noi lo stipendio ma siamo noi che diamo a lui i profitti con il nostro sudore! Dunque dopo una consultazione con l’assemblea di fabbrica abbiamo indetto 8 ore di sciopero per il giorno 19 marzo in concomitanza con le 4 ore di sciopero generale indetto da Cgil-Cisl e Uil per la difesa dell’art.18. Nonostante le calunnie e le provocazioni dell’azienda (come il mettere in giro la voce che il nostro sciopero non era appoggiato dalla Fiom ma era una iniziativa della sola Rsu, ecc.) lo sciopero ha visto un’adesione del 97% e oltre la metà dei lavoratori al picchetto davanti ai cancelli. Se a questo si aggiunge che anche le 4 ore di sciopero indette per il giorno seguente a causa dell’assassinio Biagi hanno avuto la stessa adesione e soprattutto hanno assunto anch’esse una connotazione di contestazione dell’azienda si può capire quali rapporti di forza si fossero creati e di quale appoggio abbia goduto la Rsu.
Trascorsi alcuni giorni e non avendo rilevato "apparentemente" alcuna reazione dell’azienda, capendo che l’intento del padrone (su consiglio di Federmeccanica) era quello di prendere tempo e far sgonfiare la tensione e la rabbia dei lavoratori, abbiamo indetto altre 8 ore di sciopero per la settimana seguente. A questo punto l’azienda torna sui suoi passi e ci richiama al tavolo proponendo di darci 2milioni e 200mila al terzo livello fissi, di cui 1milione e mezzo in paga oraria e 700mila in 2 tranches annuali, 5 minuti di pausa in più per i part-time e chiedendoci di far partire la riduzione dell’orario con il nuovo contratto ovvero alla fine del 2005. La proposta ci è parsa buona ma naturalmente prima di firmare alcunché abbiamo consultato i lavoratori i quali all’unanimità ne hanno accettato i contenuti.
Questa vittoria dimostra come la lotta non solo paghi, ma sia l’unico strumento che possa portarci a vincere le battaglie che stiamo affrontando e che affronteremo (a partire dall’art.18). Si è affermato un principio, ma naturalmente non è una fabbrica tutto sommato di modeste dimensioni (100 dipendenti) come la nostra che può far la differenza. Sono le grandi aziende che possono fare da spartiacque, a cominciare dalla Fiat dove il contratto è ancora in alto mare e dove si minacciano migliaia di licenziamenti.
È ora di dire basta, è ora di passare al contrattacco, i lavoratori della Smalti hanno dato un esempio ma spetta alla classe operaia nel suo insieme costruire una svolta in tutte le aziende. Per un nuovo autunno caldo! Avanti!
di Paolo Brini (delegato Smalti-Modena)