FalceMartello n° 146 * 12-4-2001

Siemens - Come ti aggiro la legge!

MARCIANISE (CASERTA) - Molti eminenti personaggi specie della sinistra moderata e dirigenti sindacali sostengono che la flessibilità è e sarà il futuro. Alle critiche sulla precarietà loro contrattaccano sostenendo che la flessibilità creata in Italia è una flessibilità guidata e controllata dallo Stato che garantisce anche ai lavoratori flessibili i propri diritti.

Ma in realtà cosa avviene? Un esempio lo offre la Siemens di Marcianise (CE) dove vi lavorano, ormai da quasi un anno, un centinaio di lavoratori interinali.

Questi lavoratori sono stati assunti con contratti di tre mesi rinnovati per tre volte.

La legge prevede appunto tre come tetto massimo per il rinnovo di questi contratti, dopodiché o si licenziano definitivamente i lavoratori o si assumono con altri contratti (generalmente contratti formazione lavoro).

Non vi preoccupate, questi lavoratori non sono stati licenziati. Ma non sono neanche stati assunti con nuovi contratti. La direzione, infatti, d’accordo con i vertici sindacali, ha finto di licenziare questi lavoratori per riassumerli il giorno dopo con lo stesso contratto interinale. Ma la flessibilità non serve alle aziende nei periodi di aumento della produzione? E’ possibile che questa azienda stia in "un momento straordinario di aumento di produzione" da quasi un anno e se ne prepara ad un altro?

E se fosse così perché non assumere con contratti a tempo indeterminato visto il prolungato bisogno di mano d’opera? Trova più conveniente avere dei lavoratori interinali perché sono più ricattabili, li si può obbligare più facilmente a venire il fine settimana e alla notte, ed è molto più difficile che scioperi per difendere i propri diritti. Questa azienda usando gli interinali ha aumentato la produzione del 70% e ha chiesto per il prossimo anno un aumento di produzione del 100%. Tutto ciò mentre i salari continano inesorabilmente a perdere potere d’acquisto.

Giorno dopo giorno questi giovani vengono sottoposti a prove sempre più dure in cambio di un futuro sempre più incerto. Precarietà significa in primo luogo impossibilità nel costruirsi un futuro. Questa situazione prepareà in futuro nuove esplosioni di lotte, grazie anche al fatto che questi contratti precari hanno introdotto giovani operai che non hanno subito le sconfitte dei più anziani e possono essere disponibili ad un’alternativa di lotta all’odierna situazione.

Certo la precarizzazione rende più difficile la nascita di nuove lotte ma non impossibili come hanno dimostrato i lavoratori della Ducati, dei Mc Donald’s o alla Fiat.

C’è quindi bisogno già da ora di organizzarsi affinché il sindacato sia un reale strumento dei lavoratori per lottare per la trasformazione di tutti i contratti precari in contratti a tempo indeterminato.

Gino Petracco


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