FalceMartello n° 155 * Marzo 2002

All’università di Milano ritorna la lotta

La contro-riforma dell’università, targata centro-sinistra e lasciata invariata dal centro-destra, sta facendo sentire da settembre le sue conseguenze nefaste. All’università Statale di Milano lo scontento accumulatosi tra gli studenti era evidente.

di Sara Parlavecchia

A dicembre alcuni studenti del primo anno di Lettere e Filosofia si sono riuniti in un’assemblea spontanea alla fine di una lezione appena avuta la notizia che per i nuovi iscritti gli appelli d’esame sarebbero stati ridotti da 11 ad 8. Come Collettivo Universitario Pantera abbiamo individuato in questa questione la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso. La riduzione degli appelli d’esame concentra gli esami in alcuni mesi. Questo li rende affollati tanto che in alcuni esami gli studenti sono stati interrogati cinque alla volta. E’ un attacco inoltre a quegli studenti che studiano e lavorano contemporaneamente che dovrebbero avere gli esami diluiti lungo tutto l’arco dell’anno. La difficoltà consisteva nello spiegare che, nonostante quest’attacco riguardasse solo gli studenti del primo anno, dovevamo reagire uniti per evitare che un domani la riduzione degli appelli riguardasse tutti gli studenti. Per questo il Collettivo Universitario Pantera ha promosso una petizione contro la riduzione degli appelli d’esame, allargando però la piattaforma di lotta e inserendo nella petizione anche la lotta contro la riduzione delle borse di studio e il meccanismo del salto d’appello obbligatorio. Le borse di studio erano 10.000 fino a poco tempo fa. In due anni sono state più che dimezzate: ne sono state promesse 4.500 di cui ne verranno assegnate soltanto 2.200. Il salto d’appello è un meccanismo, invece, secondo cui lo studente che viene bocciato ad un esame non può ridarlo all’appello successivo ma soltanto a quello dopo ancora.

La raccolta di firme è stata fatta andando aula per aula. In poco tempo abbiamo raccolto 1.100 firme. Le abbiamo consegnate agli organismi universitari interessati. Dopo una prima risposta negativa, ci è stata proposta una mediazione: la concessione di un appello straordinario ad aprile. Non abbiamo accettato un simile compromesso che puntava a darci una misura provvisoria al posto di una concessione definitiva solo per far rientrare la lotta. Per questo mercoledì 20 marzo abbiamo convocato una mattinata di sciopero universitario delle facoltà di Lettere e Filosofia e Giurisprudenza con concentramento davanti all’aula magna.

Su una popolazione di 3.000 frequentanti è difficile dire quanti abbiano protestato attraverso la semplice astensione delle lezioni. Invece al presidio hanno preso parte circa 500 studenti. Dopo un’assemblea di circa un’ora dove è stata eletta democraticamente una delegazione per le trattative, abbiamo preso la decisione di svolgere un corteo esterno breve che arrivasse fino ad alcuni uffici dell’Isu: istituto per il diritto allo studio, responsabile del taglio delle borse di studio. 500 studenti sono solo l’inizio: il nostro obiettivo è che questi siano semplicemente il nucleo che anticipi le lotte di diverse migliaia di studenti universitari.


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