Sfruttamento minorile
Sono 400mila i ragazzi con meno di 14 anni che vengono sfruttati dai padroni italiani illegalmente. La ricerca svolta dalla Cgil denuncia anche che di questi 400mila, il 35% lavora sei giorni alla settimana, il 30% cinque e l’8% lavora sette giorni su sette. Oltre 100mila percepiscono un salario tra le 100 e le 200mila lire al mese. Questo dato allarmante fa il paio con un altro dato che arriva dal Censis, 40mila giovani della stessa età ogni anno si ritirano dagli studi.
Niente di nuovo sotto il sole, come 100 anni fa il padrone in nome del profitto non ha nessuno scrupolo ha sfruttare qualsiasi mezzo pur di arricchirsi.
Flessibili in lotta
Pugno di ferro in guanto di velluto. Questa è la vera politica portata avanti dall’Ikea, nota come la multinazionale più sensibile nelle relazioni coi lavoratori. Ma i lavoratori questa volta non sono stati a guardare e davanti alle continue pretese dell’azienda hanno scioperato il 25 novembre in tutta Italia. L’adesione ha sfiorato l’80%. Se si tiene conto che l’azienda fa largo uso di lavoratori interinali e a tempo determinato, il successo è ancora più significativo. Hanno scioperato contro i contratti part-time a 16 ore, chiedendo che vengano portati a 20 ore e contro la politica che vuole i negozi aperti sette giorni alla settimana in cambio di 1.800.000 lire annue di premio di partecipazione (il sindacato ne chiede 3milioni).
La mobilitazione dei lavoratori dell’Ikea arriva dopo la lotta dei lavoratori del McDonald contro le continue intimidazioni e umiliazioni subite. Mobilitazioni che fanno capire come davanti a una repressione aziendale sempre più arrogante anche i settori più ricattati non sono disposti a subire all’infinito. Quanto tempo prima si sarebbero mobilitati se in questi anni il sindacato invece di concedere strumenti di ricatto ai padroni si fosse impegnato a organizzarli. Di sicuro oggi possiamo dire che la lotta di classe alla fine non conosce ostacoli.