Csp di Aversa sull’8 marzo
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, è stato organizzato daile compagne del CSP di Aversa (Ce) un incontro-dibattito sul tema dell’emancipazione femminile a cui hanno partecipato una ventina di studenti.
di Mariella Fini
L’idea è nata da un’analisi del contesto sociale e culturale della zona. L’hinterland napoletano, difatti, rappresenta una realtà molto complessa, in cui brandelli di stato sociale si affiancano alle leggi della malavita organizzata. Il tasso di disoccupazione raggiunge picchi elevati, tra i più alti d’Italia.
In questa situazione, la figura della donna ne esce sminuita, ridotta a quello che viene definito "ruolo naturale".
Non c’è da stupirsi, quindi, se l’attuale condizione femminile, da queste parti, è ancora subordinata prepotentemente alla figura maschile. Non soltanto per le donne è quasi impossibile trovare un regolare impiego lavorativo, ma molte sono costrette ad abbandonare l’istruzione scolastica prima della maturità superiore.
La volontà di reagire da parte di alcune ragazze della città, è certamente sintomo di un fermento sociale, che sta maturando dalla presa di coscienza di una condizione sociale inaccettabile.
Da qui, nasce l’iniziativa, organizzata dal CSP di Aversa, di fornire uno stimolo alla nuova generazione.
Lungi dall’esser stata una mera discussione monotematica, ha colpito l’entusiasmo partecipativo, in cui gli interventi sul tema principale si fondevano con ulteriori questioni sociali. Ed è emerso chiaramente che la lotta per l’emancipazione femminile non è dissociata dalla lotta per la liberazione dell’individuo dal sistema capitalista.
Ciò che è importante notare, è la voglia di cambiamento, e quindi di contestazione, che ormai non si limita unicamente alle realtà metropolitane, ma comincia ad affiorare anche dai piccoli centri.