FalceMartello n° 144 * 25-1-2001

Pirelli - Dietro i profitti lo sfruttamento

Bollate (MI) - Negli ultimi anni abbiamo assistito a un costante peggioramento nelle condizioni dei lavoratori. Per quanto riguarda il gruppo Pirelli, i giornali borghesi si sono soffermati più volte a parlare del boom di profitti. Peccato che non si vada mai ad analizzare la realtà che si vive lì dove questa ricchezza è prodotta…

Nello stabilimento di Bollate nel 1996 è stato introdotto il ciclo continuo, che ha permesso all’azienda di sfruttare gli impianti 24 ore su 24, sette giorni su sette, costringendo però gli oltre 400 operai di Bollate a una turnazione allucinante.

Inoltre, l’assunzione massiccia di giovani con Contratto formazione lavoro (Cfl), ha permesso all’azienda di imporre dei ritmi di lavoro sempre più frenetici. Si è fatto leva sulla paura di non vedersi confermato il contratto, per piegare l’operaio al volere dell’azienda.

Quando questo non basta ci sono altri tipi di ricatto: l’operaio che non si piega può sempre essere spostato di squadra, oppure essere assegnato alle mansioni più gravose. Talvolta non basta neanche questo e si ricorre alle sanzioni disciplinari, profuse a pioggia nell’ultimo periodo. Anch’io mi sono visto arrivare una sanzione disciplinare, con tanto di multa in busta paga. Il reato? Essermi rifiutato di accettare le disposizioni del mio capo… che voleva cambiarmi di mansione "per punizione" perché per lui non producevo abbastanza!

Ma spremere gli operai fino al limite non è ancora sufficiente, è necessario intervenire direttamente sul salario… si sa la "competitività" dell’azienda è sempre la cosa più importante.

E allora nell’ultimo contratto nazionale è stato necessario accontentarsi di 58mila lire di aumento, anche se queste sono state calcolate sull’inflazione programmata del 1,2%, mentre quella reale è più del doppio (attualmente al 2.7%). Ma nell’ultimo Contratto nazionale si è fatto di più: si è introdotto il salario di ingresso per i nuovi assunti. Il premio di produzione, insieme ad altre voci sulla busta paga, non verrà erogato più per intero agli assunti dopo il 16 aprile 2000, bensì scaglionato nell’arco di 4 anni. A Bollate la Rsu ha finora rifiutato la proposta aziendale che vuole un premio a partire dal 25% il primo anno e così un quarto alla volta per i primi 4 anni. In soldi questo vuol dire una perdita salTimes New Romane di oltre 2 milioni solo il primo anno, per quanto riguarda i nuovi assunti.

"Boom di profitti per Pirelli"? Certo, perché l’azienda è riuscita ad imporre in questi anni maggiori sacrifici ai lavoratori. È questa la verità che i giornali borghesi non ci spiegano.

Il problema vero, però, è che non sarebbe mai riuscita a far passare questi sacrifici, senza l’appoggio dei vertici sindacali. Chi dovrebbe opporsi a tutto ciò, in realtà, si è talmente subordinato alle compatibilità di questo sistema, da aver fatto proprie molte idee che sono dei capitalisti. All’origine della politica della concertazione c’è l’accettazione che gli interessi dei lavoratori passano da "una maggiore competitività del sistema delle imprese". Facendo proprie queste idee, i vertici sindacali hanno svenduto di volta in volta gli interessi dei lavoratori.

Per garantire la "competitività" si è ad esempio imposto a forza il ciclo continuo a Bollate, quando la maggioranza dei lavoratori era contraria a quell’accordo. Per "l’esigenza di competitività delle imprese" si è imposto a forza un contratto nazionale che è un regalo ai padroni. Un contratto che a Bollate è stato bocciato con 324 voti contrari, 4 astenuti, 0 a favore e che è stato firmato senza che i vertici sindacali abbiano mai fornito le cifre ufficiali dell’esito delle consultazioni di fabbrica. Per "realizzare le flessibilità necessarie alle esigenze del mercato" si è accettato ogni tipo di contratti precari, frantumando e dividendo in ogni modo i lavoratori, indebolendoli di fronte all’arroganza dell’azienda.

Una vera svolta per le condizioni dei lavoratori non può che passare dalla sconfitta della concertazione e di ogni politica di subordinamento alle compatibilità di questo sistema. Un sistema ingiusto, che basa i propri profitti sullo sfruttamento.

Giuseppe Lania

(Rsu Pirelli Bollate)

Bilanci gruppo Pirelli

 

 

 

 

 

Anno

Utile netto (mld di lire)

 

 

 

 

1996

436

 

1997

512

 

1998

534

 

1999

591

 

2000

1.861*

 

 

 

 

(* solo il primo semestre)

 

 


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