FalceMartello n° 147 * 17-5-2001

Combattiamo la destra nelle scuole!

 

Quest’anno al liceo Parini di Milano le elezioni per la rappresentanza del Consiglio d’Istituto si sono concluse con 3 seggi assegnati al collettivo e 1 seggio alla lista di destra "Obiettivo Parini", mentre CL è stata esclusa da qualsiasi rappresentanza. Per il collettivo Rebelde è stata una vittoria ma bisogna tener conto di un fattore: da moltissimi anni non si presentava una lista di destra.

Paolo Tomaselli (studente del collettivo del Parini)

La situazione al Parini rispecchia quella che è la situazione delle scuole e della società. La crisi delle organizzazioni storiche della sinistra, le politiche reazionarie portate avanti dal governo di centro-sinistra non hanno fatto altro che spianare la strada alle organizzazioni della destra che hanno rincominciato ad alzare la testa. Ciò che ne è derivato è un disorientamento generale. In questa situazione vi sono gruppi di destra che riescono ad organizzare assemblee d’istituto come al Parini.

Il 21 marzo è stata convocata un’assemblea sul tema delle Foibe poiché "è un tema a proposito del quale non si parla mai" e "si parla solo dei lager nazisti". Era una palese provocazione e strumentalizzazione. Sono stati convocati degli "esperti" del movimento Istria-Fiume-Dalmazia che hanno distribuito volantini nei quali si parlava della "sconfitta del ‘45" ed hanno articolato la relazione con l’intento di porre sullo stesso piano persone che si battevano per ideali di libertà ed altri per ideali di oppressione.

L’assemblea non è stata altro che un comizio elettorale all’insegna dell’anticomunismo più becero, atta a dimostrare l’assurda tesi che le Foibe siano state una persecuzione sistematica degli italiani in quanto italiani e che le persecuzioni di massa siano implicite al Comunismo.

Il caso del Carducci

Tutta la politica del centro-sinistra ha aiutato l’avanzata della destra nella scuola. Il potere conferito ai presidi dal-l’Autonomia Scolastica ha dato il coraggio a qualcuno di essi per esporre le proprie più intime convinzioni. Il preside del Carducci di Milano ha scritto un articolo sul mensile fascista "L’uomo libero" in cui dichiara: "La rivoluzione fascista portò alla scuola etica (...) l’effetto benefico di tale politica educativa stimolò una naturale selezione nelle classi dirigenti e una grande operosità nel popolo (...) La cosa più importante che fece l’Italia in quegli anni fu educare i giovani al senso del dovere, lasciando un potenziale umano che fu alla base del miracolo economico postbellico. (...) Oggi le generazioni formate dalla democrazia stanno mettendo in seria difficoltà l’economia, il senso morale e la sopravvivenza stessa dei popoli (...) Partiti, sindacalismo, femminismo, rifiuto d’ogni autorità hanno portato ormai la lotta fino alla più piccola cellula della società, la famiglia. (...) Le docenti si prestano molto bene a svolgere questa funzione: tutto ciò che è maschile viene demonizzato e viene imposta nei rapporti tra ragazzi una sorta di femminilizzazione".

Possiamo immaginarci quale sia il comportamento sul terreno sindacale e democratico di questo preside. Non tutti i presidi ovviamente si spingono a tanto, ma tutti, grazie all’Autonomia, hanno praticamente poteri illimitati nel dispiegare la propria autorità!

Come combattere la destra?

Anni di governo di centro-sinistra e movimento studentesco senza uno sbocco vittorioso hanno portato a questa situazione. Organizzazioni di destra hanno fato breccia su alcuni studenti che non vedono più nelle strutture della sinistra studentesca un’alternativa al progressivo sfascio della scuola pubblica. Tuttavia la presenza della destra nelle scuole è ancora esigua ed è proprio per questo che bisogna impegnarsi al meglio per sconfiggerle in maniera definitiva. E’ importante che gli studenti abbiano chiaro che lottare contro la destra significa lottare anche contro chi vuole il completo smantellamento della scuola pubblica e quindi una scuola sempre meno accessibile a tutti, sempre meno democratica.

La destra quindi si combatte promuovendo assemblee nelle scuole e organizzando discussioni nei collettivi in cui si spieghi cos’è il fascismo, cos’è la destra e come combatterli. 

Nel caso del Liceo Parini la situazione non è stata gestita a dovere: una volta compreso di non poter bloccare a priori l’assemblea fascista, la giusta strada era quella di organizzarsi per preparare interventi in grado di contrastare le posizioni reazionarie che sarebbero state espresse. Ma il Coordinamento dei Collettivi ha optato per un presidio immagine durante l’assemblea, apparso agli studenti come implicita ammissione di non essere in grado di rispondere alle oscenità portate avanti dai relatori dell’indecente movimento Istria-Fiume-Dalmazia.

Questo non ha fatto altro che assecondare la provocazione dei fascisti. Provocazione che è continuata quando un ragazzo aderente alla lista di destra ha fatto piovere dalla finestra durante il presidio un cestino pieno d’acqua, rischiando di colpire un ragazza.

Anche sulla questione del Carducci la proposta avanzata di "ignorare" il preside fascista non è sufficiente. E necessario chiederne l’immediato allontanamento e approfittarne per rivendicare l’abolizione della figura del preside manager per sostituirlo con un coordinatore democraticamente eletto da tutte le componenti della scuola.

Detto questo siamo fiduciosi che al batter d’ali del prossimo movimento studentesco i fascisti torneranno nel posto che gli compete...


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