FalceMartello n° 153 * 20-12-2001

Grande manifestazione a Madrid il 1° dicembre

Studenti spagnoli in lotta contro il governo di destra

Un grande movimento di massa sta lottando contro la politica educativa del governo di destra. La profondità di questa mobilitazione è ben testimoniata da un editoriale uscito su El Paìs (principale giornale della borghesia spagnola) il 15 novembre, in cui si premeva sul governo perchè apra un negoziato per scampare i pericoli che questa situazione determina. Ma nonostante questo, Aznar e la direzione del Partido Popular, stanno optando per la soluzione repressiva e prepotente.

di Miriam Municio (Segretaria generale Sindicato de Estudiantes - SE)

Nel mese di settembre il Sindicato de Estudiantes (SE) partecipò a diverse riunioni dal carattere unitario con le altre realtà studentesche presenti all’università. L’idea era quella di convocare una manifestazione per il mese di ottobre, ma quasi tutti gli altri gruppi dicevano che “non bisognava precipitare le cose” perchè l’ambiente era complicato.

Di fronte allo scetticismo, la decisione del SE di promuovere la manifestazione del 25 ottobre fu una scelta decisiva per dare alla lotta il carattere di massa che ha assunto. Il 25 ottobre ci furono manifestazioni in più di 50 città alle quali parteciparono 75mila studenti (15mila a Madrid, 15mila a Barcellona, 6mila a Valencia, 8mila a Sevilla, 2mila a Tarragona).

In quel momento le categorie degli insegnanti di CC.OO. e Ugt (i due principali sindacati spagnoli) dichiararono la loro disponibilità a convocare uno sciopero generale all’Università assieme agli studenti. In Galizia si convocarono delle assemblee alle quali parteciparono migliaia di studenti, a Santiago de Compustela e a Vigo. A Sevilla, delegazioni studentesche vedendo un ambiente favorevole alla lotta decisero di convocare uno sciopero il 23 ottobre.

A Madrid nel frattempo, CCOO e Ugt decisero di convocare uno sciopero generale dell’università per il 7 novembre, manifestazione che venne convocata assieme al Sindicato de Estudiantes.

La manifestazione ebbe un successo impressionante nonostante il boicottaggio attivo di diverse organizzazioni studentesche, che in modo settario si sono opposte a una manifestazione unitaria con i professori e il personale dell’Università. Ci sono state oltre 50 manifestazioni con più di 200mila studenti (50mila a Madrid, 10mila a Barcellona, 25mila a Sevilla, 15mila a Valencia, 10mila a Valladolid, 20mila a Santiago).

La manifestazione del 7 dimostrò, oltre alla profondità della lotta, la disponibilità a partecipare di migliaia di professori, molto critici con la politica concertativa sostenuta per anni dalle direzioni di CC.OO e Ugt.

La lotta si estende

I giovani esprimevano il loro rifiuto contro la politica del governo. Proprio in Galizia dove il PP ha vinto recentemente le elezioni il movimento è enorme, estremamente politicizzato contro la destra.

In particolare a Santiago de Compustela in molte facoltà lo sciopero è durato per oltre 20 giorni.

In un contesto del genere era inevitabile che la manifestazione del 14 novembre fosse un successo totale. Sono scesi in piazza 300mila studenti ai quali bisogna sommare i 100mila di Barcellona che hanno manifestato il giorno prima. A questa manifestazione hanno aderito tutte le organizzazioni studentesche, anche quelle che non avevano partecipato il 25 ottobre e il 7 novembre.

Il problema che si pose a un certo punto era come continuare la lotta dopo il 14 novembre vista l’assoluta indisponibilità mostrata dal governo a fare concessioni.

Il SE ha proposto ai sindacati di convocare uno sciopero generale di tutta la comunità educativa, ma questi ovviamente hanno respinto la proposta. I dirigenti dei CC.OO. e UGT vedevano questa mobilitazione in contrasto con la loro strategia centrata sui negoziati con il governo per stabilire un nuovo patto sociale. Se si sono spinti oltre lo si deve alle pressioni che ricevevano dal basso.

Centinaia di professori universitari con contratti precari a Santiago, Malaga e Sevilla, si stavano mobilitando prescindendo dai sindacati.

Queste pressioni hanno spinto CC.OO. e UGT a convocare una Marcia su Madrid il 1° dicembre che è stata appoggiata sin dall’inizio dal Sindicato de Estudiantes. La questione sollevata era come assicurare il successo della marcia e dall’altra parte evitare la dispersione del movimento in scioperi indefiniti e mobilitazioni scoordinate. Per risolvere entrambi i quesiti il SE ha convocato uno sciopero generale per il 28 novembre.

Lo sciopero del 28 novembre rappresentò un ulteriore passo in avanti. Nonostante il boicottaggio dei mezzi di comunicazione della borghesia, che hanno fatto di tutto per occultare la convocazione e l’opposizione settaria di alcuni gruppi universitari, la manifestazione del 28 è riuscita a mobilitare 2 milioni di studenti medi e centinaia di migliaia di universitari. In Galizia c’è stata una marcia su Santiago de Compostela con 50 mila studenti; a Madrid alla manifestazione convocata dal SE c’erano 30 mila persone e 200mila in tutto lo Stato.

Tutte le prospettive per la marcia su Madrid dell’1 dicembre erano positive. In questo processo, i gruppi estremisti all’università che avevano boicottato le manifestazioni del 25 ottobre, del 7 novembre e del 28 novembre, decisero di boicottare la marcia statale per organizzare la loro “marcia alternativa”. Il loro slogan era: “Fuori i politici, siamo studenti”. Con questo slogan rivelavano il loro distacco dalla realtà. La loro intenzione era quella di appoggiarsi sui pregiudizi contro le organizzazioni che esistevano in certi settori studenteschi.

Ovviamente questa rivendicazione è assolutamente reazionaria, perchè fa il gioco della destra che accusa gli studenti di essere strumentalizzati dai politici e soprattutto divide gli studenti dagli insegnanti e i lavoratori della scuola che il 1° dicembre sono scesi in piazza per difendere la scuola pubblica.

Il 1° dicembre CC.OO. e UGT assieme al SE hanno organizzato 550 autobus da tutto il paese diretti a Madrid. A mezzogiorno più di 300mila studenti con i professori e i lavoratori di tutto il paese, riempivano il centro di Madrid. Mai nella storia del paese c’era stata una manifestazione in difesa della scuola pubblica di queste dimensioni. Il ruolo del SE è stato riconosciuto generalmente. Abbiamo organizzato numerosi spezzoni di studenti che urlavano slogan con un chiaro carattere di classe. C’erano centinaia di bandiere rosse con la falce e il martello e striscioni che chiedevano lo sciopero generale.

I militanti del SE hanno distribuito 15mila volantini chiedendo a CC.OO. e UGT la convocazione dello sciopero generale di tuttà la comunità scolastica. Al comizio conclusivo mentre i dirigenti sindacali intervenivano dal palco, sotto lo sguardo attonito di Zapatero e Llamazares (leader del Psoe e Izquierda Unida), il SE ha aperto un gigantesco striscione che chiedeva lo sciopero generale, accolto da applausi e grida di approvazione da migliaia di giovani.

Alla manifestazione “alternativa” dei gruppetti settari c’erano non più di 3mila persone, un disastro che ancora oggi non hanno finito di digerire.

In questo momento la lotta è entrata in un punto decisivo, il governo ha ignorato la manifestazione, la cosa ha fatto indignare i lavoratori e gli studenti.

La pressione della base sindacale a favore dello sciopero generale è sempre più forte anche se i dirigenti resistono. Per quanto ci riguarda la lotta continua, abbiamo convocato per il 19 dicembre, il giorno prima dell’approvazione della legge in Parlamento, una nuova manifestazione.

In ogni caso niente sarà più come prima, centinaia di migliaia di giovani sono entrati in lotta contro il governo Aznar; con tutta probabilità a mobilitarsi presto sarà anche il movimento operaio che ha subito in questi anni attacchi durissimi da parte del padronato e delle destre al governo. E’ solo l’inizio.


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