La Fiat attacca, i lavoratori rispondono !
La Fiat sta facendo scuola nell’aggressione contro i lavoratori. Dopo l’accordo con la General Motors ha comunicato la volontà di licenziare 1000 impiegati tra Mirafiori e Pratola Serra e ha spedito direttamente in cassa integrazione tutto il reparto delle meccaniche. Sono i primi passi verso una ristrutturazione in grande stile del gruppo in cui i lavoratori sono le vittime designate.
Questo si aggiunge alla volontà di far affondare il contratto integrativo e alla politica repressiva adottata negli stabilimenti di Melfi e Avellino dove i delegati sono stati accolti al tavolo delle trattative da una nutrita rappresentanza di poliziotti e agenti della Digos fatti uscire dalla sala delle trattative solo dopo la forte insistenza delle Rsu e del sindacato. A questa ondata di repressione e intimidazione i lavoratori hanno risposto lunedì 20 Novembre con uno sciopero di 2 ore in tutti gli stabilimenti (8 ore per Melfi e Pratola Serra), per il contratto e contro i licenziamenti, cui vi è stata un'adesione media del 70-80%, impiegati compresi, e in cui, dato estremamente significativo, si sono svolti per la prima volta dopo 20 anni cortei interni. Cortei nei quali i lavoratori giovani, in barba a tutti i contratti flessibili e precari cui sono sottoposti, hanno preso la testa con convinzione e combattività. Confindustria vuole arrivare alla resa dei conti con i lavoratori a partire dall'azienda più significativa, vuole schiacciarne la reattività adoperando la più becera repressione. Ma se Agnelli pensa di avere in pugno la classe operaia, la pronta risposta degli operai e impiegati Fiat dimostra che si sbaglia di grosso! Contro i licenziamenti si riduca l'orario di lavoro a parità di salario; la Fiat ha fatto profitti d'oro, è ora che paghi il conto ai lavoratori!