FalceMartello n° 143 * 5-12-2000

Ducati: interinali e "fissi" in lotta uniti!

BOLOGNA - I lavoratori interinali, da sempre ricattabili e sotto la spada di Damocle della trasformazione a tempo indeterminato da parte dell'azienda, iniziano in alcune fabbriche a far sentire la propria voce. E' il caso della Ducati Motor, azienda del settore metalmeccanico di Bologna, dove circa 90 di essi si stanno mobilitando per migliorare le loro condizioni di lavoro, in risposta a chi sostiene che la precarizzazione del lavoro interrompe definitivamente la lotta sindacale e, quindi, il processo di radicalizzazione del movimento operaio.

Alla Ducati i lavoratori interinali, dopo un'assemblea, hanno deciso di mobilitarsi per chiedere la trasformazione dei loro contratti e per sostenere la lotta dei "lavoratori fissi" contro la terziarizzazione che sta portando avanti l'azienda come parte di una politica di attacco generalizzato alle condizioni di tutti i lavoratori. L'adesione alle due ore di sciopero proclamate da Fiom, Fim e Uilm per il 24 ottobre è stata all'incirca del 90% e ha aderito la quasi totalità degli interinali. È stato fatto un presidio davanti ai cancelli a cui hanno partecipato circa 100-150 lavoratori, di cui la maggioranza erano lavoratori precari.

Non è difficile immaginare quanto sia combattivo l'ambiente tra i lavoratori alla Ducati se pensiamo che tutto è nato in maniera spontanea. L'azienda, appena acquisita da una società americana, dichiara di voler esternalizzare parte della produzione per abbassare i costi, propone un aumento della produzione, ma assume lavoratori interinali che, non dimentichiamolo, costano più che un lavoratore assunto direttamente (le "aziende fornitrici" sono pagate da quelle "utilizzatrici") con la motivazione di "picchi produttivi". Ma è chiara a tutti la ragione per cui la Ducati, come nella stragrande maggioranza dei casi avviene, utilizza questo strumento: per flessibilizzare, precarizzare e desindacalizzare! I lavoratori sanno che i "picchi produttivi" di cui parla l'azienda durano da mesi e dureranno probabilmente ancora anni. Per questi motivi si sentono presi in giro e alla politica aziendale vogliono giustamente contrapporre una rivendicazione da parte del sindacato che preveda assunzioni a tempo indeterminato per tutti.

Mentre scriviamo non sappiamo come, ma purtroppo anche se, la lotta continuerà. Il sindacato sta costruendo una proposta alternativa tenendo conto delle compatibilità economiche aziendali. E se le "compatibilità aziendali" sono incompatibili con gli interessi di stabilizzazione del rapporto di lavoro di tutti i lavoratori? Noi ne siamo certi, pertanto pensiamo piuttosto che bisogna allargare la mobilitazione! Il primo obiettivo deve essere quello di colpire l'azienda in quello che ha di più caro: la produzione. Convocare una giornata di sciopero è decisivo per mostrare all'azienda la forza che hanno i lavoratori quando si mettono in moto e per consolidare la solidarietà che c'è tra loro. Si deve partire da qui per allargare la mobilitazione agli altri luoghi di lavoro della zona e della città, a cominciare dalle aziende in crisi, per opporci alla politica dei padroni di precarizzare il lavoro e la vita dei lavoratori e delle loro famiglie. Questa degli interinali della Ducati di Bologna è una dimostrazione che si può!

di Mario Iavazzi


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