Appello di solidarietà con la Campagna per la difesa
dei sindacati pakistani (Ptudc)
Il fanatismo religioso e l’aggressione imperialista possono essere sconfitti solo con la guerra di classe
Nel momento in cui inizia la guerra e l’aggressione imperialista devasta ancora una volta l’Afghanistan, il Pakistan affonda nell’incertezza, il disordine e la confusione.
Finora le proteste e le manifestazioni contro i bombardamenti in Afghanistan a Karachi, Islamabad, Quetta, Peshawar sono state dominate dai fondamentalisti. Ma quando il movimento comincierà ad estendersi parteciperanno altri settori sociali e questo cambierà il carattere della mobilitazione. Nel frattempo, la classe dominante pakistana utilizzerà la guerra e l’isteria che la accompagna per intensificare gli attacchi alle condizioni sociali ed economiche dei lavoratori, dei contadini e dei settori oppressi del paese.
Musharraf sembra avere i giorni contati. I processi saranno contradditori e non si può scartare il caos e la guerra civile. Ma non si può neanche scartare che l’insurrezione dei lavoratori assuma un carattere rivoluzionario.
Dal colpo di stato di due anni fa, la dittatura militare ha attaccato violentemente le condizioni dei lavoratori in Pakistan. Ha applicato i piani imposti dal Fmi, dalla Banca mondiale e dalle altre istituzioni imperialiste. I salari reali sono crollati, la giornata di lavoro è aumentata e le condizioni sono peggiorate. C’è stata un’impennata dei prezzi dei prodotti derivati dal petrolio, dell’eletricità, del gas e dei beni di prima necessità, rendendo ancor più misera la già povera classe operaia pakistana.
Questi attacchi sono stati possibili per la grande indifferenza politica che permane nella società. Questa inerzia unita a disperazione è il risultato diretto del tradimento dei "regimi democratici" e dei dirigenti populisti che giunsero al potere spinti dal popolo pakistano. C’erano grandi aspettative e il loro tradimento ha provocato molto risentimento contro tutti i "politici". E’ il caso in particolare di Benazir Bhutto che arrivò al potere grazie al sostegno degli oppressi, ma che una volta al potere si è messa a lato della classe dominante, dell’apparato dello Stato e dell’imperialismo.
Questo provocò demoralizzazione nelle fila del PPP (Partito del Popolo Pakistano), nella classe operaia e nell’insieme della società. Il crollo della sinistra e la sua degenerazione nelle ONG (patrocinate nella maggior parte dei casi dalle istituzioni e dai regimi imperialisti) rappresentò un altro passo indietro per il movimento operaio.
Le ONG vengono utilizzate per allontanare la classe operaia dalla causa rivoluzionaria e per addottrinarla alle idee riformiste, perchè si accetti il capitalismo e tutto quello che il sistema porta con sè.
Questo è il peggior modo di tradire la classe operaia. I principali finanziatori di queste ONG hanno interessi precisi in queste organizzazioni. Hanno influenzato anche i sindacati. Molti dirigenti sindacali sono stati allettati con offerte lucrative, sono stati corrotti e spinti a una linea di compromesso con il sistema.
Il tradimento di questi dirigenti "liberali" che sono a favore delle privatizzazioni, i licenziamenti e le leggi antioperaie ha accentuato le sofferenze dei lavoratori.
L’apparizione del fondamentalismo islamico nel movimento sindacale ha aggravato la condizione dei lavoratori.
Da una parte il loro avventurismo ha provocato la distruzione di diversi sindacati. Dall’altra, fanno uso di violenza e ricattano tutti coloro che sono in disaccordo con loro. Nel corso degli anni ‘90 hanno assassinato diversi dirigenti sindacali che si erano distinti per la loro lealtà alla causa, tra questi il compagno Arif Shah. Nei sindacati in cui sono presenti, i fondamentalisti sono odiati dai lavoratori per il loro despotismo.
La situazione dei sindacati in Pakistan è molto fragile. Solo il 3% dei lavoratori è sindacalizzato. Nell’ultimo periodo le condizioni sociali si sono deteriorate ancor più. La povertà, la disoccupazione e la miseria si è estesa in tutto il paese. All’inizio degli anni ‘90, il 22% della popolazione viveva al di sotto del limite di povertà, adesso la cifra supera il 40%. Questa è la miglior prova della bancarotta politica sia del riformismo che dell’approccio "individualista" delle ONG.
Le ONG ebbero una rapida espansione durante gli anni ‘90, dietro alcune di queste si nascondevano delle formazioni politiche.
Il tasso di crescita economica è inferiore al tasso di crescita della popolazione (attorno al 2,6%). L’educazione, la sanità e altri diritti fondamentali sono diventati un privilegio per pochi. Il tasso di disoccupazione è molto alto e sono previsti ulteriori tagli per ridurre gli organici di 900.000 lavoratori entro il giugno 2002, il che aggrava la situazione delle famiglie operaie. Con l’inizio della recessione mondiale non esiste alcun modo per migliorare le terribili condizioni esistenti in Pakistan.
Il regime utilizzerà l’isteria bellica per prolungare l’esistenza del sistema capitalista. Ma questo ambiente non durerà per sempre. Presto o tardi finirà. Quando comincieranno ad arrivare i morti e si dovrà pagare il prezzo della guerra con più attacchi ai lavoratori, l’ambiente cambierà rapidamente. La classe operaia chiederà vendetta. In questo momento il compito storico più importante sarà quello di orientare questo movimento con un programma, una prospettiva chiara e una direzione adeguata capace di salvare i lavoratrori dall’opportunismo e dall’avventurismo.
Questo è il principale compito del PTUDC. Questo appello si propone l’obiettivo di spiegare ai lavoratori di tutto il mondo in quali condizioni lavoriamo.
A parte i piani e le prospettive di lungo periodo del PTUDC, interveniamo nella lotta sindacale quotidiana. Abbiamo pubblicato manifesti, organizzato riunioni e manifestazioni contro le privatizzazioni, chiusure d’impresa, ristrutturazioni, licenziamenti e altri problemi contro cui si imbattono i lavoratori. Negli ultimi sei anni, la PTUDC ha portato avanti una lotta instancabile contro gli attacchi padronali, la repressione dello Stato e contro i suoi garanti imperialisti.
Adesso che si avvicinano le nuvole oscure della devastazione e della guerra, il PDUTC ha iniziato una nuova campagna contro la guerra e il terrorismo fondamentalista, il PTUDC ritiene che quando la classe operaia entrerà in azione, sarà l’unica forza in grado di battere il fondamentalismo islamico e l’aggressione imperialista.
Il Pakistan, a differenza dell’Afghanistan, ha una economia, una industria, una infrastruttura e una classe operaia relativamente grande. La principale risorsa e base di resistenza contro il fondamentalismo islamico e i suoi metodi barbari è precisamente la classe operaia. Ma la vittoria sarà possibile solo se la classe operaia rovescierà il capitalismo liberandosi dal giogo dello sfruttamento.
La campagna del PTUDC contro la guerra e il terrorismo ha l’obiettivo di organizzare i lavoratori per difendere i loro diritti e sconfiggere gli attacchi alle condizioni di vita, il regime tenta di presentare questi attacchi come necessari all’ "interesse nazionale, alla "difesa del paese" e alla "sovranità in Pakistan".
La campagna ha anche l’obiettivo di contrastare la propaganda dei padroni, spiegare la vera natura della guerra e spiegare che il fondamentalismo islamico e l’imperialismo statunitense sono due faccie della stessa medaglia; entrambi hanno l’obiettivo di preservare lo sfruttamento capitalistico e la miseria.
Il PTDUC ha pubblicato un manifesto che dice: "Il fanatismo religioso e l’aggressione imperialista POSSONO ESSERE SCONFITTI SOLO CON LA GUERRA DI CLASSE".
Questo manifesto verrà affisso in 27 città del Pakistan. Il PTUDC ha convocato assemblee pubbliche in tutto il paese. L’ordine del giorno delle riunioni era: "Il terrore fondamentalista, l’aggressione imperialista e il ruolo della classe operaia".
A queste riunioni hanno assistito migliaia di lavoratori, sindacalisti, donne, giovani e studenti. C’erano lavoratori di tutte le nazionalità, religioni, razze e gruppi etnici che vivono in Pakistan. Sono intervenuti dirigenti sindacali, attivisti politici, giornalisti e dirigenti giovanili. Vogliamo sviluppare la coscienza e rafforzare la classe operaia perchè giochi un ruolo indipendente nel trasformare la società, ponendo fine a tutte le guerre e rovesciando il capitalismo che è un sistema di "orrore senza fine".
In questi tempi difficili il PTUDC fa appello ai sindacalisti, agli attivisti politici e ai lavoratori in generale affinchè esprimano apertamente la loro solidarietà a questa campagna. Facciamo appello ai nostri compagni in Europa e in tutto il mondo perchè ci appoggino in tutti i modi possibili mentre siamo sottoposti agli attacchi in quella che è una vera e propria guerra di classe.
Crediamo al motto che dice "un attacco ad uno è un attacco a tutti noi". Mostriamo ai fondamentalisti, agli imperialisti, ai padroni, ai dittatori, ai governatori civili e militari, ai capitalisti e agli oppressori, che quando i lavoratori si uniscono e avanzano come classe nessuna forza al mondo può fermarli. La vittoria della classe operaia è la unica garanzia che si possa porre fine alle brutalità del fondamentalismo e alle atrocità dell’imperialismo. Dobbiamo mostrare che i lavoratori di tutti i paesi potranno e sapranno unirsi ed emancipare l’umanità.
Non abbiamo nulla da perdere se non le nostre catene... Abbiamo un mondo da conquistare.
Sottoscritto da:
Amin Bhatti, Sindacato degli ingegneri. Presidente del PTUDC (Punjab), Zafar Ejaz Malik, Sindacato dei ferrovieri. Segretario del PTUDC (Punjab) Mohammed Irshad, Sindacato dell’acqua e dell’energia. Responsabile PTUDC Rawalphindi. Mohammed Rafique, Sindacato lavoratori della piccola industria. Responsabile PTUDC Peshawar. Gulfraz Ahmed, Sindacato di ordinanza. Responsabile PTUDC Taxila Wah. Azad Qadri, Sindacato telecomunicazioni. Responsabile PTUDC Islamabad. Javed Malik, Sindacato dei giornalisti. Responsabile PTUDC Kasur. Asad Pataffi, Sindacato lavoratori agricoli. Responsabile PTUDC Multan. Azam Khan, Sindacato contadino. Responsabile PTUDC Jampur. Alib Akber, Sindacato telecomunicazioni. Responsabile PTUDC Rahim Yar Khan. Imtiaz Ahmed, Sindacato lavoratori dell’energia e dell’acqua. Responsabile PTUDC Sadiqabad. Sarwar Abbasi, Sindacato lavoratori settore fertilizzanti. Responsabile PTUDC Ghotki. Anwar Panwar, Sindacato lavoratori della sanità. Responsabile PTUDC Sindh Ghulam Rasool, Sindacato dei trasporti. Responsabile PTUDC Hyderabad. Anwar Uqaili, Sindacato lavoratori del cemento. Responsabile PTUDC Thatta. Pershotam Ram, Sindacato dei lavoratori paramedici. Responsabile PTUDC Badin. Mohammed Khan, Presidente del PTUDC Sindh. Faqir Mohammed, Sindacato dell’acciaio. Responsabile PTUDC Karachi. Nazar Mengal, Presidente sindacato delle Poste in Beluchistan. Presidente PTUDC Beluchistan Ali Ahmed, Sindacato lavoratori paramedici. Responsabile PTUDC Khuzdar Waheed Baluch, Sindacato lavoratori paramedici. Responsabile PTUDC Kalat Hameed Khan, Segretario sindacato funzionari statali Quetta Fazal Abbas Shah, sindacato ferrovieri. responsabile PTUDC Quetta Lala Mohammed Hanif, Segretario generale sindacato delle telecomunicazioni. Mohammed Rasad. Tesoriere nazionale Sindacato postali. Comitato nazionale PTUDC. Rana Abad Amhed, Addetto stampa Sindacato postali. Comitato regionale PTUDC (Punjab) Saeed Inqalabi, Sindacato ferrovieri (Lahore) Khadam Hussain Hajiyano, Sindacato paramedici del Sindh. Comitato regionale PTUDC (Sindh) Nacer Balouch, Sindacato telecomunicazioni del Beluchistan. Comitato regionale PTUDC. Iqbal Shad, Sindacato ferrovieri Multan. Comitato regionale PTUDC Punjab. Maqbol Ahmed, Sindacato portuali Karachi. Comitato regionale PTUDC. Ayub Qurashi, Sindacato lavoratori municipali Karachi. Comitato regionale PTUDC Sindh. Ayaz Hakro, sindacato portuali Qasim. Comitato regionale PTUDC Sind
Khalid Ansari, sindacato portuali Karachi. Comitato regionale PTUDC. Pir Mohammed, sindacato lavoratori dell’energia Comitato PTUDC Hyderabad.