Intervista a Miriam Municio
(Segretaria generale Sindicato de Estudiantes - SE)
La ministra all’istruzione Pilar del Castillo oltre a dare cifre ridicole di partecipazione alle manifestazioni ha dichiarato che è una bugia che la legge LOU comporti una privatizzazione dell’Università, un aumento delle tasse e una riduzione delle borse di studio.
Miriam Municio -
La bugiarda è lei. La LOU ha, chiaramente, come obiettivo di fondo la privatizzazione. Questo non vuol dire che dal giorno alla notte l’università pubblica diventerà privata, questo modo di porre la questione è solo un tentativo di ridicolizzare i nostri argomenti.In primo luogo non ci sono finanziamenti adeguati che sarebbero necessari per far fronte alle necessità scolastiche (sovraffollamento, infrastrutture, borse di studio, ecc.).
La legge prevede una classificazione delle università, secondo la posizione acquisita da ciascuna ci saranno più o meno finanziamenti dallo Stato.
Invece di perequare il livello delle università aiutando le più svantaggiate perchè si mettano all’altezza delle altre, si incoraggierà la divisione in atenei di serie A e di serie B.
Per salire nella classifica, le università faranno di tutto per diventare sempre più elitarie per ottenere più finanziamenti pubblici e privati. In questo modo anche se formalmente rimarranno università pubbliche, funzioneranno con criteri privati.
Le imprese avranno più peso negli organi universitari. Se mettono dei soldi è perchè hanno il loro tornaconto, parteciperanno in decisioni importanti: bilanci, criteri di ricerca, di accesso, ecc.
Creeranno un’università di elitè, orientata a un settore molto ristretto di studenti, che sono quelli che avranno una formazione di qualità, mentre agli altri, la maggioranza, verranno destinati i titoli meno qualificati. Per il PP l’istruzione universitaria non è un diritto ma un privilegio di chi può permettersela.
L’altro aspetto che noi denunciamo è che con questa legge si scaricheranno ancor più sulle famiglie i costi universitari attraverso le tasse. La campagna degli ultimi anni che gli studenti sono degli scansafatiche e degli irresponsabili che perdono tempo all’università serve ad aumentare la selezione. Vogliono cacciare gli studenti-lavoratori. I figli di papà, nelle università private, hanno tutto il tempo per laurearsi e se non ci riescono non c’è nessun problema, papà avrà un buon posto per loro.
Rispetto alle borse di studio è vero che la LOU non dice niente al riguardo, ma è grave che nè nella LOU, nè in nessun altra legge ministeriale ci siano provvedimenti considerando che la Spagna è il penultimo paese in Europa (dietro c’è solo la Grecia) per i finanziamenti destinati alle borse di studio.
Cosa dice la LOU sull’accesso universitario?
Dopo il liceo devi passare un test organizzato dalla stessa università. Questo si lega alla Ley de Calidad (Legge di Qualità), che prevede un esame alla fine del liceo per avere il titolo di maturità.
Per cui anche se la LOU e la Ley de Calidad sostituiscono il vecchio sistema di selezione in realtà finiscono con l’inserire due barriere selettive quando prima ce n’era solo una.
Inoltre recentemente la ministra è intervenuta in un convegno di professori (quasi tutti di destra) in cui ha spiegato che nei suoi piani c’è quello di inserire un esame di selezione anche alla fine della secundaria (corrispondenete alla nostra scuola media. NdR). Questo nella pratica significa abolire l’obbligo scolastico fino ai 16 anni per riportarlo ai 14.
La ministra ha parlato di "interessi politici" dietro le manifestazioni studentesche.
Il SE non è isolato dalla società e tutti i temi sociali evidentemente sono anche politici. La politica che difende la ministra e il PP, beneficia i settori che sono già privilegiati, in primo luogo la borghesia. Per questo vogliono privatizzare l’uiversità e renderla elitaria.
Noi, invece difendiamo una scuola pubblica per i figli dei lavoratori. Evidentemente è una posizione politica e di classe.
Il SE è consapevole dei pregiudizi che possono esistere tra molti studenti verso la politica e soprattutto verso la politica “ufficiale”, non solo del PP ma anche delle burocrazie della sinistra. Noi ci opponiamo alla concertazione portata avanti dai partiti di sinistra e dai vertici sindacali.
Il vero problema, ed è questo che spieghiamo ai giovani non è la politica, ma questa politica. L’apoliticismo è un argomento che ha sempre strumentalizzato la destra. Il nostro vero obiettivo è che i partiti di sinistra e i sindacati servano per quello che sono nati storicamente: difendere gli interessi della classe operaia e lottare per la trasformazione della società.
Militi in qualche organizzazione politica?
Per mantenere viva la lotta quotidiana è importante aver fiducia in un’alternativa a questa società, altrimenti dovremmo accettare che questa società è inevitabile, che i ricchi e i poveri sono sempre esistiti e sempre esisteranno. L’alternativa è il socialismo, mettere le risorse della società sotto il controllo dei lavoratori (la grande maggioranza della società). Questo permetterebbe di risolvere tutti i bisogni essenziali della società.
Dobbiamo organizzarci nei luoghi di studio, nei quartieri, nelle fabbriche e lottare contro questa società. Mi considero una rivoluzionaria e sono attiva nella tendenza marxista El Militante.
Non solo non lo nascondo ma invito tutti i giovani ad unirsi a noi.