La grande abbuffata
I primi 100 giorni di Berlusconi
Il clamore degli attentati e della minaccia di rappresaglia americana ha saturato l’ambiente, soverchiando il suono dell’operoso lavorìo del governo Berlusconi, intento a far fruttare al meglio i suoi primi cento giorni.
di Francesco Merli
Traumatizzati dal fallimento del 1994, quando il governo durò solo pochi mesi e furono relegati a pane ed acqua all’opposizione per cinque lunghi anni, come formidabili legioni di formiche, i leader della Casa delle libertà si accingono a spolpare la carcassa della cosa pubblica, già ferita a morte dall’Ulivo, e mettere così da parte qualcosa per i tempi duri.
Il tempo a disposizione è stato poco, ma la voracità è tanta. Restiamo ammirati dalla disciplina fin qui messa in mostra
da tutti i famelici pescetti dello stagno: "Prima Berlusconi!", è il loro grido di battaglia. L’altruismo però nasconde l’interesse. Il pescione, con le sue potenti mandibole, è l’unico che può aggredire l’immane carcassa, calamitando su di sé tutta l’attenzione per consentire agli altri di farsi sotto indisturbati.
Come un manuale vivente del perfetto conflitto d’interessi, Berlusconi ha messo a segno numerosi colpi durante le ultime settimane. L’abolizione delle tasse di successione sui grandi patrimoni ha reso più ricca la sua famiglia, ma tutta la grande borghesia e l’aristocrazia finanziaria ringraziano.
Dopo aver pensato ai commensali, sono arrivati i provvedimenti di questi giorni: la sanatoria sui capitali esportati illegalmente e la legge di modifica delle rogatorie internazionali (che al Senato ha visto come relatore niente meno che Marcello Dell’Utri, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa), che rischia di mandare a monte migliaia di processi (fra cui quelli che lo vedono imputato) - centinaia di mafiosi ringraziano – nonchè la legge che abolisce il reato di falso in bilancio (redatta da Gaetano Pecorella, presidente della commissione Giustizia e avvocato difensore di Berlusconi in processi per falso in bilancio).
Dobbiamo ritenerci fortunati: Berlusconi non è stato mai imputato per rapina, omicidio o pedofilia.
Gli appetiti berlusconiani non si fermano qui, ma Berlusconi vuole sfoggiare l’abito buono da Statista. Preoccupato per il possibile conflitto d’interessi tra l’operato del governo e gli interessi personali di qualche suo componente, Berlusconi propone di costituire un’Authority di tre o cinque "saggi"… nominati dal governo stesso! Ma se qualcuno fosse preoccupato, non deve temere perché comunque l’Authority dei saggi avrebbe poteri nulli, se non quello di consigliare inascoltati, prerogativa appunto dei saggi.
Dobbiamo prepararci al canone TV per le reti Fininvest?