FalceMartello n° 156 * 24 Aprile 2002

Cgil Bologna Quando si boicotta un funzionario scomodo

Una vicenda istruttiva

Da mesi stiamo pubblicando articoli sulla lotta dei lavoratori interinali della TIM di Bologna e sulle loro posizioni. Questi lavoratori stanno sfidando la loro condizione di precariato ed hanno messo da parte le loro paure per lottare contro il padrone TIM e le agenzie interinali.

Nell’ultimo numero di Falcemartello Mario Iavazzi ci parlava della massiccia adesione dei lavoratori interinali all’elezione dei delegati che ha dato vita a una rappresentanza. Un risultato straordinario e una novità per gli interinali che tra l’altro ha costretto le agenzie interinali a trattare dopo un precedente loro rifiuto. Per questi motivi, ma particolarmente per la piattaforma combattiva che hanno saputo costruire in questi mesi, la lotta degli interinali della TIM di Bologna sta diventando un esempio per il movimento operaio ed una lotta simbolica contro il lavoro precario.

Mario Iavazzi, che tra l’altro è un sostenitore convinto delle idee rivoluzionarie di questa rivista, da mesi sta seguendo questa vertenza per il Nidil-Cgil di Bologna, e ha dato un contributo alla costruzione della mobilitazione partendo dalla necessità di organizzare i lavoratori nella difesa dei loro interessi. Ma la Cgil di Bologna ha deciso di spostare Mario nella struttura dei servizi, che non ha il compito di organizzare i lavoratori e costruire vertenze. Anche noi, come i lavoratori interinali della TIM che sono a conoscenza del caso, ci chiediamo su quale principio si facciano queste scelte. Mario sta dando un contributo fondamentale alla lotta contro il lavoro precario, tra l’altro raccogliendo nuove adesioni alla Cgil. La scelta della segreteria bolognese della Cgil ci sembra assurda ed inaccettabile.

Per questo pubblichiamo volentieri una lettera aperta di alcuni delegati e lavoratori interinali alla quale ci associamo completamente.

La redazione

All’attenzione della Segreteria della Cgil e Nidil-Cgil di Bologna

È con sorpresa che abbiamo appreso della decisione della Cgil di Bologna di trasferire Mario Iavazzi in maniera definitiva dal Nidil-Cgil ad altri incarichi. Fin dal principio ha seguito noi lavoratori e lavoratrici interinali della TIM nella costruzione di un primo nucleo di organizzazione sindacale.

Nella vertenza che abbiamo in corso attualmente con le agenzie interinali e TIM abbiamo conseguito, caso quasi unico a livello nazionale, l’elezione di una rappresentanza dei lavoratori interinali. Lo sciopero del 21 dicembre ha dimostrato le potenzialità della nostra vertenza e la necessità di un salto di qualità nella direzione di generalizzare la vertenza dei precari e dei lavoratori interinali a partire dai call centers.

Per questo ci chiediamo su quali basi viene presa una decisione del genere. Qual‘è il principio che spinge la Cgil a spostare un suo funzionario che fino ad oggi aveva seguito insieme a noi l’attività con buoni risultati, che era stato presente alle nostre riunioni, alle assemblee, e che insieme a noi ha scritto volantini e documenti?

Il trasferimento di Mario avverrebbe proprio ora che siamo nella fase più importante della vertenza che avrebbe invece bisogno di un rilancio.

Noi delegati, anche grazie al Nidil, abbiamo costretto le agenzie interinali a incontrarci e abbiamo fatto capire che da oggi gli interinali non sono persone alle quali si può chiedere di tutto e che dicono sempre di si. Abbiamo capito, anche grazie a questa esperienza, che organizzandoci, è possibile imporre il nostro volere.

Ora la vertenza deve essere sviluppata, vogliamo lottare perché in TIM, ma anche in altre aziende, il lavoro sia stabile, e la nostra lotta può essere simbolica per gli altri lavoratori. Il Nidil dovrebbe fare lo stesso anche in altri luoghi di lavoro.

Noi sappiamo che Mario non solo condivide queste idee ma pensa che questa sia la politica che lui vorrebbe sostenere con il Nidil.

Pertanto chiediamo alla segreteria della Cgil di tornare indietro rispetto a questa decisione e riteniamo che Mario piuttosto dovrebbe dedicarsi maggiormente al compito fondamentale del lavoro fra gli atipici, in TIM come altrove, per la stessa costruzione del Nidil, al quale chiediamo un incontro quanto prima.

Delegati e lavoratori interinali di TIM iscritti e non iscritti al Nidil - Bologna, 15 aprile 2002

• Primi firmatari •

Domenico Conte (delegato interinale-iscritto Cgil-Nidil)

Annamaria Quadrelli (delegata interinale-iscritta Cgil-Nidil)

Simone Fadda (delegato interinale-iscritto Cgil-Nidil)

Daniele Robazza (delegato interinale) Tommaso Barone (delegato interinale)

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