Fiat di Melfi:
la favola dell'occupazione al sud!Il governo nella sua propaganda contro l'articolo 18 e la straordinaria mobilitazione parla di scioperi dei "garantiti contro i giovani e l'occupazione nel sud". Questa tesi è stata più volte usata demagogicamente in questi anni dai governi che si sono succeduti e dalla Confindustria per precarizzare il lavoro al sud e chiudere stabilimenti e licenziare al nord. Proprio la FIAT negli anni '90 ha licenziato in massa dove il lavoro era più costoso (vedi Arese) e ha aperto a Melfi. Pensiamo che questa breve intervista di un lavoratore di Melfi possa esprimere meglio quanto sia realmente avvenuto, precarizzazione e peggioramento delle condizioni di lavoro e profitti per l'impresa.
A cura di Valeria Cosola
FM: Lavori in FIAT da quasi sei anni; secondo te, quale è stato l’impatto con il territorio da parte dell’azienda?
Penso che l’azienda abbia solo in parte cercato di integrarsi con il territorio. E’ stato creato per noi dipendenti un campo sportivo, c’ è la "CEDAS" che è proprio un’associazione sportiva per noi dipendenti; ma più che integrazione con il territorio secondo me questa è semplicemente politica aziendale.
Con che tipo di contratti vengono assunti gli operai della FIAT?
Per i primi due anni siamo stati assunti tutti con contratti di formazione, con una paga base di circa 1,4 milioni di lire al mese. Molti contratti sono stati rinnovati, buona parte dei dipendenti ha deciso di andarsene, altri sono stati licenziati. Attualmente, se non ci saranno nuove assunzioni, fra circa sei mesi scadranno gli ultimi contratti di formazione.
I contratti di Melfi, sono diversi e peggiorativi in quanto a garanzie rispetto a quelli della Mirafiori di Torino e se non erro, voi guadagnate anche meno…
Il nostro contratto non è FIAT AUTO ma SATA. Non c'è il diritto alla tredicesima, che dicono essere inglobata in un premio di competitività pagato ogni mese con lo stipendio. E' inutile dire che noi operai preferiamo la tredicesima!
Inoltre la maggiorazione per la notte a Melfi è del 50%, alla Mirafiori e del 60%; considerato il numero di operai pur guadagnando meno a Melfi si producono più auto. Produciamo guadagnando meno degli operai della Mirafiori 1500 auto al giorno, circa 500 a turno.
Per quanto riguarda i turni come sono strutturati?
Il primo turno va dalle 6 a.m. alle 13:15; il secondo dalle 14:00 alle 21:15, L’ultimo dalle 22:00 alle 05:15. lavoriamo 6 giorni su 7, e la combinazione dei turni prevede pochissimi giorni di riposo.
Sempre a proposito di turni, quello notturno è svolto anche dalle donne?
Si. Non si tiene alcun conto del diverso bioritmo. Capita spesso che le donne, mamme soprattutto, si offrano di lavorare di notte per guadagnare di più, perché ci sono molte situazioni di donne con figli a carico e mariti disoccupati.
Si parla spesso di morti bianche; per la prevenzione, la FIAT vi fornisce di tutte le attrezzature necessarie a tutelarvi?
In parte; spesso dobbiamo essere noi ad insistere. A proposito di salute posso dirti che so di colleghe che prendono Aulin ogni giorno per i forti dolori alle mani. C’è una malattia da lavoro, naturalmente non riconosciuta come tale, la "sindrome del tunnel carpale", che colpisce polsi e tendini. Tra l'altro potremmo benissimo essere accusati di non avere maneggiato bene i macchinari.
Per la difesa dei tuoi diritti, ritieni che il sindacato stia facendo interamente gli interessi dei lavoratori?
Sono molto scontento del sindacato; anche fra noi operai non c’è coscienza sindacale.
I sindacalisti, secondo me, si lasciano facilmente inglobare dai meccanismi aziendali e spesso trascurano addirittura le leggi che ci tutelano.
Cosa ne pensi del progetto riguardante un eventuale contenimento dei salari e la libertà di licenziamento?
Sarebbe una pugnalata, una spada pendente sulle nostre teste! Non sarei magari nemmeno più libero, un giorno di dire di non sentirmi bene…
Ritengo già che, purtroppo com’è per milioni di persone nel mondo, la vita si esaurisca con il lavoro. Lavorando in linea ho notato un forte condizionamento nei rapporti umani: parli e vivi solo con i colleghi, perdi i contatti con gli amici di sempre. Tutto si riduce a dormire, lavorare…aspettando il giorno di riposo.
Avremmo piuttosto bisogno di più tempo libero per la famiglia, per gli amici, per i nostri interessi e questo è molto importante. Inoltre la nostra fabbrica è lontana da ogni centro abitato, quindi, soprattutto per gli operai che viaggiano, coltivare un hobby può diventare un ulteriore sacrificio.